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Stasi, inizia il processo d'appello Le telecamere fuori dall'aula

Nuova pagina per il delitto di Garlasco. Alberto dovrà difendersi dall'accusa di aver ucciso Chaira Poggi il 13 agosto del 2007

Stasi, inizia il processo d'appello Le telecamere fuori dall'aula
Domani, martedì 8 novembre, sarà in aula Alberto Stasi per difendersi dall’accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto del 2007. A due anni dall’assoluzione pronunciata dal gup di Vigevano Stefano Vitelli, al termine di un processo di primo grado col rito abbreviato ricco di colpi di scena, prende il via a Milano il processo d’appello per l'omicidio di Garlasco.

Telecamere off limits - Stasi è "tranquillo", riferiscono persone a lui vicine, pronto ad affrontare il secondo giudizio da imputato per omicidio aggravato dalla crudeltà, questa volta davanti a una giuria popolare, presieduta dai giudici Anna Conforti e, a latere, Fabio Tucci. La prima si è occupata in passato di numerosi procedimenti di violenza sessuale, il secondo è stato tra i giudici del caso Abu Omar. Al loro fianco sei giudici popolari che avranno il non facile compito di valutare in modo lucido e senza farsi condizionare da pressioni mediatiche quello che è uno dei delitti più oscuri degli ultimi anni. Ingresso vietato alle telecamere, che dovranno restare fuori dal Palazzo di Giustizia, e aula 'off limits' per i cronisti col taccuino, come da prassi nei processi d’appello che seguono un primo grado con l’abbreviato.

Le possibili decisioni - Nell’udienza di martedì, dopo la relazione del giudice Tucci che ricostruirà le fasi salienti dell’indagine, i giudici della seconda Corte d’Assise d’Appello potrebbero disporre autonomamente la riapertura del dibattimento. Potrebbero anche decidere di dare la parola al pg Laura Barbaini che cercherà di riaprire il dibattimento alla luce dei motivi d’appello presentati dai pm di Vigevano, Rosa Muscio e Claudio Michelucci, contro la sentenza del gup Stefano Vitelli che, nel motivare l’assoluzione, aveva parlato di un quadro accusatorio "contraddittorio e altamente insufficiente".

I nodi da sciogliere - Necessaria, per l’accusa, una nuova relazione tecnica per ricostruire "tutti i possibili percorsi dell’imputato" nella villetta di via Pascoli, a Garlasco, teatro dell’omicidio. Da accertare la possibilità che le suole di Alberto potessero restare 'immacolatè nonostante la larghe chiazze di sangue a terra. Nuovi esami saranno chiesti anche sul computer a cui Alberto ha sempre detto di aver lavorato la mattina del delitto, per ricostruire i tempi degli accessi la sera di domenica 12 agosto e la mattina successiva. L’accusa chiederà anche di ascoltare la registrazione della telefonata di Alberto al 118 e di riascoltare come testimone una vicina di casa.

Le analisi richieste - Per il legale della famiglia Poggi, invece, va acquisita la bicicletta nera da donna della famiglia Stasi, simile a quella avvistata dalla vicina Franca Bermani attorno alle 9.30 di quel 13 agosto. Inoltre, sosterrà la necessità di analizzare un capello castano chiaro lungo poco più di un centimetro trovato nella mano sinistra di Chiara che, secondo la parte civile, non apparterebbe alla vittima. L’avvocato Tizzoni chiederà poi di analizzare un martello trovato nell’abitazione della vittima, di completare l’analisi dei Ris sui frammenti delle unghie di Chiara e di includere nell’esame sperimentale della camminata di Alberto anche i primi gradini della scala dove venne scoperto il corpo della 26enne.

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Commenti all'articolo

  • roda41

    09 Novembre 2011 - 20:08

    Due INNOCENTI!!!! e tutti e due silenziosi,imperturbabili e mezzi maniaci sesuali.

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