Cerca

Nonnetto s'incatena a 87 anni per vedere l'amante malata

Romeo e Giulietta di Segrate. I familiari di lei colpita da ictus vietano di avvicinarsi. Lui protesta, poi finisce in psichiatria

Nonnetto s'incatena a 87 anni per vedere l'amante malata

Anche quando le rughe solcano il viso e le mani tremano, non sono solo gli acciacchi a togliere il fiato. Perché l’amore è amore sempre. Anche a settant’anni suonati. L’amore ti spinge a fare follie a qualsiasi età e ti porta lontano, proprio lì dove il cuore vuole andare.

Paolo Cerretti, di anni 77, la sua follia l’ha fatta. Ha seguito il suo cuore e di punto in bianco ha preso un treno dalla sua Reggio Emilia, destinazione Segrate. Qui, forse, troverà la sua Luciana, di anni 87, nelle mani dei familiari che però non vogliono fargliela vedere. 
La storia, raccontata ieri da Cronaca Qui, è di quelle che ti fanno piangere dalla commozione. I protagonisti sono due Romeo e Giulietta versione nonni. Paolo, si è incatenato lunedì sera alla balaustra del negozio «Abbigliamento Angela» di via Antonio Gramsci 46, di proprietà del figlio e della nuora di Luciana. E ci è rimasto fino al mattino dopo - notte compresa - sfidando il gelo.

Seduto sui gradini, armato di una pesante coperta e un sacchetto di liquirizie, ha inscenato la sua protesta. Poche parole non pronunciate ma scritte verde su bianco su un cartello appeso al collo: «Lelio Gozzi (figlio dell’amata, ndr) mi ha costretto a compiere questo gesto. Da cinque anni vivo con sua madre Luciana (a Reggio Emilia). È mia convivente, ora gravemente malata. L’ho assistita giorno e notte. Ho dormito tre ore al giorno per tutto il tempo. Ora voglio sapere dove si trova per salutarla e vedere le sue condizioni di salute attuali».

IL DIVIETO
Agli agenti della polizia locale che hanno messo fine al sit in con tenaglie e attrezzi da scassinatore, Paolo ha aggiunto che Luciana era stata colpita da un  ictus quasi tre mesi fa. Ricoverata in ospedale, da venti giorni di lei non ha più alcuna notizia. I parenti della donna, che vivono a Segrate, gli avrebbero vietato di avvicinarsi a lei. Avrebbero anche detto di aver conosciuto Paolo solo nel giugno scorso presentato come «semplice amico», incontrato in una balera.

Di più. «Questa persona è uno squilibrato», ha dichiarato Lelio Gozzi a Cronaca Qui, «lo abbiamo visto una sola volta presentato da mia mamma come un conoscente. Non abbiamo nessuna intenzione di dirgli dove si trova». La nuora, Angela, ha rincarato: «Vorremmo evitare che magari quest’uomo si presenti in ospedale facendosi firmare qualche carta da Luciana».  Intanto, Paolo all’ospedale ci è finito davvero. E non per il freddo che ha patito. Un’ambulanza lo ha portato all’ospedale di Melzo, dove c’è un  reparto di psichiatria. Ma prima di finire tra i «matti», Paolo, che chi l’ha conosciuto dice «che matto non è», ha mostrato ai volontari della Misericordia di Segrate un documento  firmato da un responsabile dell’ospedale di Reggio Emilia dove la donna era stata inizialmente ricoverata, in cui c’è scritto che lui ha la facoltà di  visitare Luciana come e quando vuole. Proprio come fosse un parente. Ora però anche di Paolo non si sa più nulla. Contattata al telefono, Angela non vuole parlare. Non ha tempo.

SENZA LIETO FINE
Possiamo solo augurare a Paolo di essere finito nello stesso ospedale dove si trova  Luciana. E che alla fine, gira e rigira, la distanza che qualcuno ha posto tra loro, senza neanche chiedere il permesso, si riduca a una manciata di piani. Vogliamo credere che i nostri Romeo e Giulietta si  ritrovino in mezzo a una corsia per riabbracciarsi. Fosse anche per l’ultima volta.

di Eliana Giusto

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • roda41

    26 Dicembre 2011 - 20:08

    come sarebbe non si sa dove è? DOVE ORA,VGLIONO FARLO MORIRE'?nessuno lo reclama ????

    Report

    Rispondi

  • roda41

    25 Dicembre 2011 - 00:12

    sonoal traguardo,soli e non hano più nulla per farsi amare,solo se hanno soldi o peggio,si spera muoiano per appropriarsene.Io in psichiatria ci manderei chi purtroppo non ci va e ne è molto degno.

    Report

    Rispondi

blog