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Il nubifragio fa strage di donne S'indaga per omicidio colposo

Hanno sfidato la furia dell'acqua per salvare figli e fratelli ma sono state inghiottite dal fango e dalle auto trascinate dalla corrente

Il nubifragio fa strage di donne S'indaga per omicidio colposo
Un'alluvione, quella di Genova, con troppi lati oscuri. Le leggerezze di amministrazione e protezione civile spingono i genovesi alla contestazione, dolorosa. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto "chiarimenti". E la Procura di Genova ha aperto un'inchiesta per disastro e omicidio colposo.  Sei le vittime, tutte donne, due bambine. Mamme, sorelle, mogli. Donne che hanno sfidato la natura per salvare i loro figli, i loro fratelli e sono morte. Uccise dalla furia omicida dell’acqua del Rio Ferreggiano, un torrente piccolo, dimenticato, che nel giro di pochi minuti ha inghiottito un intero quartiere. Era una mamma Shpresa Djala di 28 anni. Il Doblò sul quale stava insieme alle sue due bimbe di 8 e di 1 anno, Janissa e Gioia è stato scaraventato contro il muretto di un edificio al civico 2B di via Ferraggiano. È riuscita ad uscire dal mezzo portandosi dietro le due bambine. Voleva mettersi in salvo entrando nell’androne di un palazzo. Era sufficiente che salissero la prima rampa di scale, ma non c’è stato tempo: la corrente le ha scaraventate tutte e tre in basso verso le cantine e per loro non c’è stato più niente da fare. Sono morte annegate.


Anche Angela Chiaromone era una mamma. Aveva quaranta anni e un figlio di 15 da andare a prendere a scuola. Non appena saputo del violento acquazzone ha lasciato il posto di lavoro, faceva l’infermiera in una casa di riposo, ha preso la sua Punto e ha raggiunto Domenico al liceo Cassiani per portarlo a casa. Ma a casa non ci sono mai arrivati. Lungo via Ferraggiano madre e figlio si sono trovati di fronte un muro di acqua e di tronchi: l’auto viene trascinata fino al civico 2. Il ragazzino riesce a tirare fuori dall’auto la mamma, ma entrambi vengono travolti e finiscono nel sottoscala. Domenico si salva. Angela no.

Serena Costa era invece una sorella. Aveva 19 anni ed era uscita per andare a prendere il suo fratellino a scuola. L’hanno vista dai balconi di via Ferraggiano mentre l’acqua li fa cadere dallo scooter su cui viaggiavano: il bambino si è rialzato, è corso verso valle ed riescito a salvarsi. Serena invece sembrava frastornata, non sapeva dove andare. All’improvviso una Punto trascinata dalla corrente l’ha travolta schiacciandola contro un muro. Per lei non c’è stato niente da fare. Così come non c’è stato niente da fare per Evelina Pietranera di 50 anni: ha perso la vita proprio mentre andava a dare il cambio al marito nell'edicola che la famiglia gestisce a Marassi. Anche lei ha cercato di salvarsi rifugiandosi nell’androne del civico 2 di via Ferraggiano, ma la furia dell’acqua non ha avuto pietà.




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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    06 Novembre 2011 - 15:03

    Ero studente all'istituto Nautico.Il 10 ottobre 1970 alle ore 14,10 successe il finimondo.Mi trovavo in prossimità del corridoio centrale per salire ai marciapiedi quando sentii un rumore fortissimo.Feci appena in tempo a girarmi che fui investito dall'acqua del Bisagno.In un secondo mi trovai immerso fino alla vita assieme a a tanta altra gente.Valige che galleggiavano in circa un metro e mezzo di acqua bambini messi in salvo dalle mamme su per le scale,donne che piangevano.La caravella che c'era dentro l'atrio della stazione che se ne andava in giro per i fatti suoi,Bar,edicola,tabaccheria negozi,completamente allagati..Fuori cassonetti,macchine,autobus con sopra la gente che venivano trascinati dalla corrente verso la foce.Nella tragicità posso affermare con sicurezza che quella volta l'alluvione fu ancora piu forte.Si allagarono i quartieri di Terralba,Borgo,tutta via canevari,Corso Sardegna,via Archimede,Corso Torino,Foce,Molassana,Marassi,via 20 sett,Viale Brigate partigiane....

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