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Svuotati Dietro l'estintore il nulla assoluto Videoblog: La tragicommedia del bamboccione

Studia in un ateneo privato, cita rapper di sinistra e Hitler, non sa scrivere. E ammette: "Sono in guerra ma non so con chi"

Svuotati Dietro l'estintore il nulla assoluto Videoblog: La tragicommedia del bamboccione
Non fosse un disgraziato che va in giro a tirare gli estintori in testa alla gente, Fabrizio Filippi detto er Pelliccia farebbe quasi tenerezza. Perché nulla incarna la natura tragicomica degli indignati come Fabrizio Filippi detto er Pelliccia da Bassano Romano, provincia di Viterbo. Fabrizio Filippi detto er Pelliccia è di buona famiglia e sostiene di non essere un picchiatore di professione: se ha contribuito a scatenare l’inferno è perché si è fatto «trascinare dagli eventi». Fabrizio Filippi detto er Pelliccia non è nemmeno un comunistone tutto d’un pezzo. Su Internet va dicendo di «odiare lo Stato», mette insieme citazioni del rapper de sinistra Frankie Hi-nrg mc e di Adolf Hitler, sostiene di essere «in guerra con qualcuno ma non so chi»: basi politiche, si converrà, non solidissime.


Fabrizio Filippi detto er Pelliccia, a ventiquattro anni suonati, fa il primo anno di psicologia in un’università telematica (non propriamente il Mit di Boston) e ha difficoltà persino a trascrivere correttamente il titolo del proprio film preferito: “Paura e delirio alla svegas”, c’è scritto sul suo profilo Badoo (dove, raccontano le amiche «pubblicava frasi d’amore sdolcinate» per far colpo sulle ragazze). Fabrizio Filippi detto er Pelliccia sabato scorso manifestava insieme a quelli che, dopo avere buttato giù la porta, hanno rubato da un supermercato di Roma bottiglie di aceti pregiati e di champagne (per brindare a uno scontro?). Mica pane e mortadella.

Fabrizio Filippi detto er Pelliccia, agli agenti che lo arrestavano, ha detto che lui l’estintore l’aveva preso per provare a spegnere un incendio. Sulle prime era sembrata la risposta irridente del ribelle che si fa beffe del braccio violento della legge; mano a mano che si delineava l’identikit del giovane, però, quelle parole hanno iniziato a suonare drammaticamente sincere, da pupo beccato con le mani nella marmellata che prova la difesa Bart Simpson: «Non sono stato io!».

Questo è Fabrizio Filippi detto er Pelliccia, suo malgrado simbolo della via italiana agli indignados: uno che il sabato pomeriggio (raccontando alla mamma che andava all’università, non si sa mai) scappa in piazza a giocare al piccolo rivoluzionario in guerra con lo Stato; un borghese col padre bancario che bestemmia un sistema colpevole non di essere sbagliato, ma di non fargli il posto che lui ritiene spettargli; un bamboccione per cui rave party e manifestazioni pari sono (si rimorchia parecchio, alle manifestazioni). Il problema è quando Fabrizio Filippi detto er Pelliccia e quelli come lui pretendono di spacciarsi - seppure con l’entusiasta complicità di media, politici e vippume assortito - come eroi moderni in guerra contro l’ingiustizia, tentando di mascherare la più gretta, consumistica e corporativa delle battaglie da lotta di liberazione dallo sfruttamento. A Pelli’, ma ce fai o ce sei?

di Marco Gorra

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Commenti all'articolo

  • titina

    20 Ottobre 2011 - 21:09

    Devi stare un pò in gattabuia , così ti passano le arbagie .

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  • Ettorem

    20 Ottobre 2011 - 09:09

    Forse perché io ho vissuto gli anni 70 e 80, ma questa casta che chiede leggi speciali per bambini mal cresciuti mi fa ridere. Toglietegli il cellulare e la paghetta e faranno qualsiasi cosa gli chiediate. Quelli duri sono altri (se ci sono ancora). A me sembra che oltre gli altri insulti già riconosciuti da tutti, gli appartenenti alla casta possano fregiarsi di quello di CAGONI.

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  • Albans

    20 Ottobre 2011 - 00:12

    Ma la storia del padre bancario dove l'avete presa? Ce li sprecate due minuti per scrivere roba originale o semplicemente abusate di google?

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  • marari

    19 Ottobre 2011 - 22:10

    dicono sia figlio di "buona famiglia". Non oso pensare come potrebbe manifestarsi se fosse cresciuto in una cattiva famiglia!

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