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Rischiano il carcere "i furbetti" che facevano sognare D'Alema

Scalata Unipol alla Bnl, il Tribunale di Milano condanna anche l'ex banchiere Consorte che si difende: capro espiatorio

Rischiano il carcere "i furbetti" che facevano sognare D'Alema
Condannati i “furbetti del quartierino”. Furono i protagonisti dell’estate di fuoco del 2005 con la scalata di Unipol a Bnl (alla quale si affiancò l’assalto di Banca Popolare di Lodi all’Antonveneta). La giustizia del tribunale di Milano si è abbattuta su tredici dei ventuno accusati.  Spiccano l’ex governatore Antonio Fazio e gli amici che facevano parte del cerchio magico di Massimo D’Alema: l’ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte, il vice presidente Ivano Sacchetti e Carlo Cimbri l’ex direttore finanziario ora amministratore delegato. Tra i condannati a tre anni e sei mesi c’è anche l’europarlamentare Vito Bonsignore. L’esponente dell’Udc è citato in una conversazione telefonica di D’Alema (non coinvolto nella vicenda giudiziaria perché il Parlamento Europeo negò l’ok a usarne le conversazioni). L’ex presidente del consiglio diceva: «Intendiamoci se Bonsignore deve restare  resta perchè gli ho dato una contropartita politica da un’altra parte». Chissà di quale contropartita parla. L’impossibilità di proseguire le indagini ha bloccato la magistratura. «Ho parlato con Bonsignore - aggiunge D’Alema parlando con Consorte - Dice che cosa deve fare: uscire o restare un anno. Se vi serve resta. Evidentemente è interessato a latere in un tavolo politico». Resta il fatto che, a quanto pare il telefono squilla sempre dalla stessa parte. D’Alema (che al telefono esclamava "facci sognare)" mette nei guai Bonsignore ma esce indenne da tutta la faccenda. Fassino, ai tempi segretario nazionale, confessa involontariamente, parlando alla cornetta, il coinvolgimento del partito nella scalata alla Bnl («Abbiamo una banca?» chiede speranzoso a Giovanni Consorte). Tuttavia non solo riesce a venirne fuori senza danni ma addirittura indossa i panni della parte lesa. Adesso, però, potrebbe arrivare la svolta. Consorte minaccia di raccontare tutta la verità sulle trame segrete che reggevano l’assalto.

Capro espiatorio  Alla fine è stato l’unico del cerchio magico di D’Alema a pagare. Non ci sta. È a conoscenza di molte cose e ha documenti nel cassetto. A Radio 24 (l’emittente de Il Sole 24 Ore) annuncia che spiegherà molte cose sulla regia politica dell’operazione. Potrebbe fare nomi e cognomi. Raccontare fatti e circostanze. Lancia qualche avvertimento: «Nel 2006 - ricorda -  ci sono state le elezioni, in quel periodo c’è stata la trasformazione del partito dei Ds in Pd. È evidente che l’operazione Bnl va letta in quel contesto. Non si può pensare di avere un capro espiatorio».

Consorte minaccia di spifferare ogni cosa. L’ha annunciato diverse volte ma non ha mai affondato il colpo. Adesso, di fronte a questa condanna potrebbe cambiare idea e decidersi a parlare «carte alla mano» come sostiene da tempo di voler fare.  Ha perso proprio la pazienza: «Ora andrò in giro in mezzo alla gente, per spiegare la genesi politica e gli aspetti politici collegati a quell’operazione». Ai microfoni della trasmissione “A Ciascuno il Suo” di Radio24, il cosiddetto «banchiere del Pd» ribadisce: «Ho la certezza di non aver fatto nulla di scorretto e ora, dopo sette anni, non posso più subire soprusi e angherie, quindi parlerò di tutto. Non ho fatto nulla e allora andrò in tutti i circoli culturali a raccontare com’è nata l’operazione e come sono state coinvolte persone, uscite velocemente dalle accuse, farò proiettare l’interrogatorio reso in Tribunale, che ho registrato. Questa storia non può continuare». Un piano d’azione reso credibile dal fatto che ormai non ha più molto da perdere. Il salvataggio del Bologna calcio è stata la sua ultima operazione di qualche rilievo. Adesso vive ai margini della finanza dopo che Banca d’Italia ha bloccato la quotazione di Intermedia, la banca d’affari dalla quale pensava di ricominciare. Sono stati catapultati fuori dal grande giro degli affari anche gli immobiliaristi e gli speculatori che avevano ballato per tutta quella famosa estate: Stefano Ricucci, Danilo Coppola, Giovanni Statuto. Per loro una condanna a tre anni così come Ettore e Tiberio Lonati. Stessa pena per Francesco Gaetano Caltagirone.
Paga l’ex Bankitalia Il condannato eccellente resta  Antonio Fazio. Per l’ex Governatore della Banca d’Italia la situazione comincia a farsi difficile. La sentenza di ieri, infatti, segue la pena di quattro anni che gli è stata inflitta per la scalata gemella:  quella della Banca Popolare di Lodi (allora guidata da Giampiero Fiorani) all’Antonveneta. Al suo avvocato dice di sentirsi molto sereno. Tuttavia per lui non sono proprio momenti tranquilli. Tanto più che nella vicenda Unipol-Bnl i giudici hanno assolto Francesco Frasca, ex capo della Vigilanza. Insomma per i giudici l’unico responsabile era il Governatore.  Il solo altro banchiere condannato è Guido Leoni, numero uno della Bper (tre anni sei mesi e 900 mila euro). Tutti gli altri sono fuori. Ora vediamo l’appello.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • Gancherro

    01 Novembre 2011 - 13:01

    Si continua a pescare abbondantemente nella cloaca sinistra. Ma non è il Cav. l'uomo cattivo, ladro, delinquente ecc. ecc. ? Che, guarda caso, però è stato derubato dal ladrone con la tessera n.1 del PD - ovvero Partito dei Delinquenti. Volevate le manette....e MANETTE siano!

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  • maxgarbo

    01 Novembre 2011 - 12:12

    nessuno dei tuoi ti ha tirato fuori dalla palta! Ora dì come stanno le cose.

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  • pasquino69

    01 Novembre 2011 - 12:12

    Stai tanto attento baffetto, stavolta l'amichetto di merende non vuole pagare da solo, ti tirerà dentro anzi, svelerà la tua partecipazione, sei dentro fino al collo.a Consorte,stai attento che i komunistoni ti possono far sparire dalla circolazione. Questi sinistroidi hanno rubato da sempre e sempre se la sono cavata grazie alle toghette rosse. Fra spennati, soru, tedesco, ventolo, ora ci siete entrati voi in un folto gruppo, con a capo il baffetto lanciatore.Scheletrino dirà che non era stato lui a telefonare, ma fiorello in una imitazione. Chissà sor gargamella cosa dirà. Sbraiterà che la colpa fu di Belusconi?? di sicuro sarà così e i bravi peones figli di stalin interverranno a difesa. Puo' succedere che ignoreranno, come da ordine di partito, tale articolo e si rifugeranno su qualche articoletto di gossip. Potrebbero girare la frittata come da loro abitudine.

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