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Penati inguaiato dal computer Pm: a lui 1,4 milioni

Per i pm la contabilità delle mazzette sarebbe contenuta in un file dell'architetto Sarno. Indagato anche il costruttore Cabassi

Penati inguaiato dal computer Pm: a lui 1,4 milioni

La società Milano Serravalle utilizzata da Filippo Penati come una sorta di bancomat, per distribuire consulenze agli amici ed eventualmente averne sottobanco denari di ritorno. E Renato Sarno, noto architetto che con Penati è da molti anni in rapporti stretti (e con lui attualmente indagato), nel ruolo di collettore, snodo essenziale per occultare e ridistribuire le tangenti mascherate  da consulenze. Questa, naturalmente, è  l’ipotesi d’accusa, e dovrà eventualmente passare al vaglio processuale. Resta il fatto che i magistrati di Monza Mapelli e Macchia, titolari dell’inchiesta su Penati e sul presunto malaffare che nell’ultimo decennio avrebbe circondato l’attività politico-istituzionale dell’ex presidente della Provincia di Milano, ritengono di essere sempre più vicini alla dimostrazione dell’esistenza - fra le altre cose - di una tangente legata proprio alla cosiddetta operazione Serravalle. In seguito alla quale proprio la Provincia, nel 2005, acquistò dal gruppo Gavio il 15 per cento di azioni della Milano Serravalle - acquisendone la maggioranza assoluta, pagandole 238 milioni di euro e permettendo a Gavio di realizzare una plusvalenza di 175 milioni. Ma di questo si parlerà nei prossimi giorni.


Scambio di sedi  Ieri l’ultima, clamorosa accelerazione dei magistrati. Con una serie di perquisizioni e il coinvolgimento della faccenda di un altro nome noto: quello di Matteo Cabassi, costruttore a capo del gruppo di famiglia. A lui si chiede conto di un’operazione che coinvolge sempre la Milano Serravalle, ma qualche anno  dopo la compravendita delle azioni. Nel marzo 2009 la società di Cabassi Milanofiori 2000 sottoscrisse il contratto preliminare di acquisto della vecchia sede della Milano Serravalle, ad Assago, per 7,7 milioni. Contemporaneamente, vendette sempre alla Serravalle un complesso immobiliare - dove poi sarebbe stata allestita la nuova sede sociale - per 31,6 milioni. Ecco, i magistrati vogliono verificare se l’operazione non nascondesse una “stecca” - si ipotizza poco meno del classico 5 per cento. La commissione che valutò  l’operazione era presieduta da Sarno. Cabassi s’è detto estraneo a ogni illecito ipotizzato.

I file sotto esame Ma alla base delle perquisizioni di ieri c’è soprattutto un file di Excel, in sostanza un appunto informatico, risalente al 6 luglio 2009 ed estratto dal computer di Sarno nel luglio scorso. Il documento, nominato “nota spese”, rappresenta secondo gli inquirenti una sorta di contabilità parallela, che lo stesso Sarno denomina per l’appunto “black”, “nero”, quasi a sottolinearne la natura illecita. In ogni caso, contiene movimenti riservati di contanti per 1 milione 400mila euro -  egli annota «tramite Renato 1.398.000 euro». Soldi che secondo i pm, di riffa o di raffa, sarebbero poi finiti a Penati.
In questo file, tra l’altro, si scrive che a Franco [Maggi, ndr], inseparabile braccio destro di Penati, vanno consegnati 54 mila euro, mentre a Claudia [Cugola], storica segretaria dell’ex presidente, di euro ne vanno 47mila. I due collaboratori di Penati sono ora indagati per ricettazione, e queste presunte  dazioni  sarebbero «provento di corruzione di incaricato di pubblico servizio per finanziamento illecito  al presidente pro tempore della Provincia di Milano, Filippo Penati». La stessa accusa contestata a Cabassi. Nella lista dei perquisiti-indagati figura poi Massimo Di Marco, ex amminsitratore delegato della Milano Serravalle e amministratore della Tem spa, il quale avrebbe ricevuto dal solito Sarno  70mila euro per sistemarsi una sua casa. E Gianlorenzo De Vincenzi, direttore tecnico imbarcato in società  nel 2005, accusato di aver avallato appalti sospetti. C’è poi Sergio Vittadello, della Vittadello Intercantieri, società citata nella nota spese Sarno come “Vittadello 50 mila”: secondo i pm,  potrebbe collegarsi al contenzioso con la Serravalle chiuso a fine 2009 con una transazione da 630 mila euro.

Consulenze d’oro Ma soprattutto, negli atti della Procura compare il nome di Mario Bruni del Gruppo Sina, società di Gavio che controlla anche Astm e Satap, due delle società che nel 2005 vendettero le azioni alla Provincia di Penati. In questo caso, l’attenzione dei pm si rivolge alle consulenze che Sina ha commissionato a Sarno, addirittura per  3 milioni 200mila euro. Questa somma, sempre secondo l’ipotesi, potrebbe celare una sovrafatturazione, da cui  l’architetto  potrebbe aver stornato  458mila - cifra che appare sul famoso file.  Infine, i pm hanno sequestrato documenti anche nello Studio Colombo & Associati, commercialisti che si occuparono della perizia sul prezzo pagato dalla Provincia per comprarsi la Serravalle.

di Laura Marinaro e Andrea Scaglia

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Commenti all'articolo

  • alfredido1

    14 Dicembre 2011 - 14:02

    Si, avrei rinunciato alla prescrizione ; avrei confessato pienamente le debolezza di questo sistema in cui certamente Penati è stato coinvolto o spinto. Avrei preso lo spunto per chiarire fino a che punto il sistema politico è oggi sbagliato per proporre moduli nuovi ispitati ad una cristallina onestà.

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  • alvit

    14 Dicembre 2011 - 14:02

    Vuoi vedere che i cattokomunisti di palazzo sono inorriditi e stanno pregando le toghe di agire subito e di mettere in galera lui e l'amico fraterno bersanosky, il quale NON POTEVA NON SAPERE? Su questo argomento ci sono centinaia di postati dei vari soloni tipo woody, winston, biri, osti, uffa, che stanno spingendo per la carcerazione e la restituzione del danaro dato al partitino che non c'e', il pd. Gia' il greganti la fece franca, con le finte del trattorista con i soldi nella scatola delle scarpe, e la mercedes in omaggio, e ora ci si ritrova di nuovo con i komunisti con le mani nella marmellata. A quel tempo d'alema si comperò qualcosa con i 200 milioni?Chissà che fine hanno fatto. Questi sappiamo che sono andati al partito. Tirateli fuori, un po' tutti gli iscritti vengano tassati, tanto lo fanno per santobue, vuoi non lo facciano per il PARTITO???

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  • rifletto

    14 Dicembre 2011 - 13:01

    Può darsi, intanto ha rinunciato alla prescrizione, lei , o chi conosce avrebbe fatto altrettanto? Credo meriti rispetto, sicuramente la presunzione di innocenza,invece di commenti francamente fuori luogo. Saluti

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  • alfredido1

    14 Dicembre 2011 - 13:01

    Eppure ,ne sono certo, non farà un'ora di prigione !

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