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Indignados bloccano Roma verso la guerriglia di sabato

In vista de 'La giornata della rabbia' del 15 ottobre, i manifestanti attaccano la sede di Bankitalia nella capitale

Indignados bloccano Roma verso la guerriglia di sabato
Quattordici tende ancora piantate sulla scalinata del Palazzo delle Esposizioni e qualche ragazzo assonnato che si aggira nei pressi. Appare così questa mattina via Nazionale a Roma dove nella notte le forze dell'ordine hanno sgomberato il presidio degli indignados vicino alla sede di Bankitalia che durava da ieri pomeriggio. Ieri, infatti, nella Capitale circa 500 "indignados" hanno manifestato prima nei dintorni di Montecitorio, per poi spostarsi verso la sede di Bankitalia, a via Nazionale, dove era in programma un convegno con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il governatore Mario Draghi e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. E' il preludio alla grande manifestazione in programma sabato 15, "la giornata della rabbia", in contemporanea con altre centinaia di città del mondo.

A Bologna - Ieri, mercoledì 12 ottobre, era toccato anche a Bologna. Momenti di tensione davanti alla sede cittadina della Banca d'Italia, in piazza Cavour, dove è in corso la protesta di un centinaio di studenti e militanti dei centri sociali. Le forze dell'ordine sono intervenute con due cariche contro la prima linea dei manifestanti, che ha provato a entrare nell’istituto di credito. Gli indignados bolognesi volevano entrare nella sede della Banca d'Italia per consegnare simbolicamente al mittente la lettera mandata dalla banca centrale europea, lo scorso agosto, al governo italiano. Lo scontro è stato violento: manganellate, bastoni e petardi. Una studentessa ed un carabinere sono rimasti feriti. Il parapiglia è durato pochi minuti, mentre il presidio è ancora in corso. E così gli indignados anticipano la grande manifestazione del 15 ottobre "la giornata della rabbia".

I feriti -
Durante le cariche delle forze dell'ordine per respingere i manifestanti, una studentessa è rimasta ferita alla bocca. La giovane, dopo essere stata caricata in ambulanza, è stata trasportata all'ospedale Sant'Orsola di Bologna. Nei tafferugli, è rimasto contuso anche un carabiniere. Intanto i manifestanti sono partiti in corteo lungo via Farini, proseguendo poi lungo via Castiglione. Prima di lasciare piazza Cavour dal presidio di protesta sono state lanciate uova, palloncini di vernice, fumogeni e petardi contro il palazzo dove ha sede la Banca d'Italia.  Dopo il tentato blitz nella sede della Banca d'Italia, la protesta degli indignados bolognesi è proseguita: i manifestanti sono entrati in massa e hanno occupato, per circa un quarto d'ora, gli Uffici giudiziari di pignoramenti e protesti che si trovano nei pressi di via Castiglione, nel pieno centro di Bologna. In una delle finestre del palazzo è stato anche affisso uno striscione: 'Diritto all'insolvenza'. Saliti al primo piano del palazzo i manifestanti con un paletto di metallo hanno sfondato la porta dell'Ufficio notifiche dove all'interno si trovavano alcuni dipendenti. Poi hanno preso diverse cartellette contenenti documenti e, dopo averle stracciate, le hanno gettate dalla finestra. Infine hanno lasciato gli uffici giudiziari e si sono rimessi in corteo.

Traffico bloccato a Roma Traffico rallentato in via del   Corso a Roma per la presenza di manifestanti. Gli indignados,   partiti da Montecitorio, hanno sfilato senza manifesti e striscioni   invadendo la sede stradale. Diretti verso piazza Santi Apostoli, hanno  in programma una manifestazione davanti alla Banca d’Italia.


La giornata della rabbia -
Ma questa manifestazione è solo l'anticipazione di ciò che avverrà il prossimo sabato. Il 15 ottobre infatti gli indignados ripeteranno le loro proteste in una grande manifestazione nella Capitale chiamata "la giornata della rabbia". Secondo gli organizzatori arriveranno da tutta Italia circa 150mila persone. Da parte delle forze dell'ordine si prevede un impegno superiore a quello messo in campo lo scorso 14 dicembre, quando durante il corteo degli studenti il centro storico della Capitale venne letteralmente assediato, con scene di guerriglia urbana. Quel giorno furono impegnati circa un migliaio di uomini. Si teme il rischio di azioni emulative o collegate tra le manifestazioni degli Indignados che si svolgeranno in contemporanea nelle principali capitali come Roma, Madrid, Atene. Inoltre, gli agenti sono già impegnati in sopralluoghi ai punti sensibili della Capitale in primis obiettivi istituzionali ed economici, come le banche tradizionalmente bersagliati dagli indignati.

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Commenti all'articolo

  • metallica

    14 Ottobre 2011 - 19:07

    caro uchiangher , è anche grazie agli imbecilli come te che la gente scende in piazza. stattene a casa tua davanti al TG4, arricchisci il tuo scarno bagaglio culturale con il tuo giornale preferito e lascia stare la meningite che tanto crepiamo tutti ,anche tu.

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  • Il_Presidente

    13 Ottobre 2011 - 13:01

    nonchè utili idioti della sinistra, sepre pronti ad urlare, sporcare, spaccare roba... Ecco i pacifinti intellettualoni, i depositari unici ed esclusivi della "cultura", gli emuli sessantottini che fanno più danni di quanti problemi vorrebbero risolvere con queste manifestazioni becere.

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  • Nevruz1977

    13 Ottobre 2011 - 12:12

    Movimento degli indignados: è un movimento sociale di protesta pacifica. Questi qua sono i classici ragazzotti che pensano di cambiare il mondo, e che di pacifico non hanno nulla, che quando arrivano sulla soglia dei 30 anni, decidono di mettere su famiglia e si tagliano i capelli... E' una moda passeggera caratteristica dell'età studentesca/universitaria, poi gli passa

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  • 44carlomaria

    13 Ottobre 2011 - 12:12

    Gli indignados protestano contro le banche e hanno ragione. Le banche prendono per diritto divino i soldi degli stipendi, pensioni e, ora si pensa di sostituirle alla moneta nelle normali transazioni superiori a mille euro, vedrete che ci arriveremo. Tutto questo su conti correnti che costano almeno 100 euro l’anno, più altre spese e tasse che mediamente sono altri 100 euro. Totale 200 euro, i lavoratori dipendenti e i pensionati che sono obbligati ad avere il conto corrente sono diciamo almeno trenta milioni quindi le banche incassano SEI MILIARDI l’anno. Quanti mantengono almeno dieci mila euro sul conto, hanno interessi dello 0,8 per mille!! Se chiedono un prestito, devono pagare interessi diciamo, oggi, dell’8 per cento. Il rapporto fra tasso attivo e tasso passivo è quindi 100, non conosco quanto sia il rapporto definito usuraio. Potrei dire che le banche hanno materia prima a costi zero. Un’azienda manifatturiera, nella migliore delle ipotesi ha un costo materie prime del 20 per cento. I manager delle banche sono i più bravi, quelli dell’industria i più coglioni, la differenza la fa il prof. Monti, che se lo beccano gli indignados gli sradicano il cancello di casa, senza fare lui violenze personali. La mia è solo una riflessione molto limitata, meditate. Asvedomia

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