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Ce l'hanno duro ma piccolo... Le 'doti' dei maschi lumbard

Nella culla della Lega ci sono gli uomini meno dotati. Superati in classifica da milanesi e bergamaschi

Ce l'hanno duro ma piccolo... Le 'doti' dei maschi lumbard

C’era una volta il maschio latino. Poi, è andato decadendo. E oggi tocca anche a quello padano. Sul finire degli anni Ottanta, dall’estremo nord della penisola, ci pensò Umberto Bossi a far nascere un nuovo mito di virilità, al grido estenuante di «ce l’abbiamo duro». Ripetuto in dialetto «g’avemo dur», o in italiano, è diventato un mantra, tanto da essere affisso sui manifesti in provincia di Varese. Sarà per questo che i risultati di un sondaggio promosso dalla tv locale Antenna 3 hanno scombussolato l’immaginario dei varesini: secondo le donne lombarde intervistate, nella regione gli uomini meno dotati sarebbero proprio quelli di abitano in provincia di Varese.

Il sondaggio è stato commissionato dalla tv lombarda all’agenzia Swg, ed è stato eseguito su un campione di 855 donne rappresentative della regione dai 18 ai 64 anni. I risultati vedono in cima alla classifica come meglio dotati i milanesi, con il 24%. a seguire bergamaschi (16%) e bresciani (10%). Tra il9% eil 10% se la cavano le altre province. Ma in fondo troviamo Monza e Brianza, al 9%, e Va- rese, all’8%. E adesso chi lo dice alla Lega? Volenti o nolenti, i lumbard ne hanno preso atto. Con spirito, e non si tirano indietro dal- lo scherzarci sopra. Ma dietro allo scherzo c’è sempre un fondo di... durezza. Come fa capire l’esponente dei Giovani Padani Marco Bordonaro, che commenta il risultato del sondaggio citando Tinto Brass: «“Non lungo che tocchi, non largo che turi, ma duro che duri”. E noi della Lega, modesta- mente, in quanto a durezza...».

La prende con spirito anche il segretario della storica sezione di Varese Marco Pinti, espressione anche lui dei Giovani Padani. «Per fare certe cose non serve un pennello grande, ma un grande pennello». Andando al mondo degli adulti, i leghisti assumono maggiore serietà, ma non si scompongono e si lasciano comunque andare all’ironia. Il sindaco di Tradate ed ex segretario provinciale Stefano Candiani invita le donne lombarde a trascorrere maggiore tempo a Varese. «Evidentemente le donne che hanno fatto questo sondaggio, non conoscono bene i nostri laghi». Ma è il sindaco di Varese Attilio Fontana che argomenta la questione da un punto di vista antropologico. Anche se la premessa è d’obbligo: «Sono chiacchiere da bar e nemmeno troppo eleganti». Insomma, il sindaco gentiluomo, come è conosciuto Fontana per il suo charme, non vorrebbe entrar- ci in questa polemica. Ma alla fine risponde: «C’era una volta il maschio latino famoso in tutto il mondo. Poi è finito in fondo alle sedicenti classifiche. È riemerso il fenomeno della virilità anglosassone. Di reale, in queste cose, credo ci sia ben poco».

di Marco Tavazzi

 


 

 

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Commenti all'articolo

  • roda41

    01 Dicembre 2011 - 12:12

    MA PER PIACERE!!!e cosi dicendo dovremmo apprezzare il loro cervello,migrato nelle parti basse????

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  • iltrota

    30 Novembre 2011 - 23:11

    PIccolo e duro, avete scritto: state parlando del cervello dei leghisti?

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  • nictriplo

    30 Novembre 2011 - 18:06

    no otello......... non è quello che dici tu il motivo, perchè nonostante a milano ne siano saliti, sempre incrociati tra loro stessi sono rimasti............e si sa i salvatori, i vincenzi, gli immacolati, i concetti e gli addolorati del meridione sempre t...anto meridionali restano, anche a milano

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  • gian60

    30 Novembre 2011 - 18:06

    Non lungo che tocchi, non grosso che turi ma duro che duri. Semplice no?

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