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Sondaggista del Cav, sette anni di carcere per il crac Hdc

Il Tribunale di Milano condanna per bancarotta Luigi Crespi, già collaboratore di Berlusconi: Assolto Fedele Confalonieri

Sondaggista del Cav, sette anni di carcere per il crac Hdc

Bancarotta Hdc: i giudici della seconda sezione penale di Milano hanno assolto Fedele Confalonieri dall'accusa di favoreggiamento nell'ambito dei fallimento da 40 milioni di euro della società del sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi, Luigi Crespi che, invece, è stato condannato a sette anni per bancarotta. Assolti invece il parlamentare Pdl Alferedo Messina, l'ex banchiere Gianpiero Fiorani, e l'ex numero uno di Ifi banca Enrico Fagioli. Condannato a 2 anni Fulvio Pravadelli, ex consigliere delegato di Publitalia.

Il commento dell'avvocato di Confalonieri - "Siamo molto contenti per l'assoluzione che finalmente è arrivata, dopo un processo durato molto tempo". E’ il commento dell’avvocato Lucio Lucia, difensore di Fedele Confalonieri, assolto "perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato" dall’accusa di favoreggiamento nel processo HDC. "Francamente - continua il legale - era difficile comprendere come potesse aver compiuto un favoreggiamento non avendo mai avuto contatti, nè possibilità di interferire con Crespi". 

La vicenda e le accuse del pm - La società Hdc era fallita nel marzo del 2004 travolta da un buco da 40 milioni di euro. Per Luigi Crespi era stata chiesta una condanna a 8 anni di reclusione per bancarotta, 3 anni e 6 mesi invece per l’ex numero uno della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani. Tra le richieste di condanna ci sono state anche quelle per l’ex ad di Efi Banca, Enrico Fagioli, (quattro anni di carcere) e per l’ex consigliere delegato di Pubblitalia 80, Fulvio Pravadelli, due anni.   Secondo l’accusa Crespi, avrebbe versato soldi, tra il 2000 e il 2001, alle reti televisive Telelombardia e Antenna 3, "ad esclusivo beneficio di Mediaset". Una "forma di indennizzo" voluta dalle due emittenti per un presunto trattamento di favore che Mediaset avrebbe concesso a un’altra rete, Italia 7 Gold, la quale avrebbe potuto acquistare programmi sottocosto. Crespi, secondo l’accusa, avrebbe agito su incarico di Mediaset e per questo Fedele Confalonieri era stato accusato di favoreggiamento.

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