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Don Verzè spiato in ufficio: "Silvio tiene alla famiglia..."

Una microspia al San Raffaele, il sacerdote con Pollari (Sismi): "Il Cavaliere si è un po' lasciato andare, però..."

Don Verzè spiato in ufficio: "Silvio tiene alla famiglia..."
Il fondatore del San Raffaele, don Verzé, non sapeva di essere spiato. Ma nel suo ufficio c'era una cimice che riprendeva tutto quello che faceva: incontri, confidenze. trame e intrecci. Il Corriere della Sera riporta molti di questi colloqui, da quello con l'ex capo del Sismi e generale della Guardia di Finanza. "Da poco Pollari aveva acquistato a Roma una villa dal San Raffaele pagandola 500mila euro,la metò dei soldi sborsati anni prima da din Verzé. Parlano di politica e, a proposito di Berlusconi, capo di un governo agli sgoccioli. Il sacerdote dice: "E' travolto dal suo entusiasmo, lui adesso purtroppo si è lasciato andare... un pochettino eh eh... per correttezza morale... però tiene molto alla famiglia". Pollari risponde: "Sì qualche giro di valzer..." .

Emerge anche un'altra conversazione. Il tentativo di "accaparrarsi" alcune strutture sportive che si trovavno vicino all'ospedale su cui don Verzé aveva messo gli occhi per costruirci un residence per studenti. Un sogno che si scontra con i gestori del centro che non hanno nessuna intenzione di rescindere il contratto di locazione. Il 13 gennaio 2006, il fondatore del San Raffaele riceve nel suo studio l’ingegner Roma (capo dell’ufficio tecnico). E gli dà una notizia: manderà la Guardia di Finanza ai campetti per chiedere la ricevuta a tutti i frequentatori del centro. Obiettivo? Per fare multe sia ai frequentatori del centro sportivo (che pagano in nero) che ai titolari (che non emettono ricevute), in modo da far fallire la struttura e agevolare il passaggio di consegne al San Raffaele. Durante il colloquio con Pollari si parla anche di questo, della visita delle Fiamme Gialle per fare "pressing" sui gestori.

In un'altra intercettazione ambientale don Verzé chiede - stando a quanto scrive il Corriere - al'ingegner dice al suo interlocutore “di fare un sabotaggio e di stare attento ai cavalli e all’asilo di proprietà del San Raffaele”. Il capo dell’ufficio tecnico riferisce  di “aver individuato il generatore” e che “sarà sabotato il quadro elettrico”. Tutto questo, per un motivo ben preciso: “I campi non potranno essere illuminati” e quando il San Raffaele farà la proposta d’acquisto ai gestori del centro sportivo, questi ultimi “saranno in ginocchio". Qualche giorno dopo, l'ingegnere Roma va a trovare il sacerdote e dice che “quando lui sarà in Brasile ci sarà del fuoco nella struttura sportiva.

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Commenti all'articolo

  • bimbomix

    29 Novembre 2011 - 12:12

    Sante intercettazioni,dunque? Tipo " abbiamo una banca!!!" ahahahahaha

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  • taccodighino

    29 Novembre 2011 - 05:05

    Ricordiamoci anche che il don disse che il cav era "uomo mandato da Dio".

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  • chiavari

    29 Novembre 2011 - 00:12

    Cavolo, Totò Riina a questo gli fà un baffo. Fra preti pedofili, puttanieri, drogati e ora pure Boss mafiosi chi è rimasto a dire messa? Gesù Cristo forse? poveraccio lo hanno inchidoato di nuovo alla croce.

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  • palilia

    28 Novembre 2011 - 22:10

    ... perché non riportare la notizia completa, e cioè che aveva dato ordine di INCENDIARE gli impianti sportivi dell'affittuario, ma " di stare attenti" a non incendiare anche l'asilo e la stalla perché erano di proprietà del San Raffaele? Perché se l'asilo non era suo, a quanto pare, si poteva incendiare senza problemi...

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