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I randagi del ragusano

attaccano ancora

I randagi del ragusano
Continua a seminare terrore il branco di cani randagi sfuggiti alla cattura nel ragusano. Dopo aver sbranato e ucciso un bambino di 10 anni e aver ferito un bimbo di 9 anni e un uomo di 47 anni, oggi pomeriggio sette cani hanno tentato di introdursi nella casa di una donna di 72 anni residente a Marina di Modica, nella stessa zona dove domenica è avvenuta l'aggressione mortale.
Intorno alle 15.30 il branco si è avvicinato pericolosamente alla casa dell'anziana signora, approfittando del fatto che i muri perimetrali sono stati abbattuti per favorire la costruzione della pista ciclabile. Non essendo però riusciti a sfondare la porta, si sono limitati a dilaniare una bambola abbandonata in giardino, quindi si sono dati alla fuga. Nella zona sono in corso battute di carabinieri e accalappiacani.
Intanto l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha chiesto ai dirigenti del servizio veterinario dell'assessorato e dell'Ausl 7 di Ragusa una relazione urgente per chiarire la dinamica della morte del bambino sbranato ieri. Russo si è impegnato anche a varare un piano straordinario di interventi per ridurre il fenomeno del randagismo, che in Sicilia ha raggiunto «livelli di emergenza». L'assessore chiederà un incontro al sottosegretario del ministero della Salute, Francesca Martini. «Sono rimasto molto scosso - ha commentato - è incredibile e inaccettabile che un bambino possa morire così e sono vicino ai familiari in questo momento di dolore. Questo gravissimo episodio di cronaca, che ha commosso e al tempo stesso indignato l'Italia, deve servirci come stimolo per affrontare il problema in tutte le sue sfaccettature e trovare soluzioni rapide ed efficaci. Voglio conoscere tutti i contorni di questa raccapricciante storia - ha assicurato - Non intendo sottrarmi alle responsabilità, anche quelle indirette, e farò tutto quello che è nelle competenze del mio assessorato per migliorare una situazione che ha assunto proporzioni allarmanti. Ho già allertato gli uffici e mi impegno fin da ora - ha concluso - a reperire in bilancio i fondi necessari per realizzare un piano di controllo dei cani randagi attraverso la sterilizzazione».

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Commenti all'articolo

  • riccardo45

    17 Marzo 2009 - 10:10

    il problema del randagismo rappresenta uno dei tanti aspetti indicativi di un livello arretrato di civiltà e civismo del Sud Italia. Ho fatto diversi viaggi da turista nel Sud a partire dal 73 sino al 2002: In almeno 4 occasioni ho avuto a che fare con attacco da parte di randagi, per puro caso senza danni. L'ultima volta (2002) ho deciso di cancellare il sud dalle mie mete. Altre considerazioni hanno rafforzato la mia propensione alla separazione del Nord dal resto dell'Italia.

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  • dubhe2003

    17 Marzo 2009 - 09:09

    Sono amico di tanti meridionali,e mi spiace sentire slogans e generalizzazioni sul loro conto,ma ci sono fatti ancor oggi nel meridione che lasciano a dir poco allibiti: interi branchi di cani lasciati liberi anche nei centri abitati,la spazzatura spesso non differenziata,etc.Mi chiedo:perchè al nord,appena in vigore una legge bisogna applicarla ,pena forti sanzioni?I Sindaci che sono i responsabili,perchè non vengono rimossi?Da che parte stà la vera l'Italia?

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  • gianfrius55

    16 Marzo 2009 - 21:09

    ....e sì questo è il risultato dell'errore dell'uomo con il suo scellerato comportamento. Spiace veramente per il piccolo e per la famiglia e mi unisco al loro dolore ma non vorrei che i cani pagassero colpe non loro. Il cane fa il cane,ogni animale si comporta come l'umano gli ha o no ha insegnato. Non può andare al supermercato per mangiare e,se randagio,se lo procura come sà..azzannando tutto ciò che gli capita a tiro. Ha pagato un bimbo e questo è tremendamente drammatico,deve far riflettere,ogni anno si pubblicizza tanto sull'abbandono ma l'umano è stupido e bisogna predersela solo con l'uomo...è triste ma è così...se non educhiamo l'uomo non si educa nemmeno l'animale che si comporterà di conseguenza. Gianfranco

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