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L'omicida di Marta Russo insegna nel liceo della ragazza

Giovanni Scattone ha avuto una cattera nell'Università dove studiava la vittima. Lui si difende: "Sono innocente, che c'è di male?"

L'omicida di Marta Russo insegna nel liceo della ragazza
Per uno strano scherzo del destino, il professoer Giovanni Scattone, condannato per l'omicidio della studentessa Marta Russo, insegna Storia e filosofia proprio nel liceo scientifico Cavour frequentato dalla ragazza. L'ex assistente della cattedra di Filisofia del diritto, condannato in via definitiva a cinque anni e quattro mesi per omicidio colposo, ha diritto ad insegnare perché è stata eliminata la pena accessoria dell'interdizione dai pubbici uffici. Indignazione e stupore da parte dei genitori degli alunni che hanno espresso la loro solidarietà alla famiglia di Marta Russo uccis a nel maggio del 1998.

La preside Tecla Sannino ha detto che c'è stato, tra gli insegnanti, uno scontro sull'opportunità della presenza dell'ex assistente universitario. Ha detto: "Pur partecipando al dolore della famiglia di Marta Russo, e condividendo la perplessita' dell'opinione pubblica in qualita' di dirigente scolastico e in qualita' di rappresentante legale dell'istituto, sono tenuta a rispettare la sentenza della Cassazione e le normative vigenti che prevedono nomine di docenti supplenti secondo le graduatorie provinciali, curate dall'Uff ambito territoriale''. Il papà di Marta, Donato, intervistato dal Fatto Quotidiano, ha detto: "Io penso che Giovanni Scattone abbia il diritto ovviamente di guadagnarsi il pane, ma non come educatore". La replica di Scattone è laconica: "Sono innocente, che c'è di male?".

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Commenti all'articolo

  • lucy

    25 Novembre 2011 - 22:10

    ....è l italia...

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  • porrzuz1492

    25 Novembre 2011 - 20:08

    i genitori saranno entusiasti che l'educatore dei figli sia un assassino

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  • Angeli1951

    25 Novembre 2011 - 16:04

    Se devo dire la verità, quella sull'assassinio di Marta Russo è stata una sentenza che non mi ha fatto percepire che giustizia sia stata fatta. L'inconsistenza delle prove, l'assurdità delle testimonianze (ho ancora davanti agli occhi il filmato dell'interrogatorio della pseudo testimone) e soprattutto l'intrusione degli sciacalli del teleschermo che, come in ogni caso su cui si sono avventati, sono riusciti ad intorbidire talmente il fatto da renderlo irrisolvibile. E che dire dei giudici? Se erano certi della colpevolezza perchè una pena così lieve, se invece non lo erano anche la pena è stata eccessiva. Son queste le cose che non quadrano.

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  • gibuizza

    25 Novembre 2011 - 15:03

    Ergo si può uccidere con un minimo disturbo per la propria vita che non cambia poi più di tanto anzi, ti dimostro che, se voglio e sono un dipendente pubblico, posso anche farmi beffa di tutti voi. Naturalmente non ci saranno nè polemiche nè manifestazioni.

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