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Il giornalista del Tg5 morto Giallo: è stato ucciso?

Forse investito da un auto pirata: è indagata per omicidio colposo la donna che disse di aver visto Pesciarelli schiantarsi

Il giornalista del Tg5 morto Giallo: è stato ucciso?

Andrea Pesciarelli non andò a sbattere da solo contro l’albero che gli ha spezzato la vita l’8 ottobre scorso. A quasi due mesi dalla morte del giornalista del Tg5, deceduto a 46 anni mentre percorreva Lungotevere delle Armi in sella al suo scooter, affiora alla luce una storia diversa, quella di un pirata della strada, iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo e omissione di soccorso. Un probabile investitore finito fin da subito sotto la lente degli inquirenti e che si sarebbe trasformato nelle ultime ore da testimone oculare a presunto responsabile dello schianto.

Nel fascicolo sulla scrivania del pm di Roma Silvia Sereni, titolare dell’inchiesta, adesso c’è un nome. Si tratta di A. N., un’interprete romana di 29 anni. Proprio la testimone bionda che quella notte, ai due ragazzi che passavano con una Smart sul luogo dello schianto e la trovarono vicino al corpo, disse di aver assistito all’incidente, di aver visto il notista politico perdere il controllo della moto e schiantarsi da solo contro l’albero. Poche parole, prima di far perdere le proprie tracce. E proprio quel comportamento, definito dagli investigatori anomalo, ha acceso i riflettori su di lei.

Grazie alla testimonianza dei due giovani che l’avevano vista ferma con la Nissan Micra grigia, gli inquirenti tracciarono l’identikit e lanciarono l’appello: «Si cerca la ragazza bionda, tra i 25 e i 30 anni, testimone dell’incidente di Andrea Pesciarelli». Passarono quattro giorni prima che l’interprete si presentasse negli uffici della municipale, che nel frattempo stava visionando i filmati delle telecamere alla ricerca di un’immagine che potesse rivelare la verità. Ascoltata, la 29enne raccontò la sua versione in qualità di persona informata sui fatti e in quell’occasione scattarono i sigilli alla Micra. Due mesi di rilievi e comparazioni che avrebbero ora confermato l’ipotesi di una compatibilità tra i segni riscontrati sullo scooter Beverly bianco di Pesciarelli e l’auto sotto sequestro. E che porterebbero gli investigatori sulla pista del pirata della strada. Proprio per accertare con precisione l’effettiva compatibilità, e poter dunque dimostrare che ci fu un contatto tra i due veicoli, il magistrato ha inviato i rilievi ai Ris e disposto una serie d’accertamenti tecnici irripetibili sui reperti.

Tutte le analisi saranno svolte da un perito alla presenza di un tecnico di parte, nominato dalla persona indagata, iscritta nel registro di piazzale Clodio proprio per darle la possibilità di avere un consulente presente nei laboratori del Ris nel momento in cui potrebbe essere estrapolata la prova del nove.

di Rita Cavallaro

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