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Le firme di "Libero" a Pisapia Ecopass? Se non va, lo tolgo

Il sindaco prende la scatola con i migliaia di coupon raccolti dal nostro giornale contro la gabella e dice: il progetto si può cambiare

Le firme di "Libero" a Pisapia Ecopass? Se non va, lo tolgo

Accetta le firme, ma va avanti per la sua strada. Giuliano Pisapia ha ricevuto ieri pomeriggio nel suo studio a Palazzo Marino uno scatolone contenente le migliaia di coupon raccolti da Libero contro Ecopass. Un progetto che «naturalmente creerà qualche perplessità iniziale», spiega il sindaco, ma che può sempre essere modificato o cancellato. «Questa è una sperimentazione», dice, «dopo qualche mese avremo la possibilità di modificare delle cose o tornare sui nostri passi».

Sindaco, queste sono le firme...
«Le accetto, ma faccio presente che già al referendum dello scorso maggio - che  prevedeva addirittura un’estensione dell’Area C - avevano  votato contro 98mila persone. Da sindaco, però, non posso non tener conto del fatto che il 79.9 per cento  si era espresso a favore di misure più severe. Aggiungo due cose. La prima è che quella che abbiamo previsto è una sperimentazione: dopo sei mesi avremo i primi risultati e sulla base di questi sono convinto che la giunta ci penserà, modificherà e, se i dati non saranno positivi, saprà anche fare marcia indietro. In secondo luogo, ritengo che per portare avanti un provvedimento non si possa guardare alle reazioni immediate, ma sia necessario  pensare ai risultati finali. Nel nostro programma elettorale non c’era solo questa iniziativa, abbiamo inserito una lunga serie di proposte per l’ambiente e l’obiettivo è quello di rendere Milano pulita, mentre oggi ci troviamo di fronte a un traffico insostenibile e a un’aria irrespirabile. Quindi chiedo di avere fiducia: daremo a tutti, anche ai lettori di Libero una città migliore».
Il referendum, però, prevedeva una serie di misure assolutamente confuse. E resta il fatto che nei sondaggi il gradimento di Ecopass è fermo al 32%.
«Noi abbiamo analizzato quel che è successo in tante città straniere e alla fine dappertutto, dopo una comprensibile prima reazione negativa, questo tipo di misura è stata accettata. Io stesso, abitando in centro, potrei avere delle perplessità, ad esempio a dover pagare per arrivare a casa, ma è anche vero che di un progetto bisogna far conoscere bene gli aspetti, i limiti e i vantaggi. Bisogna provare e sperimentare e alla fine avere la forza di modificare e a volte di tornare indietro».
A proposito di sperimentazioni, oggi si parte con una due giorni di blocco del traffico. Tutti gli esperti del settore, tuttavia, concordano sul fatto che si tratti di un’iniziativa del tutto inutile. Per di più i livelli di pm10 sono già in calo.
«Oggi (ieri, ndr) i dati sulla qualità dell’aria sono risultati meno rischiosi per la salute, ma avevamo in mano dati che ci prospettavano un aumento del livello di smog. Per questo noi avevamo l’obbligo giuridico, morale e istituzionale di mettere al riparo la salute dei cittadini, anche al costo di creare qualche problema. Per altro, non si può guardare il provvedimento singolo, ma l’intero piano di interventi. Stiamo potenziando i mezzi pubblici e realizzando nuove piste ciclabili. Considerate che il centrodestra a Milano ha governato per 18 anni e non mi sembra che la città sia migliorata. Dateci tempi ragionevoli e vedrete che la fiducia verrà ripagata».
Per quanto la riguarda, invece, i sondaggi parlano di una flessione del 4% rispetto al 30 maggio.
«Io però farei un ragionamento sul primo turno, non sul ballottaggio. Perché rispetto al 48% raccolto in quell’occasione non posso lamentarmi. La fiducia dei milanesi nella mia persona, poi, è al 61%. Pochi dopo aver preso decisioni così difficili e a volte impopolari avrebbero potuto mantenere questo consenso».
Resta il fatto che quasi il 10% di chi l’ha votata sembra essersi già pentito. Gli scontenti sono soprattutto a sinistra.
«Bisogna vedere, perché tanti elettori di sinistra, posti di fronte alla scelta tra noi e il centrodestra, alla fine si ricompattano. Io so bene che a volte scontento una parte dei miei elettori, ma so anche che quando mi hanno votato hanno guardato alla mia storia politica e personale. E a loro dico che devono avere fiducia, perché ho sempre mantenuto gli impegni presi».
Il pacco con le firme glielo lasciamo in custodia. Altri sindaci, bisogna dirlo, non l’avrebbero mai accettato.
«Tanti consiglieri della passata maggioranza non erano neanche mai entrati in questa stanza».

di Lorenzo Mottola

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Commenti all'articolo

  • lettoreerrante

    09 Dicembre 2011 - 12:12

    Non ha tolto un accidenti, anzi ha bloccato il traffico per altri due giorni in periodo prenatalizio! E il bello è che non serve a niente!

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