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Saldi di gennaio, sarà un flop Vendite caleranno del 30%

Dal 2 gennaio via alle svendite. Confindustria annuncia affari ma i consumatori smentiscono: "110 euro a persona, -21%"

Saldi di gennaio, sarà un flop Vendite caleranno del 30%

Dopo il Natale, anche i saldi rischiano di essere i più poveri del secolo per l'Italia. Solo il 40% delle famiglie approfitterà dei prezzi ribassati: è l'allarmistica previsione fatta dal Codacons, che abbassa di molto le stime arrivate da Confcommercio, secondo cui ogni famiglia spenderà 403 euro per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro pari al 18% del fatturato annuo del settore. L'associazione consumatori parla invece di un "clamoroso flop per i prossimi sconti stagionali" e di una spesa media pro capite di 110 euro con calo delle vendite del 30 per cento rispetto ai precedenti saldi. A risentire della grave crisi, spiega il presidente Codacons Carlo Rienzi, "saranno soprattutto i piccoli negozi e per la prima volta anche gli outlet e i centri commerciali vedranno una consistente diminuzione del proprio giro d'affari".

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Piangono tutti - Fa eco la previsione dell'Adoc, secondo cui la spesa scenderà del 21% con budget che non supereranno i 90 euro a persona. Le vendite di calzature (-25%) e abbigliamento di media-bassa qualità (-35%) saranno le più penalizzate ma anche l'abbigliamento di alta qualità avrà segno negativo: il calo previsto è del 7 per cento. Solo l'abbigliamento sportivo riesce a contenere i danni, perdendo appena il 2 per cento. I saldi, dunque, dovrebbero seguire l'andamento delle vendite prenatalizie, che hanno registrato un calo del 28 per cento.

Tutte le date - Il via ufficiale dei saldi è fissato per il 5 gennaio, anche se molte città anticiperanno al 2 gennaio. Abruzzo: 5 gennaio/4 marzo, Basilicata 2 gennaio/2 marzo, Calabria 5 gennaio/28 febbraio, Campania 5 gennaio (per 90 giorni), Emilia Romagna 5 gennaio (per 60 giorni), Friuli Venezia Giulia 5 gennaio/31 marzo, Lazio 5 gennaio/15 febbraio, Liguria 5 gennaio/18 febbraio, Lombardia 5 gennaio (per 60 giorni), Marche 5 gennaio/1 marzo, Molise 7 gennaio (per 60 giorni), Piemonte 5 gennaio/8 settembre, Puglia 5 gennaio/28 febbraio, Sardegna 5 gennaio (per 60 giorni), Sicilia 2 gennaio/15 marzo, Toscana 5 gennaio (per 60 giorni), Umbria 5 gennaio (per 60 giorni), Valle d'Aosta 10 gennaio/31 marzo, Veneto 5 gennaio/28 febbraio, Bolzano 7 gennaio/18 febbraio.

 

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Commenti all'articolo

  • baffos

    27 Dicembre 2011 - 21:09

    Mi dispiace (per modo di dire)per i commercianti ma io come ogni anno da tempo immemore non compro niente in saldo,non perché sia ricco ma per non farmi prendere per i fondelli,ammesso che gli sconti che applicano siano reali e non fasulli come parecchi fanno (aumentare del 30-40 per cento prima dei saldi) non capisco perchè invece di proporre sconti roboanti per l'invenduto non applicano prezzi più ragionevoli prima in modo da ridimensionare le giacenze di fine stagione,il mio sarà un ragionamento semplicistico ma sconti fantastici del 40-50 per cento come in alcuni casi mi fa riflettere sul reale valore della merce e del ricarico che avevano applicato prima

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  • franziscus

    27 Dicembre 2011 - 20:08

    non compererà niente !

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  • labirinth

    27 Dicembre 2011 - 17:05

    è la capacità di alcune organizzazioni di avere in tempo reale dei dati che l'Istat pubblica con un anno di ritardo (nelle aziende non meno di un mese). Uno dei due è di troppo.

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