Cerca

Balle Fini colto sul fatto querela e non spiega Sul pulmino blu ha mentito anche al governo

A Brunetta che andava a caccia di sprechi la Camera rispose di non avere auto di proprietà: una bugia

Balle Fini colto sul fatto querela e non spiega Sul pulmino blu ha mentito anche al governo
Il pulmino blu della Camera dei deputati fino a ieri era ufficialmente un fantasma nell’autorimessa di Montecitorio. Solo la rivelazione di Libero sull’utilizzo del presidente della Camera Gianfranco Fini anche per attività meno istituzionali (week end familiari e immersioni subacquee), lo ha fatto improvvisamente riemergere dai flutti in cui era stato sommerso. Per ben due volte in questi tre anni il presidente della Camera ha nascosto l’esistenza del pulmino blu al Formez che per conto del ministro dell’Innovazione e Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, stava censendo tutte le auto di servizio delle istituzioni pubbliche. Nelle risposte al questionario ufficiale sia nel 2009 che nel 2010 la Camera dei deputati ha affermato di non avere alcun automezzo di proprietà: né auto di rappresentanza (le cosiddette blu-blu), né auto di servizio (blu), né semplici auto a disposizione (le cosiddette auto grigie). Nel 2009 Fini ha dichiarato di avere due superauto blu a sua disposizione e 19 di servizio, ma tutte rigorosamente di proprietà altrui (in leasing, noleggio, affitto o comodato). Nel 2010 stessa dichiarazione, con un auto blu in meno: erano 18. In entrambi i casi una menzogna. Buona per coprire proprio l’esistenza del misterioso pulmino blu.

Ieri mattina a chi ha chiesto notizie del Lancia Phedra utilizzato da Fini di cui aveva riferito Libero in prima pagina, è stato risposto che non era possibile averne le caratteristiche perché era a disposizione della scorta del presidente della Camera. Alle 13.45 chi scrive è andato a farsi un giro in via della Missione, dove ci sono i parcheggi auto dei deputati e anche quelli delle auto di servizio. In effetti del pulmino blu nessun segno in mezzo alle auto di servizio (qualche Audi, una Mercedes, tante Volskwagen a nolo). Ma nel parcheggio a fianco, dove lasciano auto personali deputati e alcuni dipendenti della Camera, eccolo sbucare fuori. A pochi metri dalla Bmw di Alessandro Ruben e dalla Mercedes di Anna Maria Formisano, ecco il misterioso Van, il pulmino blu dai vetri oscurati di cui è stata celata gelosamente e misteriosamente l’esistenza.

LA BUGIA
Lo fotografo con il telefonino, prendo il numero di targa e attraverso il portale delle banche dati dei giornalisti faccio una verifica al Pubblico registro automobilistico. Il Lancia Phedra è stato immatricolato il 15 giugno 2005, sei giorni dopo è stato emesso il certificato di proprietà per chi l’aveva comprato e tuttora ne risulta proprietario: «Amministrazione della Camera dei deputati - Pa - Roma, via della Missione 8». Non c’è dubbio. La Camera è proprietaria del pulmino blu. Resta da chiedersi perché abbia nascosto questa verità al censimento ufficiale delle auto di servizio, e chissà se la bugia è servita solo a nascondere un pulmino blu che imbarazzava o se è di proporzioni più larghe e altri automezzi sono stati nascosti.

Dopo tante bugie ieri la presidenza della Camera è stata costretta a dire una mezza verità. Il portavoce di Fini, annunciando querela nei confronti del sottoscritto e di Libero per le «affermazioni diffamatorie», è stato per la prima volta in tre anni costretto ad ammettere l’esistenza del Van blu di proprietà, sostenendo di averlo dato a disposizione per propri usi all’ispettorato di polizia della Camera, e che quindi ogni eventuale modifica all’autovettura (sedili smontati etc), sarebbe stata disposta da poliziotti e non da Fini, che nega naturalmente di avere mai utilizzato il mezzo a fini privati, tanto meno nei week end trasportando giochi da bambini e bombole per le immersioni. Ben venga naturalmente la querela, di fronte a qualsiasi tribunale della Repubblica italiana. Che non potrà fare altro che confermare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito di fronte alla mole di prove documentali che il cronista produrrà su ogni singola parola scritta negli articoli ritenuti diffamatori.

Avendo il cronista una certa esperienza giudiziaria (126 querele respinte e vinte, l’ultima l’altro ieri con assoluzione «perché il fatto non costituisce reato» da causa promossa da Vincenzo Visco), proporrebbe al presidente Fini di chiedere una corsia preferenziale (un rito abbreviatissimo) in modo da potere essere assolto dalla sua accusa il prima possibile.

di Franco Bechis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gastone06

    13 Dicembre 2011 - 13:01

    Di bugie, Fini, le ha sempre dette nella cua carriera politica, ma non sto qui ad elencarle; si conoscono bene tutte. Il motivo perché, infine, viene tacciato da tutti i camerati di aver tradito la "causa " della Destra, é che, investitosi e sentitosi in una sorta di onnipotenza ha rifilato - per sua vanagloria - un calcio a tutte le aspirazioni e le attese dei camerati, in specie coloro che le battaglie contro il comunismo le avevano iniziate sin dalla fine degli anni '50, per proseguire - sotto la guida del grande ed indimenticabile Almirante - negli anni '60 e successivi. Fini, non considerando che era la prima (e forse l'ultima) volta che noi andavamo al Governo, ha distrutto il rapporto con Berlusconi, per meri e futili interessi di potere e di smodata superbia e vanagloria. Fini, in definitiva, ha tradito i nostri ideali politici e di collaborazione con Organo politico vicino alle nostre aspirazioni sociali che, probabilmente, ci avrebbe aiutato a compiere le Nostre Riforme

    Report

    Rispondi

  • housewife

    30 Novembre 2011 - 22:10

    ...in mancanza di argomenti sanno solo offendere (v. petra9035)...i soliti ignoranti...grazie Bechis, tienici informati!

    Report

    Rispondi

  • tino.nelli

    26 Novembre 2011 - 09:09

    La politica ormai è uscita totalmente di scena. Berlusconi ha solo sbagliato nel non dare una bella "mannaiata" ai costi della politica, al numero dei politici, all'eliminazione di carrettoni burocratici. Fini ha dimostrato di essere un politico vecchio stampo legato alla poltrona e privilegiato. Un uomo che predica più o meno bene, ma razzola molto male. Con la pagliacciata Monti ormai abbiamo assistito al de profundis di una politica incapace di amministrare. Non ci meraviglia quindi se il capo del parlamento va a spasso con i "mezzi pubblici" (ndr..) Ciò che invece mi fa rabbia è assistere alla leggerezza con cui i "sinistri", nel vero senso della parola, Bersani & C. se la ridono. Mio nonno diceva in questo caso: "E ridete a sta mazza!!!!!!!!, ci avete portato al fallimento!

    Report

    Rispondi

  • steu60

    26 Novembre 2011 - 08:08

    Vuole concedere la cittadinanza e il diritto di voto agli stranieri, spera che loro non sappiano quale tarma sia.Ma almeno un po' di dignità gli è rimasta a si sta godendo l'ultimo scampolo di legislatura per raschiare il fondo del barile? C'è da vergognarsi ad avere dei rappresentanti come lui,ma prima o poi si dovrà pure schiodare da quella poltrona!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog