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Video-denuncia choc sulla Cgil Dal lavoro nero alle vessazioni

Sul portale 'Lavoratori licenziati dalla Cgil' una clip raccoglie le testimonianze dei soprusi e delle irregolarità nel sindacato

Video-denuncia choc sulla Cgil Dal lavoro nero alle vessazioni
La Cgil fa le barricate in difesa delle pensioni e dell'articolo 18. La Cgil fa le barricate in nome del lavoro regolare. Peccato che oggi spuntino come funghi i casi di ex dipendenti del sindacato che denunciatno gravi irregolarità. Il campionario riguarda maltrattamenti, vessazioni, mobbing, licenziamenti illegittimi, finti contratti e lavoro nero. Nel mirino, spesso, ci finiscono le donne, soprattutto del Sud italia. In Sicilia, giusto per avere il polso della situazione, si è recentemente costituito il 'comitato dei lavoratori licenziati dal sindacato'. In Campania - altro esempio - lo scorso dicembre la vertenza di Ciro Crescentini (licenziato dalla Fillea Cgil anni fa) ha registrato una svolta importante: il giudice di secondo grado ha infatti dichiarato "l'inefficacia del licenziamento" dell'uomo, e ordinato alla Fillea Cgil nazionale il reintegro "nel precedente posto di lavoro occupato o in mansioni equivalenti".


Il portale - Sul web è addirittura nato un portale che si chiama Lavoratori licenziati dalla Cgil. "Questo spazio - viene spiegato sul sito - vuole essere strumento di sintesi, di confronto e denuncia, nel rispetto non solo di chi è vittima di licenziamento da parte della Cgil, ma anche dei tanti compagni e delle tante compagne che, dentro e fuori la Cgil, ci mostrano ogni giorno la loro vicinanza e la loro solidarietà". E così, on line, vengono raccolte le sentenze del tribunale del lavoro e diversi video a dir poco impressionanti. In uno di questi, che potete vedere su LiberoTv, vi è un incredibile collage di testimonianze.

Il video - "E' inaccettabile imbracciare la bandiera rossa, scendere in piazza per il diritto dei lavoratori quando poi tra quei lavoratori ci sono persone che di diritti non ne hanno". Quindi le confessioni. "Per tanto tempo non ho parlato. Vedevo la Cgil più grande di me. Mi sentivo sola". Oppure: "Hanno fatto tutto per licenziarmi". Quindi Giovanni Sapienza spiega: "Ho lavorato per 13 anni alla Cgil di Catania in nero". Quello che svela Romina Licciardi è terribile: "Ho lavorato due anni, dal 1998 al 2000 in nero, per conto della Cgil di Ragusa. Nel 2000 ho avuto un contratto part-time, dopo di che ricevo una tentata violenza da parte di un mio superiore. Denuncio i fatti, ma il mio superiore inizia una serie di azioni vessatorie nei miei confronti e vengo allontanata per un periodo dalla Cgil". E come questa altre drammatiche testimonianze sul sindacato che, in teoria, dovrebbe essere in prima linea nella difesa dei lavoratori.

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Commenti all'articolo

  • alfi1983

    31 Ottobre 2011 - 10:10

    Visto : all'ombra della grande confederazione dei lavoratori italiani si nascondono negazioni di diritti, torti, soprusi, tentate violenze sessuali e chissa' quanto ancora. i responsabili dovrebbero essere perseguiti per legge alla pari di coloro che certi reati hanno commesso e che sono stati a sua volta denunciati. VERGOGNATEVI, LE VS. ISTIGAZIONI ALLO SCIOPERO GRATUITO SONO SOLO DELLE PATACCHE VENDUTE AL POPOLO DEI LAVORATORI CHE NON CONOSCE LE VS. CATTIVE ATTITUDINI

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  • herbavoliox

    31 Ottobre 2011 - 08:08

    ... e capiremo che il sindacato difende solo se stesso coi soldi dei lavoratori. E' un organismo obsoleto, dell' 8OO; decidiamoci : vogliamo far parte dell'Europa, come conviene, o restare agganciati al vecchio che ci frega ampiamente? Prendiamo l'Islanda come esempio non l'Africa. I cittadini hanno preso coscienza dei propri diritti e si rifiutano di pagare i debiti fatti dalle banche. Imitiamoli.

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  • bvk

    30 Ottobre 2011 - 15:03

    se siamo nella me.. è colpa dei parassiti di sindacalisti e sindacati.dove lavoro io sono della cgil e sono quelli più assenti,lavativi e condividono solo le scelte a favore dei dirigenti.pensate che siamo in cassa integrazione (l'impresa è di sinistra ed è a livello nazionale) ma i dirigenti hanno la macchina aziendale, i buoni benzina il telefonino e il doppio,dico il doppio dei ticket restaurant e,ancora, visto che l'azienda mette in cassa integrazione e a fine anno ci saranno 35 licenziamenti (dei poveri impiegati naturalmente) e visto che abbiamo un deficit di svariati centinaia di migliaia di euro,loro,i dirigenti, insieme ad i sindacalisti cosa hanno fatto:si sono dati il premio fine anno...una ditta in cassa integrazione e con il deficit...vergogna ...CONFESERCENTI FIRENZE....

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  • Bobirons

    30 Ottobre 2011 - 12:12

    In un mondo libero, dove ormai di indissolubile non c'è rimasto niente, forzare ad una perenne convivenza fra datore di lavoro e prestatore d'opera è assolutamente fuori di ogni ragione oltre che modo e tempo. Ai sostenitori del posto fisso suggerirei di andare a vivere nei paesi del cosi detto socialismo reale, diventare dipendenti, si badi bene in tutto e per tutto, dal lavoro, alle frequentazioni, alle letture, alle abitazioni, alla socialità dello stato. Unico neo è che laddove nell'ultimo secolo o poco meno questo sia stato adottato c'è stato il fallimento su tutta la linea, il, regresso morale, sociale ed economico ed in ultimo l'adozione del minor male per sopravvivere. Il mondo è fatto, che piaccia o meno, di cose reali, le utopie vanno lasciate ai sogni. che sia legittimo ed auspicabile migliorare è ovvio ma da li a cercare la quadratura del cerchio ...........

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