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La Cassazione vieta i gavettoni

Un danno per chi è colpito

La Cassazione vieta i gavettoni
Lanciarsi palloncini colorati pieni d'acqua è sempre stato un divertimento tra i ragazzi. E non solo: in spiaggia, nei prati, in piscina, giovani e meno giovani si sono sempre dilettati con i gavettoni, per farsi dispetti o rinfrescarsi dall'afa estiva.
Ma d'ora in avanti giocare con i palloncini d'acqua non sarà più possibile. Anzi, sarà addirittura un reato. Lo ha stabilito la Cassazione. In caso di infrazione, potrà scattare la multa per danneggiamento. Il dolo, dice la Cassazione, sussiste anche se nell'intenzione di chi lancia i gavettoni non ci sia la volontà di causare danni. Il principio è stato sancito dalla Seconda sezione penale che, pur dovendo dichiarare l'intervenuta prescrizione del reato punito dall'art. 635 c.p. nei confronti di quattro trentenni di Genova (Antony P., Eros A., Alberto C. e Alessandro G.), ha confermato il risarcimento del danno pari a 1.915 euro a favore di un automobilista che aveva visto andare in frantumi il parabrezza della sua auto dopo il lancio di gavettoni. SEcco la motivazione degli 'ermellini': "Sussiste l'elemento intenzionale del reato di danneggiamento, nella forma del dolo eventuale, nell'ipotesi in cui gli agenti, mediante il lancio di palloncini pieni d'acqua, provochini la rottura di un oggetto in transito nel raggio d'azione del lancio, configurandosi tale forma di dolo anche quando l'agente si sia rappresentato come probabile o possibile anche un evento diverso da quello voluto e, ciò, nonostante abbia agito ugualmente accettando il rischio del suo verificarsi".
Ai quattro genovesi il gioco era costato addirittura una condanna a sei mesi di carcere, oltre al risarcimento del danno confermato da piazza Cavour, per il reato di danneggiamento da parte della Corte d'appello di Genova, nel giugno 2004 (in primo grado il Tribunale di Chiavari li aveva assolti tutti non ritenendo raggiunta la prova del lancio dei gavettoni). Contro la condanna, la difesa dei 30enni ha fatto ricorso in Cassazione. E attraverso la sentenza n. 12401 la Suprema Corte ha ammesso che "appare censurabile la scelta della Corte d'appello di infliggere la pena della reclusione", soprattutto perchè in assenza di aggravanti si deve applicare la pena "maggiormente favorevole", ossia pecuniaria. Visto però che la pena prevista dall'art. 635 c.p. si prescrive in cinque anni, i ragazzi si sono salvati in corner dalla multa. Tuttavia la Cassazione ha confermato il risarcimento danni all'automobilista e ha avvertito che chi lancia gavettoni corre il rischio di una condanna per danneggiamento, anche se non c'è l'intenzione di arrecare danni.

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Commenti all'articolo

  • Akiravl

    21 Marzo 2009 - 18:06

    dove vivo da piccolo si giocava dove non vi era pericolo per le auto, e non sono nel sulcis ma in brianza, ma va da sè che la cassazione a volte ha di quelle uscite che andrebbero cassate senza neanche pensarci. cosa volgiamo farci gente che dice che se una donna porta i jeans non si tratta di stupro se viene violentata la dice lunga sui funzionamento dei loro neuroni

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  • limick

    21 Marzo 2009 - 15:03

    Se e' vero che e' un gioco come un altro.. che sia adibita un area anche per questo. D'altronde non ho mai visto giocare a pallavolo in una pista ciclabile, o a tennis in un parcheggio, o a bocce in Viale Marconi, o a moscaceca tra gli ombrelloni... o a cricket in garage.

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