Cerca

L'annuncio di lavoro-choc "Incline alla subordinazione"

Polemiche per l'inserzione di un'impresa meccanica che cerca un tirocinante. Ritorno alla schiavitù o una richiesta legittima?

L'annuncio di lavoro-choc  "Incline alla subordinazione"
Una volta bastava la buona volontà, la capacità a lavorare in gruppo, le doti organizzative. Ora si chiede di più. Ha suscitato moltissime polemiche l'annuncio di lavoro pubblicato dalla Centro impiego della Provincia di Livorno e pubblicato anche dal quotidiano "Il Tirreno".  Ecco il testo: "Cercasi tirocinante per magazzino e amministrazione. Requisiti: incline alla subordinazione, al rispetto dei regolamenti aziendali e delle disposizioni che vengono impartite". Non si conosce il nome dell'azienda ma dovrebbe trattarsi di una piccola imprensa nel settore meccanico che, al termine del periodo di formazione, provvederà all'assunzione dello stagista.

Inevitabili le polemiche.I datori di lavoro non chiedono una qualità professionale ma un tratto caratteriale che poco ha a che fare con il curriculum. C'è qualcuno che - indignato - ha parlato di schiavitù mascherata. Essere inclini alla subordinazione è diverso dal buon carattere, dalla capacità di lavorare in squadra. Vuol essere pronti a dire sempre sempre sì, accettare senza neanche fiatare le disposizioni che arrivano dall'alto.  Va bene il rispetto delle disposizioni aziendali (è impensabile che un tirocinante si metta a disquisire sui regolamenti aziendali) ma quell'inclazione alla subordinazione sembra eccessiva al popolo dei blog che si chiede: i giovani precari sono davvero pronti a tutto per ottenere un lavoro? Ma d'altra parte ci sono le sacrosante esigenze dei datori di lavoro: assumere prima come tirocinante e poi a tempo indeterminato a una persona"difficile da gestire", che crea problemi, o che con il suo carattere ribelle potrebbe addirittura incidere negativamente sul ciclo produtttivo, è un lusso che non ci si può permetteredi questi tempi. E voi cosa ne pensate? Rispondereste a un annincio che chiede l'inclinazione alla subordinazione? 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • roda41

    25 Ottobre 2011 - 14:02

    non si potrebbe intervenire o far chiudere proprio a questi imbecilli? e chi imbecille o disperato morto di fame,si presenta?

    Report

    Rispondi

  • capitanuncino

    25 Ottobre 2011 - 07:07

    se sono un giovane: non hai esperienza se ho esperienza: ne hai troppa e ti dobbiamo pagare se ho un curriculum ben fornito: questo ha fatto tropp0 se non hai mai lavorato:non ti conosco se mandi il curriculum ed hai esperienza:non ti conosco comunque se sono "solo" diplomato: e’ un semianalfabeta se sono una donna giovane: ma... pensa di mettere su famiglia? se ho 50 anni:questa mi fa perdere i clienti se li ho già fatti: sono vecchia se ho 55 anni:Camera a gas e forni crematori come al canile se ho 60 anni: datemi una lapide! La terra ce la mette il comune io ci metto la cassa se sono junior: dovrei avere esperienza di almeno 5 anni e meno di 30 anni se sono senior: almeno 10, ma ho 55 anni mi devo suicidare? se sono flessibile: mi piego e riprendo la forma originaria a richiesta…. CORDIALMENTE…… Parolacce stavolta non ne ho messe.

    Report

    Rispondi

  • beylerbey

    24 Ottobre 2011 - 15:03

    Ma è la stessa che c'è davanti alle aziende di CDB, lo svizzero con la tessera n° 1....Cordialmente.

    Report

    Rispondi

  • darkstar

    24 Ottobre 2011 - 14:02

    In Italia, purtroppo l'industria é stata distrutta dalle lotte sindacali: le industrie vere, le multinazionali che realmente producono ricchezza sono tutte emigrate o fallite. restano tante fabbrichette pulciose a bassa tecnologia che sopravvivono con il lavoro nero e sfruttando e sottopagando i dipendenti. Se poi il dipendente italiano si ribella cé sempre l'immigrato disponibile a farsi sruttare per un tozzo di pane. Le zone con il piú alto tasso di lavoro nero, poi sono Romagna e Toscana, le zone piú rosse rotfl ! Proprio un bel risultato, sindacati

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog