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Alta velocità, chi è contro e perché

I No-Tav si oppongono alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione: un calvario lungo vent'anni

Alta velocità, chi è contro e perché

Treno ad alta velocità, più semplicemente Tav, una linea ferroviaria che viaggia in media a 200 chilometri orari, abbatte i tempi di percorrenza, collega mezza Europa e, in Italia, suscita le proteste di un gruppo di sostenitori che ne vuole mettere a repentaglio la realizzazione. La tranche che ha scaldato l'animo dei contestatori è il cosiddetto Corridoio 5, che collega Torino e Lione, e che fa parte del Progetto Paritario 6 pianificato dall'Unione Europea per attraversare trasversalmente il continente fino all'Ucraina.  I Paesi che, ad oggi, hanno sviluppato linee ad alta velocità sono Belgio, Cina, Corea, Danimarca, Finlandia, Germania, Giappone, Italia, Portogalli, Regno Unito, Spagna, Svizzera e Turchia.

La tratta Torino-Lione - Il primo cantiere che deve aprire per la costruzione della tratta che collegherà Torino e Lione è quello di Chiomonte, un tunnel esplorativo di 7,5 chilometri. I cantieri successivi saranno quelli per la Stazione internazionale di Susa, il rilancio dello scalo di Orbassano e quindi le stazioni della lina Torino-Bardonecchia. Il progetto è stato sottoposto alla Conferenza dei Servizi Regionale e alla Valutazione di Impatto ambientale istituita dal ministero dell'Ambiente. Dopo la visione del progetto, il Ministero ha chiesto alcune integrazioni documentali. Il percorso di verifica del progetto avrebbe dovuto chiudersi ai primi di novembte, ma le integrazioni richieste dal dicastero dell'Ambiente hanno fatto decorrere i tempi. La Camera dei Deputati, il 20 ottobre 2010, si è espresso sulla validità del progetto approvando all'unanimità le mozioni. Ma il progetto Tav Torino-Lione affonda le sue radici molto in là nel tempo: i governi di Roma e Parigi ne cominciarono a parlare nel 1990, in un summit in Costa Azzurra, dove convenirono sull'opportunità di creare il nuovo collegamento tra i due Paesi. L'accordo intergovernativo per la realizzazione della ferrovia venne firmato, a Torino, il 29 gennaio del 2001. Il costo della linea, per la parte di competenza italiana, dovrebbe aggirarsi intorno ai 15 miliardi di euro.

Attivisti contro l'alta velocità - I No-Tav, i pasdaran contro l'alta velocità, sono un movimento attivo nella Val di Susa e contrario alla realizzazione della nuova linea ferroviaria. Analoghi movimenti di contestazione sorsero nei primi anni novanta tra Firenza, Bologna e Roma. Il movimento non ha i 'crismi dell'ufficialità', e nacque spontaneamente in seguito alle prime assemblee pubbliche sull'argomento, tenute negli anni '90. Oltre a quella particolarmente violenta di oggi, lunedì 27 giugno, sono state diverse le manifestazioni organizzate dai No-Tav. Le più celebri, quella del 31 maggio 2003 con juna marcia da Borgone di Susa a Bussolengo, quella del 4 giugno 2005 con una marca da Susa a Venaus e le successive marce del 5 novembre 2004 e del 16 novembre 2005. L'ultima protesta dei No-Tav ha segnato un 'salto di qualità': il movimento, che solitamente ha sempre opposto resistenza passiva, è passato all'attacco dei cantieri da cui dovrebbe sorgere l'opera.

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    09 Dicembre 2011 - 12:12

    sono sicuro che per andare in vacanza i no tav non si fanno scrupolo di prendere l' aereo che inquina molto di più. Secondo me i no tav appartengono a quella categoria di gente con la testa vuota e che la riempiono con le idee più stupide, tanto per non lasciarla vuota, anche perché essere no tav oggi è "in".

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  • massimo1954

    08 Dicembre 2011 - 18:06

    A parte il fatto che la nuova linea,non è "alta velocità" come quelle in esercizio dove,transitano solo i "frecciarossa"mentre nelle linea che sarà costruita,passerranno anche i merci detto questo,i NO TAV sono dei pazzi.Vorrebbero che si potenziasse la attuale linea costruita nel 1800 e che,come tutte le linee di quei tempi,transita in mezzo ai paesi per dar modo alla gente di potersi spostare agevolmente e,ricevere le merci dal momento che il treno,era molto più pratico dei carri a trazione animale che percorrevano le strade tutte sterrate.Ora,se si potenzia la linea "storica" e,un carro con il GPL svia come successo a Viareggio,la colpa poi se la prenderanno i NO TAV o il governo in carica?

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