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Spintarella meglio dei curricula Giusto, è la vera meritocrazia

Sei aziende su dieci assumono in base alla segnalazione. Nessuno scandalo se la persona indicata è meritevole

Spintarella meglio dei curricula  Giusto, è la vera meritocrazia

Avete un curriculum da secchione? Buttatelo, è meglio essere amici dell’amico della moglie del collega. E non illudetevi con società di lavoro interinale e centri per l’impiego. Tempo sprecato. Molto più utile conoscere chi può fare la telefonatina giusta, quella che “segnati questo nome che è una persona fidata e non vi deluderà e poi è una brava ragazza e pure gnocca che non guasta mai”. Già, proprio così. Se cercate lavoro sappiate che il metodo tradizionale è ancora quello più efficace. La segnalazione. La raccomandazione. La spintarella, come ci racconta l’ultima indagine Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, che ha rilevato come nel 2010 oltre sei imprese su dieci per la selezione del personale abbiano fatto ricorso al cosiddetto canale informale, “conoscenza diretta in primo luogo e segnalazioni personali”, attraverso conoscenti o fornitori.

Guarda il video su LiberoTv: La raccomandazione meglio dei curriculum

Spinte ai bravi - Su, non fate quella faccia schifata e scandalizzata. E non scuotete la testa.  E allora? Che c’è di male? Funziona così in tutte le aziende - soprattutto le piccole - e in tutti i posti di lavoro e quante volte sarà capitato anche a voi di sponsorizzare un amico o un parente. Molto meglio assumere una persona fidata, sapendo poi con chi prendersela se si rivelerà deludente, che andare alla cieca. E non facciamoci la menata della meritocrazia e di chi rischia di perdere occasioni giuste pur essendo bravo: quando uno è bravo - bravo per davvero - un posto prima o poi lo trova di sicuro. Anche senza raccomandazioni. L’importante - ovvio - è spingere soltanto chi ha qualità per davvero e non incapaci, per non correre il rischio di clamorosi autogol e figuracce storiche. 

La tendenza, dunque, è sempre più quella del passaparola. L’indagine Excelsior spiega che, rispetto all’anno precedente, l’utilizzo del canale informale ha registrato un forte aumento, passando al 61,1% dal 49,7% del 2009. Numeri, ma anche ragionamenti. «Il clima economico ancora incerto - si legge nel rapporto - spinge evidentemente le imprese alla massima cautela nella selezione di nuovi candidati. La conoscenza diretta, magari avvenuta nell’ambito di un precedente periodo di lavoro o di stage, e il rapporto di fiducia da essa scaturito diventano quindi premianti ai fini dell’assunzione». Proprio così. Ecco perché, dunque, diventa sempre più importante saper interagire con colleghi e vicini di scrivania, mantenere buoni rapporti anche con chi non ci sta simpaticissimo e cercare di lasciare un ricordo positivo a tutti. È un investimento nel futuro, via, sapendo che un giorno o l’altro qualcuno potrebbe cercare proprio uno come noi e si ricorderà. 

I grandi gruppi -
La raccomandazione, ok. Ma quali altri metodi utilizzano le aziende per assumere? L’indagine Excelsior racconta che nel 2010 è anche cresciuto il ricorso da parte delle imprese a strumenti interni, ovvero alle banche dati costruite dalle stesse aziende sulla base dei curriculum raccolti nel tempo (al 24,6% dal 21,5%), ma la quota resta limitata a poco più di due imprese su dieci. Perdono invece terreno le modalità di reclutamento «tradizionali» (annunci su quotidiani e riviste specializzate), preferite solo nel 2,3% dei casi. Sono pochissime e in diminuzione anche le aziende che utilizzano intermediatori istituzionali, come società di lavoro interinale, di selezione (5,7%) e quelle che si affidano a operatori istituzionali, ovvero ai centri per l’impiego (2,9%).

Tutti questi dati riguardano soprattutto le piccole imprese. Se il vostro obiettivo è essere assunti dalla grande azienda, allora, il discorso cambia. E le speranze anche. Secondo lo studio, “quando superano i 50 dipendenti, le aziende iniziano a fare più affidamento sulle loro banche dati interne, a basarsi sulla carta, ovvero sui curriculum. Ecco che, quindi, al crescere della dimensione d’impresa il rapporto diretto del candidato con il datore di lavoro o tramite conoscenti perde importanza. Basti pensare che nelle realtà con più di 500 dipendenti il ricorso al canale informale scende al 10,2%, mentre l’utilizzo di strumenti interni sale al 48,9%”.

di Alessandro Dell’Orto

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    28 Dicembre 2011 - 00:12

    mi spiego: la meritocrazia c'e' solo nei paesi normali, dove il capitalismo e' una cosa seria. Mica in Italia che e' un paese di mantenuti statali e socialismo reale. Faccio un esempio semplice semplice: sono un imprenditore e devo assumere un dipendente, e so che me lo devo tenere sulle spalle per tutta la (sua) vita. Quindi preferisco gli amici degli amici, almeno ho la speranza che se e' un idiota sapro' con chi prendermela. Le cose hanno sempre un significato, mica vengono gratis e per "legge". La merirtocrazia non e' mai esistita in Italia negli ultimi 30 anni. Colpa dei sindacati , comunisti, reazionari (di destra insomma, difendono i privilegi di chi e' gia' impiegato, mica lo sviluppo e i giovani (che sono precari perche' gli altri piu' anziani si sono mangiato tutto e distrutto l'intero sistema.)

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