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Anche il Corriere parla degli errori dei pm

In un commento il quotidiano di via Solferino parla del gioco di specchi tra inchieste che dovrebbe essere evitato per non alimentare la battaglia politica

Anche il Corriere parla degli errori dei pm
Anche il Corriere della Sera parla di errori incrociati di politica e toghe. Lo fa in prima pagina, con un commento dell'inviata esperta di cronaca giudiziara Fiorenza Sarzanini che parla di un gioco di specchi delle inchieste, di errori incrociati di politica e toghe. "L'inchiesta sui soldi versati da Silvio Berlusconi a Giampaolo Tarantini è ormai sdoppiata e difficilmente approderà in aula per il processo". E ancora: la scelta dei pubblici ministeri di tenere aprtti due fascicoli e dunque indagare sugli stessi fatti sia pur per reati diversi, fa immaginare quale sarà l'esito delle verifiche eppure sarebbe stato importante sapere se il premier sia stato davvero ricattato o se abbia pagato un indagato per fargli rendere false dichiarazioni". Il passaggio continuo di fascicoli da una città all'altra ha prodotto l'anomalia del premier che a Roma è indagato e a bari è il presunto mandante dell'illecito. Scrive il Corriere: "Forse è proprio questo gioco di specchi che andrebbe evitato, per non far diventare le inchieste un pretesto che alimenta la battaglia politica per varare quelle riforme in materia di giustizia che davvero servirebbeo a farla funzionare"

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Commenti all'articolo

  • giorgio_indignato

    11 Ottobre 2011 - 22:10

    Ma lo vogliono capire gli italiani che in Italia la legge è uguale per tutti tranne che per i magistrati?! Loro non hanno responsabilità civile e penale, fanno quello che vogliono a discapito di chiunque gli capiti nelle grinfie. Guai a chi osa dire qualcosa du di loro. Lo accusano di delegittimarli, di diffamarli. Non si può. Loro invece possono dire peste e corna di tuti, ossia accusare anche assurdamente e condannare anche assurdamente, tanto, se sbagliano nel loro giudizio, mica pagano.

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  • libere

    11 Ottobre 2011 - 10:10

    La Sarzanini sa benissimo che se le giustizia funzionasse secondo quando lei stessa incautamente auspica, sarebbe la prima a rimanere disoccupata, visto che da anni non fa che confezionare notizie con materiali di risulta e pezzi d'indagine misteriosamente scivolati fuori dalle procure di mezza Italia

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