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Per estorsione a Calisto Tanzi Geronzi e Cragnotti a giudizio

L'ex proprietario Cirio e ex numero uno di Bankitalia a processo per estorsione all'allora presidente di Parmalat

Per estorsione a Calisto Tanzi Geronzi e Cragnotti a giudizio
L’ex proprietario della Cirio, Sergio Cragnotti, e l’ex presidente della Banca di Roma, Cesare Geronzi sono stati rinviati a giudizio dal gup Tommaso Picazio in relazione alla vicenda Eurolat per una presunta estorsione nei confronti di Calisto Tanzi. Il processo, che prenderà il via il prossimo 25 gennaio, riguarderà anche Riccardo Bianchini Riccardi, già componente del da di Cirio spa nonchè consulente della stessa società. I reati, contestati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Paola Filippi, sono quelli di concorso in estorsione ai danni di Tanzi, all’epoca dei fatti (1999-2000) presidente di Parmalat, e in bancarotta per distrazione.

La storia di Eurolat - La società Eurolat fu creata dal gruppo Cragnotti per la gestione della produzione e della commercializzazione di latte, latticini e alimentari. La prima significativa acquisizione risale al 1992: interessò la Fedital, società di Federconsorzi che gestiva la partecipazione in Polenghi Lombardo. L'operazione finì nel mirino del Tribunale di Perugia, che ritenne che il prezzo d'acquisto non fosse congruo: da questa vicenda, però, Cragnotti ne uscì con un'assoluzione piena. Nel luglio del 1999 Eurolat fu ceduta a Parmalat per 324 miliardi di lire. Anche in questo caso la cessione fu contestata dalla magistratura per indebite pressione da parte delle banche sull'acquirente. Secondo l'accusa, attraverso tale operazione, un istituto di credito sarebbe riuscito a rientrare di una esposzione che altimeni sarebbe dovuta essere considerata partita incagliata.

Il legale di Geronzi - "E' una offesa al buon senso e ai principi più elementari del diritto penale. Ben quattro organi giudiziari, tra cui la Corte di Cassazione, hanno riconosciuto che è manifestamente illogico dipingere Calisto Tanzi come vittima di una condotta estorsiva". Il legale di Cesare Geronzi, Ennio Amodio, commenta così, in una nota, la notizia del rinvio a giudizio a Roma, insieme a Sergio Cragnotti, per la vicenda della presunta estorsione ai danni di quest'ultimo nella cessione della Eurolat alla Parmalat. "Lo stesso Pubblico Ministero di Roma - prosegue il legale - fino al mese scorso, aveva chiesto il proscioglimento per insussistenza del  reato di estorsione, nella linea già espressa dalle Procure di Parma e di Bologna. Poi ha cambiato idea. La giustizia può davvero muoversi sull'onda degli umori?". Secondo Amodio infine "celebrare un processo per l'acquisto di Eurolat   significa non solo replicare l'iter del procedimento per la bancarotta Cirio, ma anche violare la norma di garanzia che vieta di sottoporre una persona a un nuovo giudizio per lo stesso fatto".

La reazione di Cragnotti - "Sono esterrefatto. Per Tanzi, Eurolat era un affare grossissimo". Parla così Sergio Cragnotti, ex patron di Cirio, a Radio24. "Non so quale estorsione si possa commettere - dice Cragnotti - nell'aver venduto una società ad un altro privato". Cragnotti smentisce l'accusa di pressioni sull'ex patron di Collecchio, per fargli acquistare ad un prezzo considerato fuori mercato la Eurolat, pena il ritiro dei finanziamenti alla Parmalat da parte della Banca di Roma di Geronzi. "Non mi risulta assolutamente. Per Tanzi era indispensabile acquistare Eurolat, perchè - commenta - comprava il controllo del latte fresco in Italia, che è un valore aggiunto. E' stata una transazione trasparente, convalidata da esperti, ognuno aveva i propri per la definizione dei valori". Cragnotti racconta inoltre a Radio 24 del cambio di strategia fatto all'epoca. "Dopo l'uscita dal latte nel '98 ho comprato la Del Monte. Se Tanzi non avesse comprato Eurolat, l'avrebbero comprata inglesi o francesi. E avevamo già le offerte. Era per lui un grossissimo affare, se fossero entrati degli stranieri nel controllo del latte fresco in Italia - aggiunge Cragnotti - credo che Tanzi non avrebbe avuto il controllo". Il prezzo di quella cessione è stato considerato fuori mercato dagli inquirenti. "E' totalmente sbagliato e lo dimostreremo - conclude Cragnotti -. Sono esterrefatto, ma fiducioso".

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