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Ubriaco, ammazza due fidanzati Fuori di galera dopo tre anni

Nel 2008 il pirata della strada travolse a Roma due ventenni in scooter. Grazie ai permessi premio per Natale sarà a casa

Ubriaco, ammazza due fidanzati Fuori di galera dopo tre anni
A casa per Natale e in spiaggia l’estate prossima. È questo il “regalo” che i giudici di Sorveglianza faranno a Stefano Lucidi, il pirata della strada che la notte del 22 maggio 2008, sotto effetto di alcol e droga, spezzò la vita e i sogni di Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, i due fidanzati di 22 e 23 anni travolti mentre passavano con lo scooter tra via Nomentana e viale Regina Margherita, a Roma. Per il duplice omicidio Lucidi fu condannato a dieci anni. Poi la Cassazione, lo scorso febbraio, dimezzò la pena, derubricando il reato da volontario a colposo. E adesso il Tribunale di Sorveglianza, dopo soli tre anni di galera, concederà al ventiseienne i permessi premio. Benefici che saranno sempre più frequenti, fino alla definitiva scarcerazione, che scatterà il primo luglio prossimo. Due morti sulla coscienza, due famiglie distrutte e lui torna libero.

L'accordo
- Il pirata della Nomentana potrà ricostruirsi un futuro dal prossimo primo dicembre, giorno in cui lascerà la sua cella per far ritorno a casa, dove trascorrerà le vacanze di Natale con la sua famiglia. La prima festa fuori dal carcere dopo quella tragedia, l’atmosfera dell’Avvento, l’abbraccio dei suoi genitori. Dall’altra parte resta il silenzio dei Giuliani e dei Giordani, ai quali Lucidi la felicità l’ha portata via per sempre. Nel loro animo si acuisce il dolore per la perdita di Ale e Flami, una sofferenza che si rinnova a causa della decisione dei giudici, che avrebbero già preso un accordo con i legali dell’investitore.  A far propendere il Tribunale di Sorveglianza per la concessione del beneficio è stata la buona condotta tenuta da Lucidi nei tre anni di detenzione. Un comportamento ineccepibile, che i difensori del giovane, gli avvocati Franco Coppi e Samantha Sallucci, hanno documentato in un ricco dossier presentato a metà settembre. Nel fascicolo sono contenute perizie e pareri di psicologi che accertano il cambiamento del pirata, il quale all’epoca dell’incidente vantava un “curriculum” da sbandato. Il ragazzo che guidava ubriaco e senza patente, che si drogava, che “bruciava” a folle velocità i semafori rossi per i consulenti non esiste più. Poco conta che quel suo comportamento azzardato al semaforo di via Nomentana la sera del 22 maggio 2008 abbia ucciso i due fidanzati. Oggi Lucidi è scusato, a Rebibbia ha studiato e si è dimostrato un detenuto modello. Ora gli educatori sono dalla sua parte, il loro giudizio è positivo. Sulla decisione del Tribunale di sorveglianza ha pesato anche la sentenza della Cassazione, che ha derubricato il reato da omicidio volontario con dolo eventuale a colposo, riducendo la pena da dieci a cinque anni. La notizia della scarcerazione ha suscitato polemiche, prime tra tutte quelle del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «La cosa mi crea qualche problema perché due anni sono davvero troppo pochi per due persone morte», ha detto il primo cittadino della Capitale. Ed è troppo pure per i romani che non hanno dimenticato quella tragedia, quella notte di follia e morte.

Il litigio - Pochi minuti prima che la Mercedes falciasse i due fidanzatini sullo scooter, Lucidi, in stato d’alterazione e senza patente, stava litigando con la fidanzata. Preso dall’ira bruciò una serie di semafori rossi di via Nomentana, fino all’incrocio con viale Regina Margherita. Un attimo, un boato tremendo e Ale e Flami non c’erano più. Lucidi invece fuggì. Venne fermato un paio di giorni dopo.

Rita Cavallaro


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Commenti all'articolo

  • roda41

    14 Novembre 2011 - 15:03

    i GIUDICI

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  • bellissimo

    14 Novembre 2011 - 09:09

    Io non ho mai capito cosa sia e cosa c'entri la "buona condotta"per favorire i criminali.Semmai dovrebbe essere il contrario:se non si comporta bene si aumenta la pena.Io nella mia vita mi sono sempre comportato bene,eppure non ho mai avuto nè premi nè riconoscimenti.

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  • soraman

    14 Novembre 2011 - 09:09

    Fino a quando dovremo rattristarci ed inquietarci per questi spregiudicati gesti di assassinio della giustizia? Quando potremo finalmente gridare "nessuno tocchi Abele" e "Caino paghi sino all'ultimo centesimo"? Se le carceri sono piene, il trattamento è inumano e certo "buon senso" si commuove e parteggia per i detenuti, un rimedio c'è! Non si delinqua più! E se qualcuno lo fa, paghi fino in fondo la sua colpa. Gli innocenti ne trarranno mille vantaggi. Ed i "nessuno tocchi Caino" dentro, in carcere: per connivenza!

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  • oberland

    14 Novembre 2011 - 08:08

    Prima o poi mi auguro fortemente che un tossico ubriaco investa e uccida i figli di tutti i giudici che fanno uscire di galera tali assassini. Un paese potrà definirsi civile solo e soltanto quando saprà tutelare i propri cittadini onesti: "LEX TALIONIS", unica vera forma di giustizia.

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