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Clandestini, medici in rivolta

"Obbligati a denunciarli"

Clandestini, medici in rivolta
"Siamo contrari alla norma contenuta nel decreto sicurezza sull'obbligatorietà di denuncia degli immigrati clandestini da parte dei medici, perchè è anticostituzionale e in contrasto con la deontologia professionale. Per questo contrasteremo con qualsiasi forma legittima di dissenso questo inaccettabile articolo". Le le principali sigle sindacali dei camici bianchi italiani che operano all'interno di strutture pubbliche a distanza di poche settimane tornano a fare muro intorno all'emendamento contenuto nel Ddl sulla
sicurezza (passato al Senato, ora all'esame della Camera) che di fatto abroga il comma 5 dell'articolo 35 del decreto 25-7-1998 "secondo cui l'accesso alle strutture sanitarie da parte di uno straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità". I sindacati dei medici, in altre parole, si oppongono in particolare, all'approvazione di un emendamento della Lega nord con cui è stato abrogato il divieto di denuncia di immigrati clandestini all'autorità giudiziaria.

"Useremo tutti gli strumenti legali: fino alla Corte di giustizia europea passando per la Corte costituzionale", hanno annunciato i sindacati del medici, nel caso dovesse passare la norma sull'obbligatorietà di denunciare gli immigrati clandestini. Così stando le cose, dicono i sindacati, il medico di enti pubblici e convenzionati con il Servizio sanitario nazionale è "obbligato a denunciare" all'autorità giudiziaria. I rischi sono diversi: operare senza tranquillità dovendo ogni volta scegliere tra seguire il codice deontologico o la legge, la nascita di una sanità parallela (ambulatori clandestini) e il pericolo di un accesso in ritardo in ambulatorio cosa che preoccupa per la salute pubblica e che comporterebbe il ritorno di malattie scomparse (come focolai di tubercolosi), un aumento dei costi per curare malattie, e nondimeno un'ulteriore ricaduta sull'organizzazione del lavoro (perdita di almeno un'ora e mezza per una denuncia).

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Commenti all'articolo

  • jack1980

    12 Marzo 2009 - 12:12

    Nel decreto non c'e' nessun obbligo, c'e' semplicemente la possibilità di denunciare. Se il medico non vuole farlo, puo' non farlo. Direi che questo non è un particolare da poco ed andava menzionato nell'articolo, invece di riportare acriticamente le parole dei medici.

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  • COSIMOAMOROSO

    12 Marzo 2009 - 12:12

    MI PARE CHE I MEDICI DICANO:VOGLIAMO FARE GLI OMERTOSI E SI APPELLANO AL CODICE DEONTOLOGICO. PER FARE EUTANASIE ABORTI ECC. IL CODICE NON SI RICORDA. COME MAI? E COME MAI SE SONO ITALANO SE NON HO CARTA IDENTITA' E TICKET NON MI ACCETTANO?

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  • doncarlos

    12 Marzo 2009 - 11:11

    secndo me non ci dovrebbe essere alcun obbligo cioè no obbligo di denuncia , no divieto. I medici dovrebbero coportarsi secondo il loro codice deontologico. mi chiedo: Se curano un mafioso latitante sono obbligati a denunciarlo o no ??

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  • Pascal50

    12 Marzo 2009 - 11:11

    e buona!!. Spero che ci siano tanti medici Buoni a denunciare!!

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