Cerca

L'imputato: il processo italiano

Abbiamo fatto una figuraccia mondiale tra indagini frettolose e verdetti annunciati. Ogni caso diventa un mistero da talk show

L'imputato: il processo italiano
Giustizia è fatta, naturalmente all'italiana. Possibile che ci siano voluti quattro anni, dagli imputati trascorsi in carcere, e lo sputtanamento dei periti, perché la colpevolezza annunciata trionfalmente in soli quattro giorni di indagini  venisse smontata come un giochino riuscito male? Possibile che ci sia voluta l'attenzione della potente opinione pubblica americana, insomma che una cittadina americana fosse tra gli imputati, e negli Stati Uniti un compatriota è qualcuno, ricordatevelo, perché altrimenti, siatene certi, i colpevoli nel primo grado tali sarebbero rimasti anche al secondo? Possibile che in Italia ogni caso diventi un mistero irrisolvibile e irrisolto oppure un episodio di manifesta mala giustizia, tutti e due siano argomento da salotto, i colpevoli certi fuori, gli incerti dentro, le vittime sempre uccise due volte?

Possibile, tanto è vero che è la norma. La giustizia italiana non riesce a risolvere neppure gli omicidi ordinari, anche il delitto più banale diventa caso, mistero, talk show, e tutto finisce immancabilmente con le cineprese in tribunale e il processo trasmesso in tv. Succede naturalmente anche altrove, ma la tv non prende il posto del tribunale e delle procure, li segue, li incalza, ma non si sogna nemmeno di sostituirsi al sistema, e le notizie se le suda e le verifica, non le compra a scatola chiusa. Hai voglia a fare gli ipercritici di quei selvaggi degli americani perché lì c’è la pena di morte e noi gli stiamo addosso tutti i giorni con le varie Amnesty e i Nessuno tocchi Caino, anche perché ci vuol poco a stare addosso a quelli che te lo lasciano fare, provateci un po’ con la Cina comunista, che ne ammazza mille volte al dì senza processo e senza habeas corpus, non uno ogni dieci anni dopo dodici di braccio della morte, appelli e ricorsi! Quei selvaggi non mettono in piedi processi indiziari, un procuratore che sbaglia paga, anche perché il capo delle procure è eletto dal popolo e gli risponde, danno alla difesa pari diritti, basta un ragionevole dubbio per non condannare, una volta che uno è stato dichiarato innocente non è più imputabile, e gli appelli valgono solo in caso di colpevolezza, se come Amanda Knox non parli italiano prima di tutto arriva l’interprete, segue l’avvocato, tutto il resto non vale. Quei selvaggi hanno una polizia scientifica impeccabile, non degli imbratta prove.

Era davvero un caso  così difficile da risolvere la morte del piccolo Samuele Lorenzi di Cogne? Sarebbe diventata un caso mediatico la morte di Chiara Poggi se non fosse stata uccisa il 13 agosto, a due giorni da ferragosto, quando le notizie scarseggiano e i giornali non sanno cosa scrivere? Sarah Scazzi, visto il nuovo look di Misseri? Yara Gambirasio, hanno girato per settimane intorno al suo cadavere, Marta Russo, qualcuno crede alla soluzione dei due assistenti colpevoli? Simonetta Cesaroni, un fidanzato unico colpevole possibile ripescato dopo vent’anni? Certo, la pressione mediatica mette in difficoltà magistrati e polizia, ed è naturalmente difficile per un giudice per le indagini preliminari sentirsi libero, pronto a modificare totalmente l’impianto d’indagine, cambiare imputato, quando è sotto i riflettori. Ma l’eccessiva presenza mediatica se la cercano, peggio, tv e giornali incoraggiano il protagonismo di magistrati che si occupano di ordinari delitti comuni, a scapito del lavoro più oscuro ma affidabile di bravi commissari, magari  coadiuvati da una buona scientifica.

Fra i tanti orrori uno non mi si toglie dalla testa, il caso dei fratellini di Gravina caduti e morti in un pozzo abbandonato nel centro della cittadina. Non fu presa in considerazione l’ipotesi dell’incidente. Certo, due bambini caduti in un pozzo mentre corrono e giocano non sono una notizia, anche se potrebbero essere perfino salvati, mentre un padre divorziato che uccide i figli o li rapisce per sottrarli alla madre è una storiaccia su cui si gettano tutti morbosamente e un magistrato può anche costruirsi  un futuro da diva.

I lettori di Libero hanno a disposizione un’ampia informatissima cronaca. Solo qualche dettaglio mi preme ricordare. Manca un quadro indiziario logico e del delitto non è individuato con certezza neanche il movente, l’accusa si è aggrappata perciò alle prove scientifiche. I giudici del primo grado hanno creduto in toto alle conclusioni della Scientifica  e condannato. La perizia ordinata dalla Corte d’Appello però ha rivelato che quegli indizi sono perlomeno dubbi. C’è almeno un caso di contaminazione accidentale. Un reperto istologico appartenente alla vittima fu portato nei laboratori di Roma in una boccetta che aveva contenuto alcol tanto da far credere che Meredith fosse in coma etilico. Vi rendete conto che così facendo nessuno è condannabile in democrazia?

di Maria Giovanna Maglie

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • roda41

    05 Ottobre 2011 - 08:08

    a corto di altro o per distrarre da altre cose????

    Report

    Rispondi

  • roda41

    05 Ottobre 2011 - 08:08

    ma quanti processi fanno acqua da loro che mandano a morte innocenti? un nostro connazionale marciscce da anni in galera, senza uno straccio di prova e con i poliziotti che asseriscono che la donna presunta amante dell'uomo,non aveva alcuna ecchimosi in faccia. Perché non spendiamo un milione pure noi,per farlo uscire? e poi,perizia,impronta trasportata guarda un pò, proprio solo unica,sul reggiseno! o era lì, da sempre? Spero che paghino lo stesso, anche se se la sono scansata.

    Report

    Rispondi

  • roda41

    05 Ottobre 2011 - 08:08

    sul reggiseno,sia stata presa da dove poi? per mettersi poi come un biadesivo e senza lasciare tracce da dove trasportata prima, sul reggiseno!! onestamente chi mi chiarisce??

    Report

    Rispondi

  • Al-dente

    05 Ottobre 2011 - 01:01

    In USA sono morti 18 innocenti e li vuoi confrontare con il nostro sistema giudiziario? Se non lo sai nei primi mesi di questo anno nelle nostre carceri si sono suicidati 50 carcerati, indovina perché?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog