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Papa agli arresti domiciliari Bisignani ritorna in libertà

Dopo 4 mesi in carcere i giudici si accorgono che il deputato Pdl non inquina le prove. Libero il faccendiere

Papa agli arresti domiciliari Bisignani ritorna in libertà
"Non inquina le prove". Alfonso Papa, in carcere dal 20  luglio, potrà ottenere i domiciliari. I giudici della prima sezione del Tribunale di Napoli scrivono "Non è ravvisabile alcun concreto pericolo di inquinamento probatorio".  Per la procura di Napoli Alfonso Papa, detenuto a Poggioreale, avrebbe avuto contatti con l'esterno allo scopo di "modificare a suo favore la portata degli elementi probatori", una tesi che non è stata abbracciata dal Tribunale che si è detto favorevole agli arresti domiciliari. Oggi, lunedì 31 ottobre, anche il faccendiere Luigi Bisignani è tornato un uomo libero: revocati gli arresti domiciliari.


Il deputato Pdl ed ex magistrato andrà a casa dei genitori di Papa e non della moglie in quanto quest'ultima risulta co-indagata. Per la esecuzione del provvedimento si attende  ancora la pronuncia del gip del Tribunale di Roma in quanto, per una ipotesi di concussione, Papa è indagato a Roma in seguito alla decisione della Cassazione sulla competenza territoriale.

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Commenti all'articolo

  • iltrota

    01 Novembre 2011 - 11:11

    Papa sta molto bene con la barba, gli dona molto, non fosse stato per il carcere non l' avrebbe mai fatta crescere: è un peccato lasciarlo tornare a casa, là dentro avrebbe imparato tante altre cose. Torna dentro!

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  • morenoanna_1950libero.it

    31 Ottobre 2011 - 19:07

    ma quel tizio affarista che acquista azionI al doppio de valore reale e' sempre fuori ?????'A DIMENTICAVO LUI HA SANTI IN PARADISO,

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  • Borgofosco

    31 Ottobre 2011 - 16:04

    Gli arresti domiciliari per Alfonso Papa sono un atto d'umanità prima ancora che di giustizia. L'uomo soffriva maledettamente il carcere perché egli è intimamente convinto di non aver commesso reati. Non sta ai 'bloggisti' emettere sentenze. La giustizia deve fare il suo corso. Seguendo le tesi difensive del deputato Pdl si evince che le prove relative, ai presunti reati, sono inesistenti. Ergo non sono stati commessi delitti. Tuttavia bisogna sviscerare la questione. Nessuno vorrebbe che colpevoli, per reati contro le leggi dello Stato, siedano sui banchi parlamentari. Ma l'indagine giudiziaria, iniziata a fronte di una precisa denuncia, deve fare piena luce sulla vicenda. Il giustizialismo di maniera è una pratica barbarica insita in personaggi beceri e rancorosi. Dobbiamo tutti tendere a costruire una Italia migliore che non crei dei martiri ma che punisca i colpevoli, molto severamente, se vi è l'aggravante d'essere rappresentanti le istituzioni.

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  • vgrossi

    31 Ottobre 2011 - 14:02

    purtroppo

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