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Alleanza Nazionale si scioglie

La Russa: "È un nuovo inizio"

Alleanza Nazionale si scioglie
"Il simbolo di Alleanza nazionale non si spegne ma transita in una fondazione che dovrete benedire con il voto e che sarà chiamata ad operare nello spirito indicato all'articolo 1 dello statuto". Così il leader di Allenaza Nazionale Ignazio La Russa ha dato il via ai lavori del congresso del suo partito, che porteranno allo scioglimento dello stesso e chiuderà dunque il percorso della destra cominciato a Fiuggi. Nel prossimo weekend An si fonderà infatti con Forza Italia nel PdL. Questo "non è una fine, è un nuovo inizio", ha quindi sottolineato La Ruissa, spiegando che "nascerà un partito multiidentitario, che per noi è il Partito degli italiani a lungo atteso. "An entra nel nuovo Popolo della libertà senza complessi di inferiorità", ha ribadito, "con Forza Italia non siamo fidanzati, ma gemelli. Per noi quella di oggi è una festa - ha detto ancora La Russa - anche perchè è la prima volta nella storia politica italiana che dall'unione di due partiti, la somma che ne deriva è superiore a quella dei due addendi". Una scelta, questa, che deriva anche dalla mossa di Walter Veltroni prima del voto. "Rendo merito a Veltroni di avere lanciato la sfida per la semplificazione del quadro politico", ha quindi aggiunto, "ma il processo della sinistra è stato dettato da uno stato di necessità, altrimenti non poteva competere dopo l'insuccesso del governo Prodi, noi non abbiamo problemi di leadership di ordine culturale".
Quanto all'identità del partito, assicura La Russa, "non sarà cancellata. Rispetto alle scelte di Fiuggi oggi è tutta un’altra vicenda. Allora, nel '95, consegnammo alla storia la nostra storia mentre oggi non ci tocca esaminare la nostra identità, abbiamo la consapevolezza di portare nel nuovo partito tutti i nostri valori, la nostra storia, i nostri uomini e le nostre donne. Oggi possiamo dire che andiamo a creare insieme a Fi un soggetto politico, che per noi è il partito degli italiani a lungo atteso, che avrà un destino elettorale ampio, oltre il 40% e che perciò non può essere monoidentitario. Il Pdl sarà un partito di regole all’interno di una forte cornice valoriale, un partito in cui ci saranno prima dibattito e confronto, quindi un momento decisionale, che guai se non ci fosse". Ma l'identità del partito non si perderà: "All'interno del Pdl i militanti di An resteranno sempre la destra. Perché il nuovo partito dovrà avere più destra possibile. Da qui a qualche anno non ci sarà bisogno in Italia di dire di essere di centrodestra, ma, con termine europeo, di dire che il Pdl è la destra italiana, forte della nostra storia e della nostra militanza".
E non è neppure mancato un omaggio alle scelte, anche recenti, di Gianfranco Fini: "Un uomo di destra, quando ricopre un ruolo istituzionale, lo fa senza compromessi. Quando indossa la casacca di presidente della Camera Fini non lo dimentica: ha il dovere di svolgere il suo ruolo in modo impeccabile. Anche quando vorrebbe cambiare le regole che ci sono, e che sono un pò lente, ha il dovere di dire che tutto va fatto senza salti in avanti. Ti dobbiamo un grazie per il tuo coraggio"
L'apertura dei lavori, che è stata affidata al discorso del reggente del partito, è stata preceduta da una esibizione di Enrico Ruggeri, che ha cantato 'Si può dare di più' accompagnato da un coro di diciotto ragazzi e ragazze.


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Commenti all'articolo

  • Fascista

    23 Marzo 2009 - 11:11

    Hanno rinnegato tutto, si sono venduti anche l'anima pur di raggiungere il potere..vergogna! Viva l'Italia, Viva il Duce! Alberto Castagna

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