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Quattro milioni convincono Guarguaglini a lasciare

Il presidente di Finmeccanica si è dimesso, ma con una abbondante buonuscita. Al suo posto l'amministratore delegato Orsi

Quattro milioni convincono Guarguaglini a lasciare

Lasciando a bocca asciutta tutti i patiti del toto nomine e smentendo la valanga di indiscrezioni della vigilia, alla fine Mario Monti ha scelto la soluzione più soft: Pier Francesco Guarguaglini esce, nessuno entra. Una mossa a sorpresa, quella formalizzata ieri nel corso del cda straordinario che ha tolto le deleghe al presidente per riconsegnarle immediatamente a Giuseppe Orsi. Insomma, si va avanti con un ritorno al passato: tutti i poteri concentrati nelle mani di un solo uomo, esattamente come è stato per anni con Guargaglini. 
Il consiglio di amministrazione è durato un paio d’ore. Il presidente, che per mesi ha sempre ribadito la sua estraneità ai fatti oggetto dell’inchiesta (è indagato per false fatturazioni) resistendo alle pressioni a dimettersi, alla fine ha ceduto e ha dato le dimissioni. Il cda ha così deciso di concentrare le deleghe relative alla gestione sociale in capo all’amministratore delegato e ha nominato lo stesso Orsi presidente e ad. Il consiglio ha anche cooptato Alessandro Pansa, confermandogli l’incarico di direttore generale. Intervenendo per l’ultima volta come presidente del cda, Guarguaglini, a quanto si apprende, ha preso atto di come fosse cambiata la propria posizione e ha ritenuto che il passaggio più giusto, nell’interesse aziendale, fosse quello di gettare la spugna. Non prima, però di aver ricordato quanto fatto in questi anni, durante i quali ha portato Finmeccanica dal quattordicesimo al settimo posto nel mondo tra le grandi aziende di Difesa. Il cda da parte sua gli ha espresso i più sentiti ringraziamenti per «l’altissima professionalità e il proficuo impegno che hanno consentito la crescita e l'affermazione del Gruppo nei mercati mondiali». Per il disturbo, Guarguaglini si porta a casa circa 4 milioni di euro. Sarebbe questa, secondo quanto risulta, la buonuscita ottenuta dal presidente uscente. Una cifra ragguardevole, ma molto più bassa di quelle circolate nei giorni scorsi, e anche ieri per qualche ora, che parlavano di somme intorno ai 10 milioni. La decisione di Guarguaglini rende ora più probabile una analoga decisione da parte della moglie Marina Grossi, ad di Selex, indagata per corruzione e false fatturazioni. L’ultimo cda l’ha confermata alla guida, nonostante l'opposizione di Orsi, che già in quell'occasione aveva chiesto le sue dimissioni.
 
di Sandro Iacometti

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Commenti all'articolo

  • ottina

    02 Dicembre 2011 - 14:02

    tutti i falliti o quelli che hanno trascinato nella melma le aziende che gli erano state affidate, quando vengono cacciati prendono la loro bella buona uscita miliardaria: ecco lì lo stato (minuscolo) dovrebbe farsi pagare con almeno il triplo di quello che si sono presi, perché è evidente che anche durante il loro mandato si sono dimostrati degli incapaci o peggio dei profittatori!!!!!!

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  • biancofiore

    02 Dicembre 2011 - 13:01

    Metterlo in galera e buttar via chiave non si poteva? Ma come farà l'Italia a riprendersi se si sperperano i soldi pubblici per liquidare gli indagati come lui. Credo che in Italia ci sarà una escalation di criminalità, nei prossimi anni. Siamo finiti troppo in basso.

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  • sparviero

    02 Dicembre 2011 - 11:11

    Non è possibile che una persona possa percepire quattro milioni di euro di buona uscita. Viva l'Italia, viva le caste.

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