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Appalti truccati per Trenitalia Decine di arresti e indagati

Operazione "Espresso" in tutta Italia: coinvolti dipendenti pubblici e imprenditori concorrenti. Reati di truffa e peculato

Appalti truccati per Trenitalia Decine di arresti e indagati
Appalti truccati, è bufera su Trenitalia. Dalle prime ore di martedì mattina sono state decine le perquisizioni e gli arresti in tutta Italia nell'ambito dell'operazione 'Espresso'. L'inchiesta condotta dalla Procura di Firenze fa luce su un giro di appalti truccati Trenitalia e Sepsa. Sono complessivamente 42 le persone finite sul registro delle persone indagate. Coinvolti a vario titolo un consistente gruppo di funzionari e dipendenti di società a partecipazione pubblica (come Trenitalia e Sepsa Spa) ed imprenditori concorrenti, associati tra loro formando una vera e propria organizzazione finalizzata a falsificare le gare d'appalto. L'inchiesta ha fatto emergere che i dipendenti delle Aziende Pubbliche di Trasporto anticipavano informazioni riservate favorendo una cordata di imprenditori amici, i quali a loro volta, al fine di aggiudicarsi l'appalto, formulavano offerte abilmente pilotate e concordate. In questo modo l'ingegnoso sistema permetteva di aggirare le normative vigenti in materia di appalti, realizzando turbative d'asta attraverso cartelli tra imprese, finalizzati da un lato ad aumentare le probabilità di 'indovinare' l'offerta di aggiudicazione e dall'altro a ridistribuire all'interno della cordata il lavoro aggiudicato ad una delle società del gruppo. Oltre all'associazione per delinquere, i capi d'accusa contestati agli indagati abbracciano una serie di reati che vanno dalla truffa, al peculato, alla turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, alla corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, alla rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, alla falsità commessa da pubblici impiegati incaricati di pubblico servizio.


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  • aifide

    04 Ottobre 2011 - 19:07

    Dovunque si è privatizzato sono venute fuori magane, truffe, appalti truccati, corruzioni. C'è mancato un pelo che si privatizzasse anche la Protezione civile. Tutto ciò che non è più sotto il controllo statale (rigido!) è alla mercè di coloro che sono "malavitosi" dentro! Certo non usano armi, ma il fine è lo stesso: procurasi ingiusti vantaggi e profitti danneggiando altri, molto spesso la collettività, lo Stato, cioè noi contribuenti. La cronaca degli ultimi anni dimostra che in Italia i servizi pubblici devono rimanere sotto un rigido controllo statale, l'unico che può "limitare" i danni. Le Ferrovie dello Stato tali dovevano rimanere. Invece non solo privatizzate ma divise in mille rivoli do società varie, in modo da poter truffare meglio! Che fine faranno i colpevoli? Tutti promossi ad incarichi più importanti, magari politici.

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