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Svolta choc: trovati abiti militari vicino al corpo di Melania Rea

Respinta la richiesta di riesumare la salma della Rea. Intanto gli inquirenti scoprono un fagotto di vestiti nel bosco

Svolta choc: trovati abiti militari vicino al corpo di Melania Rea
Due nuovi risvolti emergono dalle indagini sull'omicidio di Melania Rea, la donna assassinata con 35 coltellate lo scorso aprile nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto. Forse, due passi verso la scoperta della verità su quanto accaduto a quella povera donna. Da una parte c'è la decisione del gip di Teramo, Giovanni De Rensis, di respingere la richiesta di incidente probatorio sul cadavere di Melania Rea. La richiesta era stata avanzata da Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali di Salvatore Parolisi, già marito della vittima e unico indagato per l'omicidio. Dall'altra - secondo quanto riporta il settimanale Oggi - il ritovamento di un 'fagotto' di abiti, che non si esclude siano militari, con alcune macchie non lontano dal bosco delle Casermette, il luogo dove è stata uccisa

Incidente probatorio -
Nella loro richiesta i due difensori del caporal maggiore dell'Esercito avevano contestato i risultati dell'autopsia sul cadavere di Melania condotta dal medico legale della Procura, Adriano Tagliabracci. Sulla base del contenuto gastrico rinvenuto nel cadavere e dei tempi di metabolizzazione della caffeina, i periti avevano stabilito che la donna fosse morta tra le 14.30 e le 15.30 del 18 aprile scorso, giorno della sua scomparsa. Ma i consulenti del collegio difensivo del militare sostengono che in base a quei risultati non si possa stabilire con certezza né l'ora né la data della morte di Melania e per questo hanno ritenuto necessario chiedere l'esecuzione di un'altra autopsia. Per gip però il quantitativo di succo gastrico analizzato e le modalità di analisi del perito sono stati sufficienti per indicare gli elementi oggi in possesso della procura, pertanto ha respinto la richiesta dei legali di Parolisi.

Il fagotto di abiti -
Secondo quanto riporta il sito del settimanale Oggi, i carabinieri avrebbero trovato un 'fagotto' di abiti, che non si esclude siano militari, con alcune macchie, non lontano dal bosco delle Casermette, il luogo dove è stata uccisa Melania. La scoperta è avvenuta durante un perlustramento dei carabinieri. I militi percorrevano uno dei sentieri all'interno del bosco che dall'abitato di Cornacchiano, frazione di Ripe di Civitella, permette in pochi minuti di arrivare al luogo del delitto. Il ritrovamento è avvenuto circa a metà percorso, nei pressi di un rudere che sarebbe eventualmente servito per cambiarsi d'abito, togliersi di dosso abiti insanguinati e indossarne di puliti. Oggi rivela le indiscrezioni che escono dalla Procura di Teramo e nel descrivere il sentiero seminascosto da sterpi e rovi, spiega che di questo sentiero "si sarebbe potuto servire l'assassino o un suo eventuale complice, per tornare al bosco delle Casermette e infierire sul cadavere di Melania con ferite a forma di svastica e di reticolo, allo scopo di depistare le indagini". Per questo i pm di Teramo Greta Aloisi e Davide Rosati hanno inviato il fagotto con gli abiti ai Ris, a cui è stato chiesto un responso sulla presenza di tracce genetiche o della vittima, o al suo presunto assassino, il marito Salvatore Parolisi, in carcere dal 19 luglio scorso.

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Commenti all'articolo

  • jerico

    05 Ottobre 2011 - 10:10

    Il sospetto è legittimo,come mai ,questi abiti sono stati ''trovati'' soltanto ora, cioè dopo diversi mesi? Un tentativo di depistaggio? Con quali criteri gli investigatori hanno fatto sopralluoghi in quelle zone,non ci erano passati prima? Come lavora la Scientifica? Come nel caso di Amanda Knox? All'indomani di un qualsiasi delitto,la prima cosa da fare è di disporre un ''cordone sanitario'' attorno ai luoghi protagonisti del fatto criminoso, impedire a chiunque di accedervi e sorvergliarlo 24 ore su 24.Perchè non si è fatto ricorso ad immagini satellitari? Può darsi che le telecamere abbiano ripreso movimenti di persone nella zona del delitto. Non è che ci vuole un grande esperto per analizzare la situazione, basta un pò di logica e di buon senso! Sono comunque del parere che,l'autore o gli autori di questo delitto, conoscevano bene quei posti,tutt'al più ,trattandosi di un omicidio premeditato,(e non d'istinto,come vogliono farci credere)avranno fatto un sopralluogo prima.

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  • roda41

    05 Ottobre 2011 - 08:08

    se escono tracce di Parolisi,finalmente se ne va in galera e finiamo di sentire quel falso piagnucolio

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