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Laurea triennale, la Gelmini:

va ripensata, non dà frutti

Laurea triennale, la Gelmini:
È necessario «ripensare alla laurea triennale perchè non sta dando grandi risultati». Lo ha detto oggi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento all'inaugurazione della Mediolanum Corporate University. Il ministro ha poi spiegato che «l'università italiana ha estremo bisogno di un forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del reclutamento». Il ministro ha confermato che «è possibile risparmiare delle risorse diminuendo il numero dei corsi di laurea, in particolare di quelli che poi non portano ad uno sbocco nel mondo del lavoro. Dobbiamo infatti intercettare i bisogni e le aspettative del mondo delle imprese che a loro volta si devono aprire al mondo dell'istruzione e favorire gli stage». «il sistema dell'istruzione può essere molto utile per combattere gli effetti della crisi atttraverso la formazione permanente. In questo settore è possibile una collaborazione tra il pubblico e il privato pe proporre una offerta più completa», ha concluso.

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Commenti all'articolo

  • benso_ergo_cavour

    18 Marzo 2009 - 20:08

    Luogo di formazione (personale oltre che professionale). Ogni idea potenzialmente utile in questo nostro paese anziché incontrare le esigenze degli utenti viene invariabilmente piegata agli appetiti di possibili sfruttatori (moltiplicazione di atenei e di corsi di laurea senza sbocchi e di scadente qualità). Ben venga il ritorno all'antico. Per una volta sono d'accordo con la Gelmini: recuperiamo risorse e selezioniamo qualità.... Quanto al 68, smovendo lo statu quo ha avuto il merito di avvicinare le classi svantaggiate ad una più agevole fruizione dell'istruzione. Lasciato però cavalcare (quasi senza possibilità di confronto/contrasto) ai sessantottini ha prodotto appiattimento, svuotamento del concetto di merito, trasformando legittime rivendicazioni (diritto allo studio) in irresponsabili pretese (diritto alla promozione), e non solo in campo scolastico.

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  • 44carlomaria

    18 Marzo 2009 - 19:07

    Finalmente torna il buonsenso e si cerca di fare le cose bene.La laurea triennale è una cagata peggiore della Corazzata Potiomkim, icona del comunismo intelletuale. L'Italia negli anni '50-60 è stata ricostruita da gente aveva faticato,qualcuno anche per studiare e raggiungere un diploma o laurea.Che lavorava duramente per mantenere la famiglia e educare i figli.Poi è arrivato il '68 cavalcato dagli intelletuali comunisti ipocriti, anzi dai maoisti di comodo, che sventolavano il libretto rosso di Mao ad ogni esame: tutti promossi. Quei pseudocomunisti, in realtà sfruttatori, ignoranti e arrivisti, sono la attuale classe dirigente e, ne stiamo pagando pesantemente le conseguenze.Poi la pacchia degli esami collettivi finisce; cosa ti inventano i nostri prodi: la laurea triennale, che non si nega a nessuno. Ora sono tutti dottori, ma non trovano lavoro perchè un laureato non può fare lavori manuali, troppa fatica, meglio precario nelle scuole. Per favore torniamo alla scuola che seleziona i bravi(non i figli di papà!) Chi è bravo e si impegna va avanti, e chi non ce la fà troverà un altro lavoro dove magari eccellerà. Gli esempi non mancano: i Benetton, Del Vecchio, Giovanni Rana, Armani tanto per fare qualche nome hanno costruito molto più che tanti Bocconiani. Per fortuna abbiamo dei giovani come il ministro Gelmini e molti altri che vogliono cambiare. Aiutiamoli, incoraggiamoli e ringraziamoli.Ci guadagneremo tutti. Asvedommia

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  • 2009SP

    18 Marzo 2009 - 17:05

    Infatti la Laurea triennale è risultato un titolo di studio totalmente dequalificato e non garantisce nessun vantaggio per l'accesso al mercato del lavoro. Meglio sfoltire le cattedre e risparmiare le risorse per impiegarle nel potenziamento e miglioramento dei corsi di laurea canonici,nella ricerca e nell'aiuto degli studenti bisognosi e meritevoli. Fare mea culpa non è affatto disonorevole per il Centrodestra.

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