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L'Europa promuove il Cav La sinistra vuole scioperare

Sindacati e Bersani tifano per la ribellione e si agitano per le misure presentate dal Cav a Bruxelles. Bonanni-Camusso fomentano la rabbia

L'Europa promuove il Cav La sinistra vuole scioperare
L'Unione europea ha accolto il progetto del Cavaliere. Da Bruxelles, pur in clima di diffidenza tra Berlusconi e la coppia Sarkò-Merkel a causa dei risolini della scorsa domenica, è arrivata una promozione alle misure per il contenimento del debito e il rilancio del Belpaese. Il premier ha spiegato che l'Italia "non è la Grecia" e che le misure sul lavoro promesse all'Europa "sono sostenibili e non porteranno ad alcuna rivolta sociale". Non la pensano così i sindacati, che hanno atteso soltanto una manciata di minuti prima di schierarsi contro le novità. Una in particolare, ossia la parte del progetto che permette i licenziamenti per motivi economici. Alla stregua dei sindacati, anche l'opposizione non tarda a mettere i freni alle misure per la crescita: "Si tratta di inaccettabili minacce di entrare a piè pari sul mercato del lavoro", così anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani attacca la lettera del governo al consiglio europeo." Merce usata venduta come nuova in modo francamente sconcertante".

Bonanni istiga alla ribellione - Il primo a parlare è stato Raffaele Bonanni, il segretario della Cisl. Commentando i 'licenziamenti facili' ha tuonato: "Così facendo si attaccano solo i più deboli: permettere i licenziamenti per motivi economici è solo uno specchietto per le allodole per le imprese. Il risultato - scalda gli animi - è istigare le persone alla ribellione".

Camusso: "Attacco intollerabile" - Infine anche la Cgil ha attaccato l'esecutivo. A parlare la segretaria Susanna Camusso: "C'è un triplice attacco alle norme sul lavoro, intollerabile il via libera al licenziamento tirando in ballo la lotta al precariato, ai dipendenti pubblici e alle pensioni". Sul sistema previdenziale, attacca la Camusso, "si fa una forzatura ad un sistema che è in equilibrio e senza indirizzare nemmeno una piccola parte delle risorse che s'intende recuperare a favore della previdenza dei giovani". La Triplice, insomma, si riunisce e compatta si scaglia contro il piano del governo, voluto dall'Europa, per tirare l'Italia fuori dai guai.

Angeletti aderisce - Al coro di Cgil e Cisl si unisce anche la Uil. Se il Governo confermerà i contenuti della lettera all'Ue per la parte relativa alle norme sul lavoro, fa sapere il sindacato presieduto da Luigi Angeletti,  la Uil si vedrà costretta allo sciopero generale di tutte le categorie. Quindi Paolo Pirani, segretario confederale della Uil: "Dal governo arriva sempre la stessa ricetta: far pagare ai dipendenti e ai pensionati il prezzo della crisi senza dire nulla su evasione fiscale, su sprechi e privilegi".

Il Pd contro - "Per carità di patria, non farò l'elenco punto per punto di vere e proprie prese in giro. Temo che l'Europa - spiega il segretario del Pd Pier Luigi Bersani -, non abbia, giustamente, altro interesse che rendere credibili le misure dell'Italia che è troppo grossa per poter essere salvata ma - aggiunge - temo anche che a un esame attento della commissione possa emergere che non ci siamo. Questa è la mia preoccupazione". Contro il contenuto della lettera inviata dal governo al consiglio europeo, si è mosso non solo Bersani ma tutto il Pd che ha chiesto al governo di presentarsi al più presto in aula alla Camera per riferire sugli esiti della trasferta europea di Silvio Berlusconi. La lettera, ha spiegato il capogruppo Dario Franceschini, "contiene non solo impegni per l'esecutivo, ma anche date e oneri molto difficili da mantenere per lo stesso Parlamento".   Il governo, ha proseguito Franceschini, "ha l'obbligo di riferire", soprattutto alla luce del fatto che "nella lettera non sono elencate le tre riforme veramente strutturali di cui ha bisogno il Paese: gli interventi contro l'evasione fiscale, la corruzione e la criminalità organizzata"

Fli e Udc d'accordo -
Giungono tempestive anche le critiche di Fli e Udc che contestano al governo di aver fatto una proposta all'Unione Europea senza previa consultazione delle opposizioni. "Berlusconi ha scritto la lettera all'Unione Europea da solo, senza alcuna consultazione delle opposizioni - lamenta il vicecapogruppo vicario di Fli a Montecitorio, Carmelo Briguglio -.Adesso il presidente del Consiglio trovi i voti e la   maggioranza per farla diventare misure concrete in tempi certi. Non cerchi Berlusconi coinvolgimenti ex post, non gli faremo sconti.   Continui pure con la politica dello specchietto per le allodole che   nemmeno il suo ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si sente di avallare". Alle accuse di Brigugio si uniscono quelle Ferdinando Adornato che, a nome dell'Udc, ricorda: "In queste circostanze non dovrebbe essere l'opposizione a chiedere un dibattito sulle misure per uscire dalla crisi e rilanciare lo sviluppo. Dovrebbe  essere un dovere della maggioranza, trovare nel Parlamento un luogo di confronto per ritrovare la concordia", necessaria per mettere in atto i provvedimenti indicati nella lettera.

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Commenti all'articolo

  • teomondo scrofalo

    28 Ottobre 2011 - 08:08

    La verità è molto diversa da quella che i giornali e le emittenti della famiglia berlusconi sono costretti a volerci far credere. Il risultato è stato miserevole. La scelta di portare a 67 anni l’età pensionabile è già stata decisa da oltre 6 mesi. L’unico risultato è stata la scelta di facilitare i licenziamenti. Un bel modo per promuovere l’economia!!!!! berlusconi ha messo nero su bianco il nulla e l’Europa ha fatto finta di credere che si tratti della miracolosa ricetta per risolvere il problema italiano La ricetta degli incapaci è sempre la stessa. Licenziare la metà (o più) dei dipendenti, per fare lavorare il doppio o il triplo quelli rimasti, senza diritti sindacali, senza pause pranzo, con contratti stabiliti dal padronato ed in condizioni di schiavitù. La ricetta Marchionne. In questo modo si otterrà l’effetto che meno gente lavorerà meno gente comprerà e più aziende chiuderanno. Sono scelte che hanno il solo scopo di provocare la rabbia dei lavoratori per potere reprimere le manifestazioni ed instaurare un regime dittatoriale, visto che berlusconi e soci sono perfettamente consci che andare ad elezioni democratiche significherebbe essere definitivamente schiantati dal voto popolare. Le condizioni, tuttavia, sono diverse dall’epoca di Pella. Le forze dell’ordine sono ormai stanche di un governo che tagli i fondi per lo straordinario e per i buoni pasto, che lascia a secco i serbatoi delle autovetture di servizio e che, per risparmiare, ordina in Slovacchia proiettili pericolosi per gli stessi operatori dell’ordine. Non credo affatto che rivolgerebbero le loro "attenzioni" nei confronti di coloro di cui condividono vita, preoccupazioni e rabbia. Invece di combattere l’evasione fiscale con misure vere, realmente repressive, si preferisce colpire i deboli per continuare a favorire i ricchi. La cosa vergognosa è che, se si è arrivati a questo punto, la colpa è soprattutto di bonanni e angeletti, pseudo-segretari di sindacati asserviti al potere, che miravano ad avere un posticino nel governo, tanto da fare dei loro sindacati la cassa di risonanza di sacconi. Adesso, con incredibile faccia di tolla, chiamano gli iscritti allo sciopero generale, dopo avere irriso ed osteggiato quelli proclamati dalla CGIL, l’unico sindacato che, nel bene e nel male, è rimasto l’ultimo difensore dei diritti dei lavoratori, di coloro, cioè, che permettono al padronato di sollazzarsi con barche di lusso, cocaina e puttane mentre loro si spezzano la schiena. Quando Di Pietro affermava che qualcuno vuole il morto si riferiva proprio a questo. E stavolta non basterà infiltrare i soliti deficienti provocatori nelle file dei manifestanti, sotto le vesti di black block, per sobillare. Basterà la giusta rabbia popolare per un governo di inetti, incapaci, buoni solo a tutelare i loro portafogli e le loro famiglie.

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  • VFeltri

    27 Ottobre 2011 - 23:11

    ci ho preso vero? la tua risposta me lo conferma. vecchio anche tu.

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  • helpid

    27 Ottobre 2011 - 22:10

    quel documento semi-insignificante presentato all'europa avrà vita breve, dove sono le riforme strutturali?? Ecco che si ritorna in piazza per la solita difesa dell'art. 18, quello che serve, tutti lo sanno, anche gli scimmu.niti, solo a mantenere nei posti pubblici autentiche orde di fanca.zzisti. Sindacati che a loro volta, dall'alto delle loro prosperose 'aziende-società' - non sono tenuti al rispetto di quel medesimo articolo. La riforma delle riforme sarebbe semplice, abolire tutti i privilegi sindacali e benefit assurdi a partire dall'esenzione del pagamento delle tasse - o estendere a tutte le aziende ed imprese gli stessi privilegi di detassazione che hanno i sindakati!! Altro che pontificare, signori sindakalari, la ripresa sarebbe certa se le imprese potessero licenziare - come fanno i sindakati, e potessero NON PAGARE LE TASSE - come fanno i sindakati. Con tali presupposti è facile portare il solito milione di min.kioncelli prezzolati in piazza, troppo facile!

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  • longhma

    27 Ottobre 2011 - 21:09

    ma siamo sicuri che lavoratori di qualsiasi categoria e impiego siano d'accordo con i parassiti che propongono sciopero, manifestazioni..... il problema e' che loro lo stipendio lo ottengono sempre..... i lavoratori rinunciano alla giornata per fare sciopero..... ma a quale scopo !! ragazzi.... svegliamoci !!!!

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