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Disoccupati costretti al lavoro Lasci oppure raddoppi la paga

Settimo Torinese, modello virtuoso del sindaco: niente più assistenzializmo. Chi vuole il contributo aiuti la comunità

Disoccupati costretti al lavoro Lasci oppure raddoppi la paga
O lasci o raddoppi. O accetti di lavorare e duplichi il tuo contributo di solidarietà oppure perdi tutto. E' il virtuoso aut-aut posto dal sindaco di Settimo torinese, Aldo Corgiat Loia ai suoi concittadini disoccupati e "mantenuti" dal Comune con un assegno di solidarietà. Come riporta il Corriere della Sera, importando un modello di welfare tedesco, il primo cittadino del comune piemontese ha chiesto agli assistiti di mettersi a disposizione per lavori a favore della comunità. Si tratta di attività socialmente utili: curare la manutenzione dei parchi, ripulire le panchine, rititrare dalle case abiti vecchi e pile scariche. Chi avesse accettato l'offerta, sarebbe stato ripagato con un raddoppio del contributo: da 300 euro a 600 euro mensili. Chi invece avesse rifiutato, avrebbe perso tutto.

No all'assistenzialismo -
L'idea del sindaco di Settimo è quella di evitare forme pure di assistenzialismo."Non si può negare il minimo vitale a chi ha bisogno. Ma abbiamo deciso di interrompere la 'cura', qualora non venga data la disponibilità al lavoro". Insomma, niente più aiuti-elemosina. Ma un circuito produttivo di solidarietà che fa sì che i penultimi assistano gli ultimi, mettendosi al servizio della comunità. Quando il lavoro nobilita l'uomo e insieme migliora la città.

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Commenti all'articolo

  • spalella

    21 Ottobre 2011 - 14:02

    Sul RADDOPPIARE l'indennità lavorando per scopi sociali, C'E' MOLTO DA DISCUTERE. Certo però che un'indennità di disoccupazione, che è dovuta perchè non si deve rubare per sopravvivere, è già soggetta al dovere di GUADAGNARSELA se c'è la possibilità e la richiesta di CHI EROGA, no ?

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  • Il_Presidente

    20 Ottobre 2011 - 23:11

    tranne quel raddoppio, che non ha senso.

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  • corto lirazza

    20 Ottobre 2011 - 15:03

    altro che raddoppiare il generoso regalo fatto con i soldi di chi lavora. Togliere il regalo e mandarli a lavorare, come tocca a tutti gli altri disgraziati. Altro che lavori socialmente utili, abbiamo visto come va a finire nel sud!

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