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Il ministro non entra in ufficio: c'è la scrivania di Mussolini

Moavero, titolare degli Affari Europei, vuole uno scrittoio più piccolo e che non ricordi il Duce. Gramazio (Pdl): "Rinnega la storia"

Il ministro non entra in ufficio:  c'è la scrivania di Mussolini

Quella scrivania è troppo ingombrante, portatela via. Il ministro degli Affari europei, Enzo Moavero, non ha ci ha pensato un attimo quando ha sistemato il suo nuovo ufficio a Palazzo Chigi. Peccato che quella scrivania era la scrivania di Benito Mussolini e la cosa non ha mancato di scatenare polemiche. "Dopo essere stato ieri al Senato per seguire il dibattito sull'approvazione della legge comunitaria 2010", tuona il Domenico Gramazio (Pdl), "rientrando a Palazzo Chigi, anzichè fare il punto sugli interventi dei senatori dei vari   gruppi, ha pensato bene di far togliere dalla sua stanza, che prima ospitava Paolo Bonaiuti, una scrivania". "Non una scrivania qualunque", insiste Gramazio, "ma una antica e storica   appartenuta a Benito Mussolini, sulla quale il capo del governo nel lontano 1922 ha svolto le sue funzioni. Se questo è il 'buongiorno' del ministro Moavero, è senza dubbio il saluto di chi non ricorda la storia d'Italia o la vuole cancellare dagli annali. E a poco - conclude l'esponente del Pdl - varrebbe qualsiasi giustificazione". Da parte sua Moavero la giustificazione ce l'ha: preferisce usarne una scrivania più piccola, anche per far spazio ai suoi collaboratori. Nulla a che vedere quindi con il fatto che il mobile fosse appartenuto a Benito Mussolini e perciò una decisione maturata solo ed esclusivamente per motivi di spazio e non certo politici o ideologici.

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Commenti all'articolo

  • ALFONSOVITALE

    02 Dicembre 2011 - 17:05

    Sig Biri legga bene, secondo lei, la sconclusionata invettiva su togliatti; e' solo e solatanto la verità, e come cantava la Caselli negli anni 60 "la verità fa male". Le preciso che anche Mussolini era già morto al pari della sua icona; con una differenza che il primo è stato assassinato e poi appeso ad un apompa di benzina a piazzale loreto, mentre il secondo, a mio parere, ancora più colpevole del primo, è morto nel suo letto acclamato e riverito da tanti coglioni come lei. Si rilegga qualche libro di storia e non stia a sentire, come avete fatto per 50 anni, le stronzate che vi hanno propinato.

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  • gosel

    02 Dicembre 2011 - 13:01

    Evidentemente non si sente all'altezza di una simile eredità!

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  • biri

    02 Dicembre 2011 - 12:12

    ... che mi rivolge uno sconclusionato quanto ridicolo sproloquio su Togliatti, personaggio defunto prima che io varcassi per la prima volta la soglia delle scuole elementari, posso solo consigliare di affittare un monolocale a Predappio, ove potrà coltivare in santa pace le sue nostalgie. Invece di dedicarsi addirittura all'adorazione di una scrivania alla quale si sono assise le terga poco nobili del suo adorato rimpianto, potrà direttamente venerarne il sepolcro. Fanno anche una buona piadina, da quelle parti. Detto fra noi, caro signor Alfonso, solo un povero pirla (altro che cialtrone e coglione) può pensare che il tavolo da lavoro di un infame dittatore faccia parte della storia. Ci si seppellisca sotto insieme ai relitti nostalgici come lei.

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  • moranma

    02 Dicembre 2011 - 11:11

    una cosa è certa, siete peggio di Novella 2000!!

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