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Valsusa, No Tav senza danni Vincono le forze dell'ordine

Corteo pacifico al cantiere di Chiomonte, Partecipazione in calo, grande opera di prevenzione tra controlli e sequestri

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Valsusa, No Tav senza danni Vincono le forze dell'ordine
I No Tav festeggiano ma alla fine forse sorridono di più le forze dell'ordine e la Val di Susa. La domenica bestiale tanto temuta in Val di Susa non c'è stata: niente guerra civile intorno al cantiere dell'alta velocità Torino-Lione a Chiomonte, solo proteste pacifiche e atti di disobbedienza civile tollerati dagli agenti schierati in assetto anti-sommossa. Molto ha inciso la paura di nuovi scontri dopo il disastro di Roma, del 15 ottobre, e la grande opera di prevenzione condotta da carabinieri e polizia nei giorni e nelle ore precedenti il corteo.

Tutti contenti - "Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi", esulta il leader No Tav Alberto Perino. Nessuno è riuscito a violare le reti del cantiere (c'è stato solo un taglio simbolico da parte delle donne in testa al corteo) e il clima, fra manifestanti e responsabili dell'ordine pubblico, è sempre stato di collaborazione. "E' una risposta significativa ai fatti di Roma - commenta il sottosegretario all'Interno Michelino Davico -. La strategia che abbiamo messo in atto ha funzionato, il cantiere alla fine è risultato inviolato". Il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, ringrazia "sentitamente le forze dell'ordine. Adesso però - aggiunge - sarebbe ora di finirla con questo teatrino, più che altro mediatico. La Tav si farà: il processo è inarrestabile".

Numeri bassi - Molti osservatori elogiano le forze dell'ordine per il loro comportamento e chi li ha coordinati in una giornata difficile. I No Tav rivendicano un atteggiamento pacifico, ma il bilancio dell'azione di prevenzione delle forze dell'ordine è imponente: 747 persone identificate, 491 auto controllate, 11 denunciati, sei fogli di via obbligatori e sequestri di maschere da sub e antigas, bastoni di legno chiodato, caschi, parrucche, bandiere e magliette nere, cesoie, tronchesine e paracolpi imbottiti. Forse a evitare gli incidenti è stato anche il numero, decisamente più basso, di partecipanti: 3.500 secondo la Questura di Torino, 15.000 secondo il presidente della Comunità Montana, Sandro Plano. Un numero a metà strada l'ipotesi più probabile, in ogni caso molti di meno rispetto alle ultime manifestazioni.

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Commenti all'articolo

  • roda41

    24 Ottobre 2011 - 19:07

    e i precedenti di voler inasprire le pene,non credo sarebbe stata la stessa cosa!!

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  • sparviero

    24 Ottobre 2011 - 15:03

    Visto quello che è successo a Roma, i vari incendiari facinorosi che pensavano di replicare, hanno rapidamente cambiato idea. L'arresto e la galera sono stati il deterrente giusto per calmare i bollenti spiriti.

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  • Mereno

    24 Ottobre 2011 - 13:01

    Semmai le Forze dell'ordine hanno perso, e soprattutto il Ministero dell'Interno, poichè i manifestanti hanno dimostrato che si sono organizzati con un servizio d'ordine più efficace ed efficente delle forze dell'ordine pubblico e delle misure che dispone il Ministero degli Interni. Può darsi che infondo al Ministero degli Interni e alle Forze dell'Ordine impedire l'accesso alle manifestazioni di alcuni "Personaggi" bel conosciuti e riconoscibili, infondo non è mai stato un interesse nè una finalità ? Comunque da oggi i Movimenti che organizzano manifestazioni si occuperanno direttamente del servizio d'ordine e dei divieti di accesso che si rendano necessari, neutralizzando definitavamente i classici giochetti messi in atto dagli anni 70 ad oggi dall'intelligence di Governo per screditare le Manifestazioni in periodo di calo di consensi verso il Governo! Incassate ! Ahahahahahahahah!

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