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RadioTre apre i suoi microfoni alla Casta degli stranieri

L'emittente Rai si schiera con gli immigrati: per un giorno condurranno i programmi. Ma i prescelti sono tutti giornalisti e prof di sinistra

RadioTre apre i suoi microfoni  alla Casta degli stranieri

Esterofilia galoppante. Per contagiare Rai Radio3 non erano necessari né l’intervento del Quirinale né le fughe in avanti di Pier Luigi Bersani sull’allargamento della cittadinanza. Il terzo canale della radio di Stato, premettendo che «da sempre dedica molto spazio alle tematiche dell’immigrazione», annuncia per  lunedì 5 dicembre la propria svolta culturale: ai microfoni «si alterneranno conduttori accomunati dal fatto di essere stranieri, sia nati in Italia che immigrati nel nostro Paese». In sostanza, l’unica cosa che hanno in comune è il fatto di non aver nulla in comune. Nemmeno fra loro, tranne il minimo comun denominatore: sono esseri umani tali e quali agli altri.

Contro-autarchia Anzi, si tratta per lo più di persone piuttosto fortunate, fino a prova contraria. Un indignato qualsiasi li definirebbe esponenti della «Casta». Ma, siccome sono stranieri, non si può dire. Sono giornalisti, scrittori, insegnanti, scienziati, operatori sociali, attori, musicisti, che spesso sono ospiti di quella stessa emittente. Insomma, l’Italia non li discrimina. Mamma Rai li tratta già bene, ma la settimana prossima «la loro presenza sarà più evidente e corale, per offrire punti di vista diversi, per generare curiosità e non diffidenza o paura».
Comunque, non c’era bisogno di convincere il pubblico radiofonico che anche al di fuori dai patri confini ci sono artisti e professionisti di alto livello. La musica italiana è ridotta in una riserva della modulazione di frequenza, senza che a nessuno sia mai venuto in mente di proporre una legge, simile a quella francese, per tutelare la lingua e la cultura nazionali. Gli italiani stravedono per le star internazionali. Non ha senso fare opera di contro-autarchia.

Scelte politiche
Insomma, nessuno si accorgerà che Samir Al Qariouty, giornalista palestinese collaboratore di Al Jazeera, condurrà il programma Qui Comincia. Se si fosse trattato di un israeliano, allora probabilmente avremmo potuto notare la differenza rispetto ai resoconti della tv e della stampa in genere. O forse a Gerusalemme non avranno risposto all’appello. Ci si dovrà accontentare di un criterio di scelta a senso unico, che vede selezionato per la rassegna stampa, Eric Joszef, corrispondente del quotidiano francese Libération e, per Radio 3 Mondo, Udo Gümpel, co-autore del pamphlet antiberlusconiano e anticattolico L’Unto del Signore. Così, pare che, appena valicate le Alpi, siano tutti rossi o verdi. Chissà perché cittadini comunitari ed extra arrivino in Italia, se ai loro occhi siamo così reazionari. In parte perché lo sono anche loro, si ritrovano come a casa propria. Perciò, se vorrà avere un significato, l’iniziativa potrà proseguire dando voce magari alle donne straniere che rischiano di fare la fine di Rachida, assassinata a bastonate dal marito perché si era convertita al cristianesimo.

Un altro palinsesto Non tanto per la completezza dell’informazione, ma per descrivere anche una realtà, più diffusa di quanto non si pensi, in cui gli italiani accolgono volentieri gli stranieri nella loro comunità e trasmettono loro il meglio che possiedono, cioè il dono della fede cattolica. In cambio, da parte delle comunità d’origine, spesso arriva la condanna a morte nei loro confronti, chi si integra subisce l’ostracismo di amici e parenti e talvolta anche l’esecuzione della sentenza capitale. Volendo proseguire nello sforzo umanitario, l’elenco della gente in difficoltà, sul nostro territorio nazionale, è tendenzialmente infinito. C’è da coprire un intero palinsesto partendo dai copti egiziani in esilio per evitare di essere trucidati dai fondamentalisti islamici, per finire con i dissidenti cinesi che combattono contro il totalitarismo comunista. Sempre che ci sia ancora posto nell’etere pubblico.

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • eureka.mi

    02 Dicembre 2011 - 15:03

    Quando anche loro si vedranno fregare il lavoro perchè si svenderanno a prezzi inferiori si accorgeranno dei loro errori.

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  • capitanuncino

    02 Dicembre 2011 - 14:02

    Mandero' lettera di disdetta alla Rai.Certe faccette nere che siano professori o meno proprio non le digerisco.I saccenti ed i dotti li vadano a fare a casa loro,che qui di scienziati nostrani ne abbiamo a badilate e crescono come l'acqua nel vino..Se poi il PD vuole fare la socetà multirazziale per prendere i voti degli immigrati...la vada a fare a casa sua che qui siamo a casa nostra.

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  • corto lirazza

    02 Dicembre 2011 - 12:12

    non misura 360 gradi, ma un po' meno...

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  • Uchianghier

    Uchianghier

    02 Dicembre 2011 - 12:12

    Allora è tutta gente che Berlusconi, anni or sono, aveva ben etichettati.

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