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Rivoluzione sulle pensioni Forse niente patrimoniale

Previdenza, vogliono abolire l'anzianità: la Fornero voleva innalzare soglia minima a 63 anni. No alla tassa sui patrimoni

Rivoluzione sulle pensioni Forse niente patrimoniale
Secondo quanto si è appreso, la manovra che presenterà nei prossimi giorni il governo di Mario Monti non conterrà la patrimoniale finanziaria. La convinzione dell'esecutivo è che alla fine i grandi capitali e gli evasori la farebbero franca, mentre il gettito sarebbe minimo e gli svantaggi superiori ai benefici. Segue l'articolo di Sandro Iacometti sulla riforma del sistema previdenziale.
L’articolo di Elsa Fornero pubblicato ieri da Repubblica è stato scritto prima che Mario Monti formasse il suo esecutivo e va dunque preso con beneficio d’inventario. Detto questo, è difficile che il neo ministro del Welfare possa portare sul tavolo del Consiglio dei ministri una riforma diversa da quella illustrata nell’intervento che dovrebbe uscire martedì prossimo sulla rivista Italiani Europei. Se così sarà, il rischio è di trovarci ancora una volta impelagati in una mezza riforma dall’impatto assai incerto sui conti pubblici e non proprio in linea con l’Europa. Tre i punti principali della proposta Fornero. Passaggio immediato per tutti, e questo è un vecchio cavallo di battaglia della professoressa specializzata in sistemi previdenziali, dal sistema retributivo a quello contributivo. Nel dettaglio, si tratterebbe di traghettare i lavoratori nati tra il 1950 e il 1962, che ancora godono, in base alla normativa in vigore, del trattamento previdenziale rapportato agli stipendi e non ai contributi effettivamente versati, verso il nuovo regime, garantendo comunque fino alla data spartiacque tra i due sistemi fissata al 1996 il calcolo con il retributivo.

Ma qui la platea coinvolta non sarebbe così folta. Di fatto si accelererebbe soltanto un’uscita da un sistema già prevista dall’ordinamento attuale. La “ciccia” della proposta sta negli altri due punti. E cioè, a partire dal 2012, l’abolizione delle pensioni di anzianità (che dal 2013 non potranno comunque essere percepite prima dei 61 anni di età anagrafica con almeno 36 anni di contributi) e l’anticipo di quelle di vecchiaia a 63 anni per tutti (con il requisito minimo di 20 anni di contributi) in luogo dei 65 di adesso. Difficile calcolare l’impatto sulla spesa previdenziale della doppia misura, anche perché la proposta della Fornero non scende troppo nei dettagli. Una cosa, però balza agli occhi: togliendo due anni ai trattamenti di vecchiaia si mancherà inevitabilmente, anche mantenendo in vita il percorso previsto dalla normativa in vigore di adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, l’obiettivo dei 67 anni nel 2026. Che era uno dei pochi punti su cui il governo Berlusconi aveva ampiamente accontentato le pressanti richieste di Bruxelles facendo balzare il nostro Paese in testa alla classifica dei più virtuosi sotto il profilo previdenziale. Bene che va, si potrà arrivare alla data stabilità solo a 65 anni, che è l’età che oggi ci viene criticata dall’Europa.

Sul piano della sostenibilità del sistema, l’idea della Fornero si basa intanto sulla convinzione che si possa raccogliere molto sulle pensioni di anzianità, che oggi rappresentano la fetta più grossa della spesa previdenziale. In realtà, se si vedono i dati degli ultimi cinque anni la quota delle anzianità è salita del 26,3% a 73,7 miliardi, ma quella dei trattamenti di vecchiaia (+6,5%) si attesta comunque alla cifra non modica di 42,2 miliardi. Il ministro pensa poi di tamponare l’ondata di pensionati sessantatreenni introducendo una fascia di flessibilità. Un meccanismo di incentivi, che dovrebbero scattare tra i 65 e i 70, e disincentivi, tra i 63 e i 65. Il problema in un’ottica di riequilibrio dei conti, come spiega l’ex ministro Maurizio Sacconi, è che «i bilanci pubblici non si costruiscono su speranze che danno i numeri o su numeri che danno speranze. E ciò porta ad escludere le cosiddette uscite flessibili».

di Sandro Iacometti

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Commenti all'articolo

  • giggino1977

    28 Novembre 2011 - 11:11

    Fossi io al posto dei cervelloni della politica e dei tecnici gli anziani li abbatterei come faceva hitler, almeno gli evitiamo la sofferenza di morire di fame. Come dice il detto ? Gira gira il cetriolo... e dove va il cetriolo ? Come al solito chi paga ? Che schifo di paese, anzi il paese non centra, è il popolo italiano che fa schifo !

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  • Bobirons

    28 Novembre 2011 - 10:10

    Azzerare l'adeguamento annuale sulle pensioni e rinunciare alla patrimoniale sarebbe la più grossa porcata che questo governo di nominati potrebbe fare. Se a questo si aggiunge l'ipotesi che i maxi interessi della casta non vengano toccati, temo che il signor commentatore che auspicava una rivoluzione debba aver visto con lungimiranza.

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  • osvis_01

    27 Novembre 2011 - 23:11

    insomma tutto come sempre..niente di nuovo all'orizzonte cambiano i protagonisti la musica non cambia mai...... insomma aspettiamo che la mer.....ci copra del tutto non volevo dare ragione a chi pensa che solo una rivoluzione potesse cambiare le cose(ora comincio a pensare che è sempre più difficile dargli torto) ma del resto con tutti sti bacucchi che ci vogliono governare che c'è da aspettarsi....se mettiamo insieme l'età di tutti i ministri e tornassimo indietro della loro somma saremmo nuovamente all'età della pietra.....

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  • brunero48

    27 Novembre 2011 - 22:10

    ancora una volta un articolo di pessimo giornalismo.Si giudica un provvedimento prima di conoscerne esattamente i dettagli.Da quando Monti si è insediato non si perde occasione di criticarne o metterne in cattiva luce le misure che si appresterebbe a varare.Un comportamento contradittorio che distingue i giornali del centrodestra a cui peraltro io ho sempre dato il voto.In questa occasione non capisco proprio l'atteggiamento del partito:se vuole andare alle elezioni ci vada.Se invece non vuole essere accusato dall'opinione pubblica come l'affossatore del Paese sostenga lealmente il governo Monti senza criticarlo preventivamente. Ovviamente anch'io desidero che Monti si dedichi unicamente a misure volte all'emergenza e sono pronto a condannare qualsiasi iniziativa che riguardi la materia squisitamente politica.Quindi niente Legge elettorale e niente cittadinanza agli immigrati.Sono cose meno urgenti e di queste se ne deve occupare il Parlamento e non il Governo Tecnico.

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