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Stangata sui conti correnti Sarà botta da 7 miliardi di euro

Imposta da bollo, Monti punta al colpaccio: se hai 100mila euro sul conto corrente, 300 euro all'anno vanno in tasse

Stangata sui conti correnti Sarà botta da 7 miliardi di euro
L’obiettivo del governo, secondo indiscrezioni, è portare a casa una cifra «minima» che oscilla tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro. Ma la botta finale potrebbe essere molto più alta, fino a 7 miliardi e anche di più. Sta di fatto  che la stangata in banca dell’Esecutivo guidato da Mario Monti  è pronta. Si tratta solo di limare le aliquote e le percentuali. Dalla bastonata architettata dei professori della Bocconi, alla fine della giostra, potrebbero salvarsi i conti correnti, ma tutti gli altri risparmi e  investimenti degli italiani saranno colpiti senza pietà. La faccenda ruota attorno alla nuova imposta di bollo, articolo 19  della manovra da 30 miliardi varata domenica dal consiglio dei ministri. Sulla carta l’intenzione è di garantire equità per  tutte le forme di deposito bancario o investimento. Il quadro attuale è frammentato. Su conti correnti e  dossier titoli  oggi si pagano forme diverse di bollo: nel primo caso un importo fisso (34,2 euro) nel secondo caso una tassa  variabile e a scaglioni (da 34,2 euro fino a 1.500), che ora potrebbe essere estesa ai   fondi comuni e le polizze assicurative, finora tagliate fuori.  Mentre è certa l’esclusione dei fondi pensione e delle polizze sanitarie.

Numeri esatti sull’impatto non esistono. Stando a una versione non definitiva della manovra che circolava ancora ieri a via Venti Settembre,   l’idea è quella di applicare  a 360 gradi un’imposta ad aliquota che vada a rimpiazzare l’attuale tributo previsto per i dossier titoli (a scaglioni). La forchetta oscilla dall’1 per mille al 3 per mille all’anno: nell’ipotesi peggiore, vuol dire che con 100mila euro tra conto corrente, dossier titoli e fondi comuni di investimento il salasso sarebbe di 300 euro all’anno. Mentre al 2 per mille l’esborso  su un tesoretto  di 50mila euro si fermerebbe a 100 euro. L’ipotesi più probabile è l’1 per mille nel 2012 e l’1,5 per mille nel 2013. Meccanismo che penalizza il ceto medio. Tra conti, titoli di Stato, azioni, fondi e polizze nei portafogli delle famiglie italiane ci sono 3.470 miliardi di euro sui quali adesso ha messo gli occhi Monti. Unico dubbio, i conti correnti (sono oltre 30 milioni): in totale valgono 1.385 miliardi di euro e  potrebbero essere esclusi dal giro di vite. Un’imposta ad aliquota garantirebbe un gettito per lo Stato inferiore a quello attuale. Valutazioni  emerse nel fine settimana, con  i tecnici del Tesoro che hanno interloquito con gli esperti delle banche, preoccupati dagli effetti pericolosi sulla raccolta. Di qui la pausa di riflessione. Ma si tratta solo di tempo.

di Francesco De Dominicis

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Commenti all'articolo

  • roda41

    07 Dicembre 2011 - 16:04

    Sborsassero i soldi che hanno rubato,si togliessero tutti i privilegi e tassassero i ricchi che se ne escono dal rotto della cuffia!

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  • dinumby

    07 Dicembre 2011 - 07:07

    per farli tornare indietro,portarsi in banca e toglierli.Saranno i loro amici a farli abolire il provvedimento

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  • IuniusBrutus

    06 Dicembre 2011 - 21:09

    Finaslmente è venuto fuori il testo del provvedimento, articolo 19. Una porcata! Imposta di bollo (!?) uno per mille e poi uno virgola cinque per mille, con il massimo di 1200 euro!!! Cioè, chi ha UN MILIARDO di euro, paga quanto chi ha un milione! Ma il peggio è nel minimo di 34,20 euro anche per un poveretto che abbia due o tremila euro di bot messi insieme facendo la fame. Questo è fatto per costringere i poveri a tenere i soldi su un conto (previsto in altra parte del decreto) per finanziare le banche col sangue dei poveri senza pagare loro interessi. Ma la vera porcata è nel fatto che gli immobili vadano a pagare più del SETTE per mille su tutto il valore, mentre le azioni e gli altri miliardi degli amici dei banchieri al governo arrivino al massimo all'UNO per mille. Spero di vedere le ghigliottine nelle piazze prima di morire sereno. Ma non mi illudo; "se lo uccidete fate cosa giusta se lo risparmiate fate cosa santa"... e cosa fecero quei cog***** di milanesi?...

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  • indignato65

    06 Dicembre 2011 - 21:09

    Semmai ci fossero parole adeguate per esprimere l'indignazione, di certo avrebbero il colore dell'arcobaleno. Non basta lavorare una vita per arrivare a una misera pensione, che ti permette di (soprav)vivere a malapena. Ora anche i pochi risparmi messi da parte, per sistemare i figli o per realizzare qualche progetto nel cassetto, non sono più al sicuro. Di sicuro comunque chi ha grosse somme sa già come eludere queste trappole, mentre per chi ha qualche migliaio di euro in banca e non conosce nulla in materia, non rimane che prelevare tutto e infilarseli sotto il materasso. Purteoppo non mi sembra di intravedere un futuro di sviluppo e occupazione, ma solo un calo di consumo drastico e un aumento delle spese che ci portera solo ad una dura recessione interna che alimenterà malumori e malcotenti i quali potrebbero essere cavalcati da qualche personaggio ambiguo e pericoloso. Comunque viva l'Italia.

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