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E intanto l'Unità maltratta i precari

I collaboratori esterni scioperano due giorni: "Prendiamo 20 euro a pezzo, ci hanno pagato a giugno gli stipendi di febbraio"

E intanto l'Unità maltratta i precari
I precari ce li hanno in casa e non li trattano nemmeno tanto bene, a giudicare da come i collaboratori de L'Unità hanno reagito ai ritardi dei magri compensi. Venti euro lordi per un pezzo (magari una giornata di lavoro), e per giunta pagati in ritardo. "Per la maggior parte di noi l’ultimo bonifico risale a giugno, e riguarda il compenso delle pubblicazioni di febbraio!", scrivono in un comunicato. Per questo, le firme precarie sciopereranno per due giorni e il giornale fondato da Gramsci dovrà andare in edicola in versione autarchica, senza molti contributi esterni.

Senza prospettive - Il cattivo trattamento dei collaboratori esterni, si legge nel comunicato, avviene "in un contesto di totale assenza di prospettive per i precari storici, anche a fronte di spazi che si sono aperti con i prepensionamenti. Abbiamo atteso con sacrificio, in nome di un'azienda che stimiamo e alla quale sentiamo di appartenere, la fine dello stato di crisi, sicuri che le condizioni finora mal sopportate sarebbero finalmente cessate. Con tutta evidenza così non è stato. I nostri assegni sono, invece, fermi a due anni fa, ridotti a una media di 20 euro lordi a pezzo. Così è ancora per le nostre prospettive, congelate sull’altare dell’attesa, in nome di un futuro migliore che non si scorge all’orizzonte".

Cambio al timone - Un'altra tegola su un giornale, quello edito da Renato Soru, già alle prese con una difficile situazione debitoria, un sensibile calo di vendite e anche una evidente crisi editoriale, con la "cacciata" dell'ex direttore Concita De Gregorio sostituita a luglio da Claudio Sardo, proveniente dal Messaggero e assai più benvisto da Pier Luigi Bersani e dai vertici del Pd, che non saranno editori ma contano ancora parecchio.


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Commenti all'articolo

  • parigiocara

    09 Ottobre 2011 - 08:08

    era stato presidente della regione Sardegna e come tale, per fare un dispetto a Berlusconi aveva imposto la "tassa sul lusso" a tutti quelli che possedevano immobili in Sardegna senza esservi residenti. Solo che Berlusconi poteva permettersi il lusso di pagare anche somme spropositate,fregandosene alla grande; rientravano nella tassazione anche i sardi emigrati per lavoro che avevano conservato la casa natale ........ ovviamente questa stronzata è stata dichiarata inostituzionale questo è soru, il grande amico del popolo sardo

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    08 Ottobre 2011 - 19:07

    Sono rimasto molto deluso da come ha esordito, dimostrando che è molto al disotto della sua precedente Direttrice del Quotidiano. Se continua così, il povero Gramsci,dalla rabbia si ribellerà a sì tanta disgrazia culturale.

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  • raucher

    08 Ottobre 2011 - 18:06

    nei fatti un pò meno

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