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La raccolta fondi di Libero

Come è successo per il terremoto dell'Aquila e per l'alluvione in Veneto, il nostro quotidiano aiuta le popolazioni colpite dall'emergenza

La raccolta fondi di Libero
Frane, allagamenti, autostrade chiuse, treni bloccati: l'alluvione iniziata martedì ha messo in ginocchio la Liguria provocando danni devastanti. Il bilancio del nubifragio è drammatico sia per le vite umane perse (un primo bilancio parla di otto morti) che per gli enormi danni a case, strade ed edifici pubblici. Libero vuole aiutare gli alluvionati della zona delle Cinque Terre  e - come ha già fatto in occasione del terremoto a L'Aquila e dell'alluvione in Veneto - ha avviato una raccolta fondi. I lettori saranno aggiornati costantemente su come verranno utilizzate le cifre da voi donate. Ecco i riferimenti.

Coordinata Iban : IT59 Z030 6909 4511 0000 0000 584                     
Causale: PRO ALLUVIONATI DELLE CINQUE TERRE

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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    26 Ottobre 2011 - 23:11

    ...e arrossite! Rispondete al tema,almeno di questo articolo,invece di accendere polemiche,sempre le stesse a litania,come un disco rotto e in ogni dove; vi sentite essenza solo di questo? Mi pare giusta l'idea di partecipare concretamente.per quanto sia possibile,nei confronti di chi ha subito calamità del genere.

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  • rafaloca

    26 Ottobre 2011 - 17:05

    abbiamo distrutto il territorio con la speculazione, non facciamo prevenzione e manutenzione. I disastri avvengono dovunque, ma noi risultiamo sempre impreparati!

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  • beylerbey

    26 Ottobre 2011 - 15:03

    Egregi, purtroppo avete ragione da vendere! Anche perché le piogge, più o meno torrenziali, ci sono sempre state nei secoli scorsi; ma quello che non c'era, nei secoli scorsi, era la devastazione del territorio, sistematicamente attuata da amministrazioni incapaci e clientelari, sia che siano di sx che di dx (il denaro non ha colore politico e non puzza). Ora hai voglia a piangere i morti e a cercare i colpevoli; i giochi sono ormai fatti, poiché i morti non torneranno in vita e la ricerca del colpevole è un esercizio inutile e serve solo a sprecare altre energie e, magari, altri soldi pubblici. Nel nome del dio denaro si è stuprato e violentato con una regolarità ed una pervicacia incredibile uno dei territori forse più belli ed affascinanti del pianeta: l'Italia. Non basteranno 50 anni a sistemare i disastri commessi negli ultimi 20/30 anni di cattiva amministrazione.Di certo restano 2 fatti: i morti ed i costi che la collettività dovrà sostenere. Cordialmente.

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  • beylerbey

    26 Ottobre 2011 - 15:03

    Egregi, purtroppo avete ragione da vendere! Anche perché le piogge, più o meno torrenziali, ci sono sempre state nei secoli scorsi; ma quello che non c'era, nei secoli scorsi, era la devastazione del territorio, sistematicamente attuata da amministrazioni incapaci e clientelari, sia che siano di sx che di dx (il denaro non ha colore politico e non puzza). Ora hai voglia a piangere i morti e a cercare i colpevoli; i giochi sono ormai fatti, poiché i morti non torneranno in vita e la ricerca del colpevole è un esercizio inutile e serve solo a sprecare altre energie e, magari, altri soldi pubblici. Nel nome del dio denaro si è stuprato e violentato con una regolarità ed una pervicacia incredibile uno dei territori forse più belli ed affascinanti del pianeta: l'Italia. Non basteranno 50 anni a sistemare i disastri commessi negli ultimi 20/30 anni di cattiva amministrazione.Di certo restano 2 fatti: i morti ed i costi che la collettività dovrà sostenere. Cordialmente.

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