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Draghi sgancia un siluro contro Super Mario

Draghi al Parlamento europeo: "I cambiamenti avvenuti nei Paesi più fragili non hanno prodotto ancora molti risultati"

Draghi sgancia un siluro contro Super Mario

Mario Draghi ha preso parola al Parlamento europeo. Al centro del suo discorso la crisi del debito. Ma il governatore della Banca Centrale europea, dopo aver sottolinato che "qualunque sia l'approcio, società, mercati e cittadini europei si aspettano che i politici agiscano in modo decisivo per risolvere la crisi", ha scagliato una frecciata alla politica in generale, e a Mario Monti (e a chi come lui ha appena preso in mano le redini di un Paese, come Mariano Rajoy in spagna). "I cambiamenti di governi avvenuti nei Paesi più fragili della zona euro - ha ricordato Draghi - non hanno ancora prodotto molti risultati per far fronte alla perdurante fragilità dei mercati finanziari". L'ex governatore di Bankitalia ha voluto così smentire tutte le cassandre che, per restare al caso italiano, invocavano la caduta di Berlusconi come antidoto alla crisi del debito sovrano. Draghi si è poi comunque detto "ottimista" circa il ritorno della fiducia nei mercati, seppur sottolineando come quella odierna sia "una fase difficilie", e che "un segnale credibile è necessario". Il numero uno dell'Eurotower ha quindi fatto appello a "una fondamentale riscrittura delle regole fiscali".

 

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    02 Dicembre 2011 - 14:02

    Di siluri,statene pur certi....ne arriveranno a decine.Da tutti quanti. -7 al disgregamento dell'EURO. Speriamo.

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  • longhma

    01 Dicembre 2011 - 21:09

    Fattene una ragione...... a questo punto non ti manca che sperimentare la roulette Russa !!!! Fai subito appena puoi..... per il bene degli Italiani...... grazie !!!! Coinvolgi anche il (beneamato) Giorgio se puoi in questo giochino.... te ne saremo grati !!!

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  • Caninforato

    01 Dicembre 2011 - 17:05

    Ed il mio invito è anche ai redattori. ll problema non è l'Euro in sé, ma il mancato completamento dell'unificazione delle economie e delle politiche economiche e fiscali europee. Occorrono ancora tre cose: politica economica comune, politica estera comune e una vera banca centrale federale che stampi moneta e faccia tutto ciò che fanno le banche centrali. Non ha senso rinunciare all'Euro: è comodo in tutto il mondo ed è utile per stabilizzare l'inflazione e difendere il potere d'acquisto delle famiglie dei salariati. Quando si inflaziona una moneta, i salariati pagano il prezzo e le imprese che esportano (ma solo quelle) incassano i benefici................................................ Uscire dall’Euro sarebbe una catastrofe: perderemmo la stabilità valutaria, la nostra valuta si svaluterebbe e ritorneremmo, di fatto, all'immediato dopoguerra e senza piano Marshall. Uscire dall'euro è un suicidio: ci aspettano trent'anni di Argentina e poi chissà ... probabilmente verremo fagocitati prima dai nostri vicini. La soluzione è restare nell'euro, mandare a casa i politici incompetenti che ci hanno ridotto così e salvare euro ed Europa puntando non agli eurobond ma ad una vera Europa Unita, con fisco, governo ed economia realmente unitari.

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