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Centri disabili e scuole materne Così abbiamo aiutato il Veneto

Nel novembre 2010 la regione è finita sott'acqua. Anche in quel caso Libero ha raccolto fondi per ricostruire. Ecco come li abbiamo spesi

Centri disabili e scuole materne Così abbiamo aiutato il Veneto
Non solo Abruzzo. Da novembre 2010 Libero ha lanciato una raccolta fondi per aiutare il Veneto alluvionato. Di seguito ripubblichiamo l'articolo di Giuliano Zulin dello scorso 3 aprile nel quale si faceva il punto sulla ricostruzione

Non ci siamo dimenticati degli alluvionati del Veneto. Sono passati cinque mesi dalla «tempesta perfetta» che ha messo in ginocchio un quarto dei comuni della Regione. La gestione dell'emergenza è stata esemplare, sia per l'afflusso record di volontari che per il tempestivo intervento delle istituzioni, col governo e la Regione Veneto in prima fila. Oltre cento milioni sono andati ai paesi maggiormente colpiti, mentre a giorni - dopo una mini censimento fra i comuni - dovrebbe arrivare la seconda tranche. Certo, i problemi a monte - quelli relativi alla salute degli argini e dei letti dei fiumi - sono rimasti lì, sul tavolo di assessori, sindaci e presidenti vari. Per questi interventi - quelli che per capirci dovrebbero impedire un altro 1° novembre - servirebbero miliardi. E i quattrini - neanche a dirlo - non ci sono. Purtroppo manca anche un piano concreto di “primo soccorso”: i cittadini colpiti lo sanno e cominciano a perdere la pazienza. Per il 7 aprile è prevista una manifestazione delle popolazioni colpite per sensibilizzare un'accelerazione dei lavori...

Bene o male si sapeva che sarebbe finita così. Quando c'è l'emergenza tutti sono pronti a fare il massimo. Ma passata la paura - quella mediatica - le telecamere si spengono, ma gli alluvionati restano. Noi di «Libero» invece ci siamo: pronti a distribuire i soldi della sottoscrizione fra i lettori. Con le risorse incassate siamo riusciti a individuare tre progetti interessanti, tre contributi al miglioramento di comunità colpite da un dramma naturale e umano. Eccoli dunque nel dettaglio.

Caldogno (Vi). La foto della frazione di Cresole, poco più di mille abitanti, ha fatto il giro d'Italia: tutto era finito sotto quasi due metri di acqua e fango. Fra gli edifici colpiti c'era un centro per disabili, una struttura che ospita 12 ragazzi rovinata dalla furia del fiume Timonchio. La ristrutturazione - che comprende la sistemazione del vicino bar degli anziani, del sagrato della chiesa e del campo sportivo - è in rampa di lancio. Il sindaco Marcello Vezzaro e l'archietetto Luisa Benedini hanno ultimato il progetto, che con il contributo dei lettori di «Libero» sarà operativo già fra poche settimane.

Monteforte d'Alpone (Vr). Sotto la foga del fiume sono finiti la scuola materna e l'oratorio. Ora, grazie anche ai numerosissimi contributi ricevuti, sarà sistemato l'asilo. Temporaneamente però, perché fra qualche anno sarà rifatta da capo a fondo. L'oratorio invece sarà trasferito in “collina” vicino alla chiesa e a un teatro all'aperto: ecco il nostro obiettivo. Fare il nuovo oratorio, in modo da creare un villaggio per i giovani di Monteforte. La struttura dovrebbe essere pronta entro l'estate.

Saletto (Pd). Ne avevamo già scritto. E a giorni sarà pronta la delibera per dare vita a un nido-famiglia nella frazione di Dossi, mille abitanti, tutti finiti sotto acqua. Nei locali della parrocchia le famiglie, impegnate col lavoro, potranno affidare i piccoli a una struttura gestita dalla Regione in convenzione con Diocesi e Comune.

di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • caron

    06 Ottobre 2011 - 09:09

    non sono parte in causa, ma sono veneto pertanto grazie x quello che avete realizzato. Nel Vs. articolo però vi siete dimenticati di dire che "certa stampa" e tv hanno dato risalto dopo due giorni di quello che era accaduto.....pazienza noi veneti siamo e saremmo sempre solidali con tutti!

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