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Chi ha dato fuoco al blindato stava andando in Val Susa

Arrestato a Chieti un giovane: è quello che a Roma ha assaltato il furgone della Polizia. I carabinieri: "Domani mattina sarebbe stato coi No Tav"

Chi ha dato fuoco al blindato stava andando in Val Susa
Sabato aveva dato fuoco al blindato della Polizia, a Roma. Una settimana dopo aveva già lo zaino pronto per andare a "protestare" con le stesse maniere in Val di Susa. I carabinieri del Ros della Capitale hanno identificato e arrestato a Chieti con l'accusa di tentato omicidio un giovane ritenuto responsabile dell'assalto al furgone blindato dei carabinieri attaccato a colpi di pietre, bombe molotov ed altri oggetti nelle vicinanze di piazza San Giovanni durante la manifestazione degli indignati degenerata in violenza urbana.  Il carabiniere, ferito, era stato costretto a fuggire, prima che il mezzo fosse dato alle fiamme. Gli stessi carabinieri hanno reso noto che il fermato si stava organizzando per partire alla volta di Chiomonte, dove domani mattina è in programma la manifestazione dei No Tav.

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L'arresto - I Ros hanno arrestato il giovane su coordinamento del procuratore aggiunto di Roma Pietro Saviotti. Originario di Ariano Irpino, stava transitando da Chieti per raggiungere il Piemonte. Decisiva l'intercettazione di una sua telefonata con uno spacciatore, in cui il ragazzo si vantava con il pusher: "Hai visto cosa ho combinato a Roma?". Si tratta della decima persona arrestata nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri di Roma.

L'agguato
- Il blindato in fiamme è una delle immagini simbolo del sabato del terrore romano. E' accaduto tutto intorno alle 18 del 15 ottobre, a pochi metri dal sagrato della basilica di San Giovanni. Il mezzo prima è stato circondato dai manifestanti, quindi assaltato e dato alle fiamme tra il lancio di sampietrini e una trave che si infila nell'abitacolo.

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Commenti all'articolo

  • fdrebin

    23 Ottobre 2011 - 18:06

    il delinquente e' stato intercettato indirettamente. L'intercettato era un suo amico sotto indagine per droga. Ora secondo i garantisti alle vongole questa intercettazione non deve poter essere utilizzata per incriminare e eventualmente condannare il blackblok. Perche' nessuno fiata contro le intercettazioni in casi come questo? Perche' dovete sapere che casi come questo sono la maggioranza. La minoranza sono le intercettazioni del bunga bunga. Chi volete libero, Gesu' o Barabba?

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  • kingapache

    23 Ottobre 2011 - 12:12

    per la manifestazione odierna in val di susa, voi giornalisti avete dimenticato di invitare Bersani a parlare coi dimostranti per far capire meglio il progetto,esattamente come diceva lo stesso quando nel governo berlusconi 2001-2006 diceva che quella gente va ascoltata e capita. cosa che lui non ha poi fatto seguire il proposito quando era ministro nel governo prodi 2006-2008. inoltre bisognava invitare anche il sig. di pietro che andasse a parlare coi black blocs per calmarli poichè è lui che dice sempre : ci scappa il morto,ci scappa il morto. ecco lui potrebbe (se ne avesse il coraggio di affrontarli) calmare gli animi ribelli e criminali.

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  • VICTORY42

    23 Ottobre 2011 - 12:12

    Sarebbe ora che ,gli Italiani,invece di far finta di scandalizzarsi per certi individui ,capissero una volta per tutte di non ascoltare e vedere certe trasmissioni, dove, persone come l'ex onorevole Ferrero ed altri di rifondazione comunista unitamente al Sig.Vendola ne tessono le lodi.Per non parlare di Santoro e Travaglio.

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  • Borgofosco

    23 Ottobre 2011 - 10:10

    Veda cioccolataio Lei è un conformista che talvolta si sofferma alle apparenze dando per scontato che tra i moderati di cdx vi siano sempre giustificazioni per gli errori o le malefatte dei rappresentanti politici di quello schieramento. Lei è lontano anni luce dalle idee del popolo cdx che vuole unicamente il rispetto delle volontà popolari espresse nelle urne e nei referendum. La formazione di due schieramenti politici alternativi è condizione acquisita dagli elettori. In deroga a questa volontà vi possono essere soltanto formazioni politiche territoriali che si accomunano ad uno dei due schieramenti(peraltro non è una novità visti i movimenti autonomisti di Valle d'Aosta e Trentino). Vengo alle intercettazioni. Infatti nessuna persona di buon senso è contraria a questo strumento di indagine. Si tratta di stabilire se è lecito spiare sotto le lenzuola del premier per non fare indagini onde scoprire delinquenti e terroristi. Le belve feroci vanno catturate e messe in gabbia!

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