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Operai applaudono Marchionne per il contratto anti-Cgil

Sergio interviene: "Stiamo facendo delle scelte di responsabilità per il Paese". E trova il sostegno del presidente Elkann

Operai applaudono Marchionne  per il contratto anti-Cgil

"Ribadisco qui l'impegno mio e della mia famiglia a sostenere gli sforzi di Sergio Marchionne che hanno l'obiettivo di fare Fiat-Chrysler un grande gruppo che fa grandi automobili". Sono le parole di John Elkann che, nel giorno del debutto della nuova Fiat Panda, interviene nella Fabbrica di Pomigliano per ribadire l'impegno della sua famiglia nel gruppo Fiat e sottolineare l'appoggio totale nei confronti dell'amministratore delegato Sergio Marchionne.

Le proteste - Ma, mentre all'interno dello stabilimento  - dove per la prima volta saranno introdotti i criteri del "World Class Manufacturing" - il discorso di Elkann è accolto dagli applausi, fuori dai cancelli  un centinaio di manifestanti della Fiom e di sSlai Cobas protesta contro il "piano Marchionne" e le sue ricadute occupazionali nel napoletano. Oltre a sigle storiche dei disoccupati, ci sono giovani aderenti a centri sociali e rappresentanze dei sindacati di base.

Marchionne -
"Agli scettici e ai detrattori rispondiamo con i fatti: sono questi che ci consentono di assicurare alla Fiat un futuro sicuro. Solo così possiamo offrire garanzie ai lavoratori". Così Sergio Marchionne, a.d. di Fiat e Chrysler ha parlato a Pomigliano ricordando che la scelta di riportare la Panda dalla Polonia all'Italia "non è stata dettata da scelte economiche ma dal senso di responsabilità". "Sappiamo che il mondo sta guardando l'Italia con grande preoccupazione, ma non è solo un compito della politica traghettare il paese fuori dalle acque pericolose, spetta a tutti. E' un nostro dovere privilegiare il paese dove la Fiat ha le radici, dobbiamo essere all'altezza della nostra storia".


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Commenti all'articolo

  • Catharina Bulova

    14 Dicembre 2011 - 14:02

    ancora con la storia che la FIAT costruisce macchine scadenti.Chi dice queste cose ha l'orologio fermo agli anni 70 nell'era del defunto avvocato Agnelli. A mio modesto parere adesso la FIAT non ha nulla da invidiare alle concorrenti, anzi al contrario sono gli altri costruttori che attingono comprando la tecnologia FIAT, vedi i motori innovativi e tecnologici che equipaggiano vetture di altre case automobilistiche ecc. ecc. Sarebbe ora che gli italiani cambino la mentalità secondo cui tutto ciò che si produce all'estero è migliore e da preferire ai nostri prodotti. Poi ci lamentiamo della disoccupazione crescente! Dirò un'eresia, ma in questi tempi difficili, un pò di sano nazionalismo, preferendo i prodotti italiani, non guasterebbe.

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  • marcolelli3000

    14 Dicembre 2011 - 13:01

    bravo, sottorscivo tutto, parola per parola. Non c'e' niente da aggiundere, ha detto gia' tutto lei. Bravo.

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  • dbell56

    14 Dicembre 2011 - 13:01

    Con questa auto che ho acquistato 4 anni e mezzo fa, è la quarta volkswagen che acquisto. Mai avuto problemi con queste vetture se non i normali tagliandi fatti regolarmente presso le officine VW. Questa Polo TDI va che una meraviglia. E' euro 4 e fa oltre 20 km con un litro di gasolio. La precedente vettura, una Polo X a benzina, dopo 12 anni di eccellente servizio l'ho data via senza aver cambiato mai una lampadina e la marmitta di scarico. Siccome i tedeschi, dopo lo sconquasso che hanno contribuito a sostenere qui in Europa, mi hanno rotto letteralmente le scatole, spero che la FIAT costruisca finalmente delle vetture di qualità uguale se non superiori rispetto a quelle della Volkswagen. Sarò il primo a comprare una FIAT di siffatto rango. So che ci si può riuscire. Aspetterò, dunque!

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  • colombo edoardo

    14 Dicembre 2011 - 12:12

    Guardate in un parcheggio qualunque e contate le vetture e vi accorgerete che su dieci automobili almeno sette o anche otto sono straniere, questa è l’incresciosa eredità che ci ha lasciato il perverso connubio Gianni Agnelli, sindacati, e sinistra. Parlo di connubio perché le cose si svolgevano nel seguente modo,i sindacati avevano un potere contrattuale quasi assoluto e spadroneggiavano nelle aziende incuranti delle difficoltà delle aziende , allora Agnelli fece un compromesso si accordò con i sindacati e la sinistra, lasciandogli intendere che nessuno avrebbe ostacolato il loro potere in cambio di incentivi rottamazioni e cassa integrazione. la Fiat in quel periodo costruiva le vetture meno competitive del mondo ma ai sindacati la faccenda non interessava un fico secco l’azienda perdeva prestigio e mercati, naturalmente crescevano gli esuberi ma forse e probabilmente era quello che auspicavano perche poi lo stato intervenisse con una bella NAZIONALIZZAZIONE. Il criterio Agnelli era già esteso in ormai a tutto il sistema produttivo che continuava a perdere prestigio e competitività. Quando si perde di competitività l’effetto collaterale e la diminuzione delle commesse che inevitabilmente crea esuberi, e le imprese in una economia di mercato come si usa dire oggi in presenza di esuberi o licenziano o falliscono o interviene il CONTRIBUENTE, questo per farvi capire da dove e nata la voragine del debito pubblico della prima repubblica. La voragine e presente tuttora e pesa e peserà sui governi futuri. Per fortuna attualmente nella Fiat con Marchionne si sta finalmente instaurando un sistema di normalità consono a quella che e la reale ECONOMIA DI’ MERCATO

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