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Azzarà è tornato in Italia: "Voglio vedere la mia famiglia"

Dopo quattro mesi di prigionia in Darfur, l'operatore di Emergency è atterrato a Ciampino: interrogato dai pm

Azzarà è tornato in Italia: "Voglio vedere la mia famiglia"

Francesco Azzarà, il cooperante di Emergency liberato tra giovedì 15 e venerdì 16 dicembre in Darfur dopo quattro mesi di prigionia, è tornato sabato mattina con un volo speciale in Italia. Subito dopo la liberazione il cooperante ha detto di voler vedere la sua famiglia. A darw notizia del ritorno in Italia è stato il padre. Il portavoce della famiglia di Azzarà, Vincenzo Catalano, ha commento: "Abbiamo sentito Francesco e ci ha detto che è felice di essere in Italia".  Francesco è stato poi interrogato dai carabinieri e dal pm Elisabetta Ceniccola, che aveva aperto un fascicolo sul suo rapimento; a breve è atteso il suo ritorno a casa, a Motta San Giovanni (Reggio Calabria).

Giallo sul riscatto - Fonti della sicurezza sudanese sostengono che la liberazione e l'arresto dei sei rapitori sono avvenute il 15 dicembre con un'operazione d'intelligence e senza il pagamento di nessun riscatto. Nei giorni scorsi si erano invece rincorse le voci (subito smentite dalla Farnesina) di una richiesta di 180mila dollari. L'operatore era tenuto prigioniero nel Darfur Occidentale, a 200 km da Nyala, dove era stato rapito il 14 agosto, mentre si dirigeva in aeroporto con altri due colleghi. Dopo le prime voci su un'imminente rilascio già in agosto, non erano trapelate più notizie sulla situazione dell'ostaggio. In Italia sono state molteplici le iniziative in favore della liberazione. Il padre del cooperante, Santo, non ha mancato di ringraziare tutti, compresi il Presidente della Repubblica e lo staff della Farnesina.

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