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Fiat, nuovi contratti senza Cgil: aumenti di 600 euro

Firmata l'intesa per 86.200 lavoratori: esteso modello Pomigliano. Marchionne: "Svolta storica. Uno strumento moderno"

Fiat, nuovi contratti senza  Cgil: aumenti di 600 euro

Per Fiat un giorno che per quanto annunciato resta storico: è stato firmato all'Unione industriale di Torino l'accordo per il nuovo contratto di lavoro degli 86.200 lavoratori del Lingotto. L'intesa è stata raggiunta dall'azienda con le sigle Fim, Uilm, Ugl e Associazioni capi e quadri Fiat: per la prima volta resta tagliata fuori la Fiom, i metalmeccanici della Cgil guidati da Maurizio Landini che non accettano il nuovo contratto dopo l'uscita del gruppo da Confindustria.

Marchionne: "Svolta storica" - Entusiasta l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne: "L'intesa firmata oggi segna una svolta storica per la nostra azienda e i suoi lavoratori - ha spiegato il manager italocandaese riferendosi all'intesa -. Con il nuovo contratto disponiamo di uno strumento moderno che rispecchia la realtà dell'industria a livello internazionale e che permetterà a Fiat e a Fiat Industrial di diventare più efficenti e creare le condizioni essenziali per continuare ad ivnestire nel Paese". Marchionne ha poi aggiunto: "La nuova intesa garantisce ai lavoratori di mantenere inalterati tutti i diritti acquisiti e i vantaggi economici in busta paga saranno evidenti". Secondo quanto dichiarato dall'ad di Fiat, l'accordo "segna un significativo miglioramento per tutti. A quei sindacati che hanno abbracciato con noi questa sfida- ha concluso - va riconosciuto il coraggio di cambiare le cose, va dato atto della mentalità innovativa che è l'unica in grado di costruire una base solida per il futuro".

Gli straordinari - L'accordo raggiunto con le sigle ricalca in buona sostanza il contratto collettivo di lavoro del 29 dicembre 2010 applicato a Pomigliano. Tra le novità più significative, la maggiorazione dal 50% al 60% dello straordinario al sabato e l'aggiunta ai cinque scatti di anzialità biennali di un sesto scatto quadriennale. Per il 2012 i lavoratori riceveranno un premio straordinario, come richiesto dai sindacati, pari a 600 euro e che verrà corrisposto a luglio. A regime si lavorerà su 18 turni - 3 al giorno su 6 giorni - con una settimana di 6 giorni lavorativi e la successiva di 4 giorni. L'azienda, inoltre, potrà chiedere di lavorare al sabato e fino a 120 ore di straordinario (con un incremento di 80 ore rispetto a quelle attuali).

Le pause - Tra le altre novità, la riduzione delle pause da 40 a 30 minuti, con l'incremento in busta paga pari ai 10 minuti tagliati. Vi sono poi norme per contrastare l'assenteismo, la clausola di responsabilità in base alla quale chi non rispetta gli accordi verrà sanzionato in termini di contributi e permessi sindacali. Non sono pià previste le Rsu, ma le Rsa, i rappresentanti sindacali aziendali, che verranno nominate dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto sulla base di quanto previsto dall'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori. Poiché la Fiom non ha sottoscritto l'accordo, resterà fuori dalle fabbriche.

 

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  • biri

    14 Dicembre 2011 - 12:12

    Ho la sensazione che quello che ha una mentalità assai sovietica sia proprio tale fonty che sproloquia a proposito di pubblico e privato. Nonostante il personaggio in questione abbia probabilmente a cuore il modello dei campi di lavoro forzato, corre l'obbligo di spiegargli che i diritti sindacali e dei lavoratori, in questo paese, che non è l'Unione Sovietica, valgono anche all'interno dei luoghi di lavoro privati. In Unione Sovietica esisteva un solo sindacato, scelto dal datore di lavoro che, opperbacco, era il governo, cioè il partito. Il signor fonty vuole forse dirci che quel modello gli piace? Non credo, vuole solo farci capire che con la parola "lavoro" egli non ha mai avuto nulla a che fare. Quindi il fatto che sia il lavoratore a scegliere il proprio sindacato è cosa che gli sembra incomprensibile.

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  • colombo edoardo

    14 Dicembre 2011 - 09:09

    Marchionne quando ha assunto la responsabilità della Fiat l’azienda era in situazione fallimentare non certo per colpa degli operai ma dal quel demenziale e criminale connubio Gianni Agnelli e sindacato di estrazione marxista che in combutta avevano stipulato un patto non scritto che recitava più o meno così; -a noi non interessa se fai vetture di merda fuori mercato l’importante che noi manteniamo lo strapotere in fabbrica e noi faremo in modo che i governi ti diano finanziamenti incentivi rottamazioni tutto sulle spalle del contribuente. Quindi ad Agnelli della competitività non glie ne poteva fregare de meno

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  • curatola

    14 Dicembre 2011 - 09:09

    il povero landini non poteva che promettere tavoli,scioperi e digiuni e perdita del posto ecco perché ha perso. Le sue rimostranze ed il suo dirittismo senza soldi non sono bastati specie non disponendo di un governo simpatizzante come era sempre avvenuto fino a prodi. Cadono i muri e anche i landini imbiancano perché la gente vuole fatti e non belle parole. Il prossimo a perdere sarà l'onirico vendola perché bersanov é innocuo.

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  • VFeltri

    13 Dicembre 2011 - 21:09

    Guardi che la FIAT va male mica per colpa degli operai! va male perché non è capace di fare macchine di qualità. Un'operaio in una catena di montaggio, ha ben poco da sbagliare o da fare male :-) lei ci è mai passato in catena di montaggio? (avviti una vite, stringi un bullone ninete di piu'). Quindi se Marchionne fa fare utili alla FIAT sulla schiena degli operai io lo chiamo sfruttatore e non salvatore. Sia chiaro è la mia visione delle cose, non intendo convincerla che sia anche la sua verità.

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