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Liguria e Toscana sotto il fango Sei morti, arriva l'esercito

L'alluvione colpisce lo Spezzino e la Lunigiana. Una decina i dispersi. Dubbi sul bilancio. Paesi sepolti dall'acqua

Liguria e Toscana sotto il fango Sei morti, arriva l'esercito
Non piove più, ma in Liguria e alta Toscana il disastro è completo. Il maltempo che sta piagando le Cinque Terre e la Lunigiana, tra frane e allagamenti, strade e autostrade chiuse, treni bloccati, ha provocato sei morti e una decina di dispersi. I soccorritori parlano di corpi finiti in mare. A Borghetto Vara (La Spezia) sono stati recuperati i corpi di cinque persone, uno a Monterosso.  A Borghetto dall'alba è in corso l'evacuazione dei cittadini. Il Paese è inondato d'acqua e fango per l'esondazione del torrente Gravegnola, un affluente del Vara. Una donna è stata trovata morta in un'auto travolta ad Aulla (paese in cui sono stati fermati cinque sciacalli), dove è stato successivamente recuperato un altro cadavere. Successivamente è stato trovato anche il corpo senza vita di un volontario di Monterosso. L'allerta meteo ora si sposterà al Sud su Campania, Calabria e Sicilia e durerà fino a venerdì. Nel frattempo nello Spezzino arriverà l'esercito per i soccorsi e il presidio delle zone colpite dall'alluvione.


"Monterosso non c'è più" - Secondo il presidente della Provincia di La Spezia, Marino Fiasella, "i danni sono in calcolabili". Fiasella ha poi auspicato l'intervento dell'esercito, mentre la Regione Liguria ha annunciato che chiederà lo stato di emergenza. Secondo le previsioni la pioggia continuerà a piovere fino a stasera. Anche per mercoledì il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso di maltempo nel Norditalia, che persisterà in particolare in Veneto e Friuli. Acqua e fango che scende dalle colline ha travolto e travolge tutto ciò che incontrava. Drammatica la situazione a Monterosso, il gioiellino delle Cinque Terre. Disperato l'appello del sindaco della cittadina, Angelo Betta: "Qui manca tutto, viveri, acqua, energia elettrica. La gente entra nelle case passando dai terrazzi, è tutto allagato. Monterosso non c'è più".



Paesi isolati - Ad Aulla sono circa 300 gli evacuati per il nubifragio: sono stati accampati al palasport della cittadina. La viabilità nella zona è stata parzialmente ripristinata mercoledì mattina: i mezzi di soccorso ora riescono ad accedervi, anche se i porti restano pericolanti. Le zone della Lunigiana colpite dall'ondata di maltempo si trovano senza luce e senza acqua: i collegamenti stradali sono interrotti e le linee telefoniche sono saltate. In totla le frazioni isolate sono 7-8, cinque i ponti crollati nell'alto bacino del Magra colpito dall'esondazione. In uno scenario catastrofico delle buone notizie sono arrivate da Vernazza, dove le due persone rimaste intrappolate nella banca Carige sono stete salvate. La Spezia, Vernazza e Monterosso, nelle Cinque Terre, continuano però a restare isolate: le strade sono state completamente coperte dal fango.

Chiusa l'A12  Resta ancora chiusa l'autostrada A12. Le frane e gli allagamenti che da martedì pomeriggio hanno bloccato la circolazione in entrambe le direzioni impediscono infatti il ripristino della viabilità. Restano incerti i tempi per la riapartura dell'arteria stradale. E' stata invece riaperta la linea ferroviaria Pontremolese Parma - La Spezia.

Stato di allerta - La Protezione civile invita la popolazione delle zone interessate a tenersi lontana da corsi d'acqua e ad evitare di mettersi in viaggio. I nubifragi che stanno mettendo in ginocchio l'Italia settentrionale, infatti, non sono un caso isolato: l'intensa perturbazione che ha provocato piogge record, oltre 200litri/mq in un'ora, tra Spezzino e Lunigiana, si sta portando, attenuandosi, verso il Sud. Giovedì quindi le precipitazioni dovrebbero estendersi anche alle regioni centro-meridionali. A causa delle interruzioni del sistema viario e ferroviario finora è stato difficile portare soccorso alla popolazione nelle zone di Liguria e Toscana colpite dal maltempo. Grandi difficoltà sono state riscontrate anche nelle comunicazioni, a causa del crollo dei ponti radio che ha provocato l'interruzione del funzionamento della telefonia fissa e mobile.

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Commenti all'articolo

  • beylerbey

    26 Ottobre 2011 - 19:07

    Solo quando l'uomo, nel suo delirio di onnipotenza, comprenderà che cercare di piegare e plasmare la natura a proprio piacimento è un esercizio stupido ed oltremodo pericoloso, solo allora, forse, non ci saranno più i disastri ed i lutti ai quali, ormai con puntualità teutonica, assistiamo da molti anni. In più l'incuria e la cattiva amministrazione del territorio, buono solo se rende quattrini possibilmente facili, completano un quadro di devastazione che non ha eguali nei paesi così detti "civili ed industriali".Non basteranno 50 anni per eliminare e correggere gli scempi degli ultimi 20/30 anni. Oggi però, restano i morti ed i danni che la collettività dovrà rifondere. Cordialmente.

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  • vin43

    26 Ottobre 2011 - 13:01

    E noi siamo impegnati a «Togliti tu, che mi metto io» e intanto la natura ci sorprende. In Liguria si è verificato l’inferno. Si torni con i piedi per terra. Si presti soccorso a quella gente. Si provveda alla sistemazione delle vie di comunicazione, delle colline meravigliose che sono sempre in fiore e di tutto quello che occorrerà. Alla Liguria va un mio pensiero per i bei ricordi da militare.

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  • Angrus

    26 Ottobre 2011 - 13:01

    Questa è la dimostrazione della forza dell'acqua. Patetico e ridicolo chiedere le dimissioni del Ministro dei Beni culturali se sotto la forza dell'acqua crolla un muro vecchio di duemila anni a Pompei!

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  • raucher

    26 Ottobre 2011 - 12:12

    dello scempio compiuto nel territorio ligure negli anni passati. Una regione splendida massacrata ovunque dalle costruzioni che l' hanno rovinata e resa fragile. Chi doveva vigilare e non l'ha fatto?

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