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Garlasco, la richiesta del pg: "Trent'anni di carcere per Stasi"

In primo grado era stato assolto.Per la Corte d'assise d'appello di Milano Alberto è colpevole dell'omicidio della fidanzata Chiara

Garlasco, la richiesta del pg: "Trent'anni di carcere per Stasi"
Il procuratore generale della Corte d'asside d'appello di Milano, al termine della requisitoria di quattro ore,  ha chiesto trent'anni per Alberto Stasi imputato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi e assolto in primo grado. L'accusa è convinta che Stasi debba essere condannato. "Rimane chiaro che non c'è il movente" ha detto il procuratore generale prima di chiedere la condanna a trent'anni. Il "biondino" di Garlasco è presente in aula.

Il sostituto procuratore generale di Milano, Laura Barbaini. ha chiesto nuovi esami sulle macchie di sangue della vittima trovate sul pavimento di casa Poggi, teatro dell’omicidio. La rappresentante della pubblica accusa chiede dunque ai giudici di disporre nuovi accertamenti per chiarire uno dei punti più oscuri della vicenda, come Stasi abbia potuto non sporcarsi le suole delle scarpe che indossava il giorno del crimine camminando sul pavimento dell’abitazione di Chiara.

 In particolare, il Pg ha chiesto nuovi studi sulla possibilità di essiccarsi di queste macchie. Inoltre, Barbaini, nel chiedere di rinnovare il dibattimento, ha sollecitato nuovi accertamenti sui due gradini sui quali fu trovato il corpo riverso della vittima. Non ha invece chiesto la ripetizione della perizia sul computer di Alberto, al quale l’ex studente ha sempre detto di aver lavorato, a casa sua, mentre la fidanzata veniva uccisa. Neppure, contrariamente a quanto previsto, il Pg ha domandato di riascoltare in aula la telefonata al 118 con la quale l’imputato annunciava di aver trovato la compagna morta. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il delitto si sarebbe consumato tra le 9:12 e le 9:35, e poi stasi sarebbe tornato a casa propria creandosi l’alibi del computer. La prova più significativa della sua colpevolezza consisterebbe nelle tracce di Dna di Chiara trovate sui pedali di una bicicletta bordeax che i carabinieri hanno sequestrato al giovane durante le indagini. Barbaini ha invece spiegato che non è possibile individiare un movente e che questo non può essere consistito nelle immagini pedopornografiche trovate nel computer di Stasi, che non possono essere state visionate da Chiara, in quanto "non fruibili".
 

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Commenti all'articolo

  • roda41

    23 Novembre 2011 - 13:01

    con una faccia e attegiamento imperturbabile da seria killer ?

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  • alvit

    22 Novembre 2011 - 17:05

    In Italia ci sono 30 milioni di esperti di calcio e nessuno di delitti. Abbiamo la peggio polizia investigativa del mondo, e i peggiori giudici d'Europa. Devo dire che anche come avvocati difensori, abbiamo delle scartine mostruose. Se io fossi uno dei due genitori della ragazza e in aula avessi visto come questo buffone si muoveva fra le orme disegnate delle macchie di sangue e i miei avvocati se ne fossero stati zitti, non so cosa sarebbe successo. E' stato palese che gli hanno disegnato le macchie affinchè questo potesse scansarle una ad una e avesse una camminata da deficiente per non toccarne nessuna. Avrei preso i PM, i giudici e i miei avvocati per le palle e li avrei fatti un po' soffrire. Ma questo processo doveva apparire nel programma " le comiche di ridolini" o si doveva trovare un colpevole? Anche i disegnini gli hanno fatto, ma questo e' forse figlio di qualche giudice o il padre ha portato salumi a tutto il collegio giudicante? Forse abbiamo a che fare con dei jolly.

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  • bellissimo

    22 Novembre 2011 - 16:04

    E' normale che un "innocente",andando dalla fidanzata,e trovandola come è stata trovata,badi a saltellare fra le macchie di sangue?Io,al suo posto,mi sarei imbrattato tutto,ed avrei anche tentato di soccorrerla. O no.

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