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Stasi assolto anche in appello Altro delitto senza colpevole

Confermata in secondo grado la sentenza di assoluzione di Alberto nel processo per l'omicidio di Chiara Poggi

Stasi assolto anche in appello Altro delitto senza colpevole

I giudici della Corte d'assise d'appello di Milano hanno assolto Alberto Stasi dall'accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà. L'ex bocconiano era accusato di avere ucciso la fidanzata Chiara Poggi, trovata morta nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco (Pavia), il 13 agosto 2007. Al termine della Camera di consiglio il collegio presieduto da Anna Conforti, affiancata dal giudice a latere Franco Tucci e da 6 giudici popolari, due donne e quattro uomini, ha creduto all'innocenza del giovane, già assolto in primo grado. Dopo la lettura della sentenza, Stasi ha abbracciato i suoi avvocati e ha lasciato l'aula del tribunale. "E' giusto così" ha poi affermato il ragazzo, impacciato dall'emozione. Il sostituto procuratore generale Laura Barbaini aveva chiesto la condanna a trent'anni di carcere per omicidio aggravato dalla crudeltà. Ma la mamma di Chiara Poggi non ci vuole credere: "Non mi arrenderò, ho ancora fiducia nella giustizia".

La motivazione - Il collegio giudicante ha perciò confermato quanto stabilito in primo grado. Nella sentenza del 17 dicembre 2009 si faceva riferimento alla seguente motivazione: "Emerge un complessivo quadro istruttorio da considerarsi contraddittorio ed altamente insufficiente a dimostrare la colpevolezza dell'imputato secondo la fondamentale regola probatoria e di giudizio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Riguardo ad un possibile  movente/occasione dell'omicidio da parte dell'attuale imputato, non emerge una congrua prova".

Le prove secondo l'accusa - Per l'unico imputato, il fidanzato Alberto Stasi già assolto in primo grado con rito abbreviato dal gup di Vigevano Stefano Vitelli, il sostituto procuratore generale Laura Barbaini aveva chiesto la condanna a 30 anni di carcere per omicidio aggravato dalla crudeltà. Nella sua discussione, il pg aveva collocato l'ora del delitto tra le 9.12 e le 9.35 della mattina di quel 13 agosto. E aveva messo in rilievo l'esistenza di un sms apparso nei tabulati telefonici, che Stasi avrebbe mandato circa 30 ore prima del delitto a un amico, il cui contenuto è stato cancellato sia sul telefono del mittente, sia su quello del destinatario. Secondo il pg, tale sms indicherebbe "un'emergenza" segnalata da Stasi nella notte tra l'11 e il 12 agosto 2007 all'amico. Stasi, inoltre, il giorno dell'omicidio ha usato due biciclette. Barbaini sostiene che l'imputato ha usato una bicicletta nera, che "inspiegabilmente non gli è stata sequestrata, con cui ha raggiunto l'abitazione della fidanzata. Poi, secondo la sua ricostruzione, è tornato a casa, si è diretto all'officina del padre dove ha lasciato la bici. Quindi, dopo essere rincasato a piedi, ha preso una seconda bici, quella bordeaux che poi è stata sequestrata, ed è andato a nascondere l'arma e i vestiti sporchi di sangue. Sui pedali di questa seconda bicicletta è poi stato trovato il dna di Chiara Poggi. In subordine alla condanna, Barbaini aveva chiesto la rinnovazione del dibattimento, per disporre nuovi esami sulle macchie di sangue nella villetta in cui la giovane è stata uccisa.

La difesa - I difensori di Stasi, invece, gli avvocati Angelo Giarda e Giuseppe Colli, hanno ribadito la sua innocenza, sottolineando l'assenza di un movente e chiedendone l'assoluzione. Secondo Giarda, l'accusa ha dato più volte una versione diversa sull'ora del delitto, per far combaciare questo elemento con la colpevolezza di Stasi. E il dna della ragazza trovato sui pedali della bicicletta di Stasi non è sangue, ma un frammento di epidermide lasciato dalla vittima pochi giorni prima dell'omicidio. I legali, inoltre, si erano opposti alla richiesta del pg di rinnovare il dibattimento.

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    07 Dicembre 2011 - 18:06

    o è più comodo incolpare il primo che capita? Se poi no è simpatico, come costui, è una prova di colpevolezza ? Bohh

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  • LADONNADISION

    07 Dicembre 2011 - 12:12

    ..........e non mi lascia dormire. Come può questo giovane uomo non lasciare mai e poi mai che un sentimento sia esso di malinconia, tristezza, rabbia, dolore, o quant'altro trasparisca da quella faccia così cadaverica? Che tipo di training ha fatto per apparire sempre perfettamente fine a se stesso? Certo, capisco, è un lavoro durato anni, ma bisogna avere un cuore di ferro, ed aver mandato l'anima a spasso, pur reputandosi innocente, per non sentire il dolore cocente per la morte orribile che ha fatto la sua ragazza del cuore, per non avvertire sentimenti di vendetta. Non, lui no!!! E' lì , seduto con quella faccia di tolla a sfidare il mondo.

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  • Al-dente

    07 Dicembre 2011 - 10:10

    Tutta l’accusa contro Stasi si basava sul niente, più che altro su pregiudizi della gente su un ragazzo con gli occhi di ghiaccio e sull’inespressività della sua emotività, insomma fuffa per rotocalchi. Era evidente fin dall’inizio che Stasi non c’entrava ma, non avendo niente altro a cui attaccarsi, si sono attaccati al “fidanzato”, per di più scopritore del delitto di cui come normale e corretto cittadino aveva fatto regolare denuncia. Gli hanno attribuito addirittura due biciclette per coinvolgerlo nel delitto, hanno perfino cambiato l’ora del delitto per annullare il suo alibi, addirittura si sono attaccati al DNA su un pedale della bicicletta usata perfino dalla sua ragazza come se questo fosse una colpa di chissà che cosa. Una vera schifezza di accuse inesistenti e l’ovvio risultato non poteva essere altro che quello di proscioglimento dalle accuse. Qualcuno è stato ad uccidere la ragazza, di sicuro non è stato Stasi.

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  • pinet47

    07 Dicembre 2011 - 09:09

    Certo, meglio un colpevole fuori che un innocente dentro, ma la giustizia italiana fa un pò (parecchio) acqua! Ricapitolando, negli ultimi tempi abbiamo avuto, oltre allo Stasi libero, anche un'Amanda libera e famosa, un'Erica che se l'è cavata con 10 anni di galera e centri sociali, una Sara Scazzi con indagate in 'forse' e una Yara Gambirasiao che è meglio lasciar perdere.

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